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Al Direttore | giovedì 03 maggio 2018, 17:24

La morte del bimbo inglese (nell’interesse del minore)

Riceviamo e pubblichiamo

La morte del bimbo inglese (nell’interesse del minore)

Certamente sarà noto ai più che da tempo una famiglia inglese di religione cattolica si è mobilitata anche internazionalmente per cercare di curare il proprio figlioletto gravemente malato. Non staremo a ripetere la vicenda, per non annoiare i lettori, che eventualmente rimandiamo a internet per qualsiasi ulteriore approfondimento.

Ciò che ha destato la mia attenzione sono i commenti delle persone relativi a questa vicenda, e in particolar modo un dibattito tra due utenti che avevano opinioni avverse circa il trasferimento del bimbo in Italia.

Da un lato l’utente più “nazionalista” parteggiava per l’Italia, dicendo che era ingiusto che la famiglia non potesse scegliere come curare il proprio figlio. Dall’altra un utente “studiato” il quale sottolineava che la famiglia era stata ESAUTORATA nelle decisioni riguardo al bambino proprio “NELL’INTERESSE DEL MINORE”. In pratica le autorità inglesi hanno ritenuto che trasferire il bambino in Italia comportasse un rischio TROPPO ELEVATO, e pertanto era opportuno che non lasciasse il paese. I genitori invano hanno reclamato il diritto alla speranza e a tentare altre vie.

Oggi per l’utente “studiato” la risposta è arrivata direttamente da Dio (per chi crede) , che ha preso con sè il bambino.

All’utente “studiato” vorrei solo dire che MORIRE non era nell’interesse del minore. Ma tanto hanno detto e tanto hanno fatto che alla fine è successo.

Auguro al bambino di prendere la via del paradiso (se la merita). Invece lo “studiato” e tutti coloro che hanno LAVORATO SODO per questo risultato molto probabilmente percorreranno l’altra strada, quella che va verso il basso.

Ma non si lamentino! E’ nel LORO INTERESSE che vadano laggiù. Stessa legge. Stesso peso. Stessa misura.

 

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