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Attualità | lunedì 12 febbraio 2018, 23:15

Gambolò: Dagli scavi per il metanodotto emerge una necropoli longobarda

Le forze dell'ordine, da giovedì scorso, stanno presidiando l'area sita alla frazione Belcreda. Alcuni archeologi hanno già iniziato a catalogare e studiare i reperti finora ritrovati sul luogo dai tecnici della Snam

Foto generica

Quelli che sembravano banali lavori di routine per costruire una tratta del metanodotto Cervignano d'Adda-Mortara, alla frazione Belcreda di Gambolò, stanno in realtà portando alla luce una necropoli longobarda.

Durante gli scavi effettuati dai tecnici della Snam, sarebbero iniziati ad affiorare dal terreno alcuni preziosi monumenti funebri riconducibili alla presenza dei Longobardi sul nostro territorio nel VII secolo, pezzi rarissimi che se fossero confermate le prime indiscrezioni avrebbero circa 1500 anni di storia.

Fatto sta che da giovedì scorso le forze dell'ordine, allertati dalla Sopraintendenza dei beni culturali, presidiano costantemente 24 ore su 24, l'area interessata dai ritrovamenti e alcuni archeologi starebbero già studiando l'origine dei reperti finora ritrovati, nel corso degli scavi per la realizzazione del metanodotto. Per ora non sono ancora arrivate conferme ufficiali da parte di nessun ente o organo autorizzato a farlo e la vicenda quindi per ora appare ancora dai contorni un'pò nebulosi.

Non è nemmeno da escludere l'ipotesi, che gli scavi, ancora da effettuare nei prossimi giorni, portino alla luce ulteriori reperti non strettamente legati alla necropoli longobarda.

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