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Economia | lunedì 12 febbraio 2018, 13:20

Il tonno rosso che arriva in tavola viene pescato in Italia? Renata Briano: “Il Governo sta perdendo l'occasione per un'auspicata e doverosa distribuzione più equa”

Delusione da parte dell'europarlamentare e vice presidente della Commissione Pesca, Renata Briano, per la quale serve una visione politica di più ampio respiro per affrontare i problemi del settore della pesca

Il tonno rosso che arriva in tavola viene pescato in Italia? Renata Briano: “Il Governo sta perdendo l'occasione per un'auspicata e doverosa distribuzione più equa”

Il settore della pesca è di nuovo sul piede di guerra. Non dimentichiamo che il pescato è una delle delizie italiane, che consumiamo con grande piacere non solo nella versione sushi.

Al Ministero si è discusso di quote tonno. “Una riunione che ha lasciato quasi tutti, a parte i pochissimi possessori delle quote, molto arrabbiati - ha dichiarato l’europarlamentare Renata Briano -. Una proposta triennale che metterebbe fine alle speranze di una distribuzione più equa. L’aumento della possibilità di catture accidentali sarebbe buono, ma, senza toccare il 5%, suona come una presa in giro. Il Ministero sta dimostrando di stare perdendo l'occasione per dare le risposte attese da un settore intero”.

Un altro aspetto controverso su cui Renata Briano ha espresso la sua contrarietà è la dichiarazione della Direzione generale del Ministero, secondo cui le quote tonno in Italia sarebbero “non più un bene comune”. “Trovo grave questa affermazione, anche dal punto di vista giuridico”, ha dichiarato la vice presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo.

“Da tempo mi sono convinta che la politica debba riprendere in mano il proprio ruolo, smettendo di lasciare tutto in mano alla burocrazia – ha spiegato Renata Briano -. Questo vale sia a Bruxelles che a Roma. Gli uffici tecnici devono essere a disposizione dei decisori politici, non il contrario”.

Per Renata Briano troppe sono le proposte che minano la sopravvivenza del settore. “Occorre una visione politica più ampia - ha concluso l’eurodeputata -, fatta di scelte condivise con il settore e con il mondo scientifico. A tal proposito a Bruxelles stiamo discutendo del piano di gestione per i piccoli pelagici in Adriatico. La Commissione propone semplicemente di introdurre quote molto ridotte, senza fare un’analisi ecosistemica e socioeconomica. Ecco, mi opporrò con tutti i mezzi a disposizione a questa proposta, perché è necessario guardare il Mediterraneo nel suo insieme, tenendo conto delle relazioni tra tutte le specie. Non si può continuare a fare scelte che riguardano singoli stock. Un semplice esempio: i tonni rossi sono in aumento. Bene. Ma, essendo dei predatori, i tonni si nutrono di acciughe e sardine. I pescatori non potranno quindi pescare né i tonni né le acciughe e le sardine”.

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