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Oggi al cinema | sabato 14 aprile 2018, 17:49

La recensione: Rampage – Furia animale

Dal videogame arcade anni '80 al grande schermo: il passaggio è forzato, la storia banale e i personaggi stereotipati

La recensione: Rampage – Furia animale

Gli appassionati di videogiochi ne ricorderanno sicuramente uno di nome Rampage, uscito nel periodo d’oro degli Arcade, e precisamente nel 1987, in cui la distruzione regnava sovrana. Non c’era alcuna storia: tu, giocatore, sceglievi solamente quale gigantesco mostro impersonare tra un gorilla, un dinosauro e un lupo mannaro e avevi il compito di annientare le principali città degli Stati Uniti.

Dopo più di trent’anni Rampage viene portato sul grande schermo da Warner Bros. e pronto a difenderci dalla furia animale troviamo l’attore Dwayne Johnson, per la terza volta diretto da Brad Peyton (Viaggio nell’isola misteriosa e San Andreas).

Davis Okoye (Johnson) è un primatologo che ha creato un legame indissolubile con George, un gorilla albino di cui si occupa da quando, ancora cucciolo, lo salvò dai bracconieri e con il quale comunica attraverso il linguaggio dei segni. Ma un azzardato esperimento genetico porterà a risultati catastrofici e trasformerà quella tranquilla scimmia in un’enorme creatura furiosa. Non solo il suo genoma anche quello di un lupo del Wyoming e di un coccodrillo della Florida saranno modificati e i tre animali diventeranno sempre più grandi e aggressivi.

Okoye dovrà quindi fare squadra con una genetista (Naomie Harris) per impedire la devastazione della città di Chicago e soprattutto per salvare lo spaventoso primate che un tempo era suo amico.

Il videogioco, fonte di ispirazione, aveva pochissima narrazione e non presentava molto altro se non la pura e semplice premessa per farne un film. Questo poteva anche essere un bene, ma non è questo il caso. Purtroppo la storia sviluppata si rivela piuttosto banale e la maggior parte dei personaggi stereotipata, in primis i due cattivi interpretati da Malin Akerman e Jake Lacy.

Unica eccezione rimane l’interpretazione del granitico Dwayne “The Rock” Johnson che con la sua ironia e la sua muscolosa presenza rallegra a sprazzi parte del film, non riuscendo comunque ad attecchire così tanto come quando era affiancato da Jack Black nel divertente Jumanji. Come Rampage, anche Ready Player One, un altro grande classico degli anni ottanta, sta per fare il suo debutto sul grande schermo e ci auguriamo che non si riveli un’enorme delusione nel passaggio dal videogioco a Hollywood così come tanti suoi predecessori. Per ora questo enorme gorilla George per quanto ben realizzato non fa che farci rimpiangere “l’ottava meraviglia del mondo”: l’unico e inimitabile King Kong.

Recensione tratta dal cinematografo.it

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