/ Attualità

Attualità | lunedì 07 maggio 2018, 13:48

La meravigliosa storia del Dottor Sorriso, che lotta ogni giorno contro la morte

Il resoconto della serata organizzata dalle Stelle di Lorenzo

La meravigliosa storia del Dottor Sorriso, che lotta ogni giorno contro la morte

A volte il destino opera nella maniera più misteriosa. Qualche mese fa, in occasione delle elezioni politiche, ho partecipato ad una cena elettorale, ed accanto a me al tavolo avevo un sindaco molto ben voluto nel Magentino: Dario Tunesi, di Santo Stefano Ticino. Abbiamo piacevolmente conversato di svariati argomenti sino al momento in cui mi ha raccontato della Onlus di cui è presidente. Passione, trasporto, entusiasmo. Gli brillavano gli occhi mentre mi raccontava dell’attività delle Stelle di Lorenzo, nomen omen, associazione di volontariato che si occupa di realizzare i desideri di bimbi gravemente malati ed ospedalizzati da lungo tempo.

 

 Dal 2004 un gruppo di tenacissimi volontari cerca di esaudire le richieste più disparate di questi piccoli, regalando loro un sorriso, un momento di gioia. L’associazione ha realizzato sino ad ora 432 desideri di cui 82 di particolare rilevanza, con una tempistica media di 175 giorni per ogni realizzazione, coinvolgendo 24 reparti pediatrici di altrettanti ospedali, dislocati in 9 regioni d’Italia, ed uno stato estero. Incontrare Laura Pausini, Totti e Marchisio, evadere dalla vita di ospedale su una nave da crociera o visitando la statua della libertà, ricevere in dono un’attrezzatura tecnologica, non è così semplice. Sia per il fatto che la onlus si auto-alimenta finanziariamente, sia perché le pubbliche relazioni per gli incontri e la burocrazia per i viaggi, da concordare con il parere dei medici curanti, richiedono tempo, impegno e dedizione. Ma vedere il sorriso splendere sul viso di questi bambini è impagabile e ripaga di ogni sacrificio. Le Stelle di Lorenzo onlus è stata scelta dal Dottor Momcilo Jancovicper la presentazione del nuovo libro Ne Vale sempre la pena. Il dottor Jancovic, noto come il dottor sorriso, ha curato per oltre quarant’anni i bambini ricoverati nel reparto di emato-oncologia pediatrica dell’ospedale San Gerardo di Monza. Un centro d’eccellenza nazionale nella cura dell’oncologia pediatrica.

Il Dottor Sorriso, oltre a cinquecento pubblicazioni scientifiche, ha scritto libri e poesie. Ha partecipato come consulente medico-scientifico alla realizzazione della celebre fiction Braccialetti Rossi, che ha mostrato al grande pubblico, seppur in maniera romanzata, la vita nelle pediatrie, dove si lotta ogni giorno si combatte la malattia. Il suo intervento, nell’impagabile cornice affrescata, di Casa Giacobbe a Magenta, luogo simbolo della città, è partito con un messaggio di speranza. Oggi, l’80% dei bambini affetti da leucemia guariscono. Ma ciò non significa che il periodo della malattia sia semplice. Lui stesso lo ha paragonato ad un interminabile tunnel, oltre al quale si intravede la luce, ma il percorso per questo non è meno periglioso. Ha rammentato ( proporzioni alla mano) che purtroppo bisogna considerare che esiste anche quel 20% la cui sorte è drammaticamente segnata, sottolineando quanto sia terribile affrontare la morte di un bambino. Le sue parole hanno profondamente commosso la sala gremita, ma il suo ottimismo ha prevalso. E’ stato introdotto come un portatore di speranza, lui si è detto conscio del proprio ruolo, di dover preparare le famiglie alle conseguenze più estreme della malattia, non ha voluto apparire come un idealista ma come colui che fortemente desidera che a questi ragazzi resilienti sia concessa una vita NORMALE, nonostante tutto. I malati non desiderano compassione o commiserazione ma cercare di vivere essendo trattati come persone normali. Chi è colpito dalla malattia, trova forza e risorse al proprio interno per reagire e sopravvivere. Ma, a detta sua, i veri super eroi sono coloro che di questi piccoli si prendono cura. Convivendo con l’angoscia di una diagnosi terribile ed il desiderio e la speranza di vedere i propri figli nuovamente sorridere. Nonostante l’enorme impatto emotivo, della propria professione, esercitata con enorme empatia, come è stato testimoniato durante la serata da genitori che hanno frequentato quelle corsie d’ospedale, il Dottor Jankovic, reputa di aver ricevuto moltissimo da qui piccoli, oltre ad aver a loro dato.

Un unico paziente, durante il suo operato ,gli ha chiesto se stesse morendo. Il medico era conscio del progredire della malattia ma ha voluto infondere a quel piccolo un’ultima speranza. Invitandolo a concentrarsi sulla sua vita in quell’istante, rammentandogli che non stava provando dolore e che doveva godere del momento. Questo piccolo paziente sarebbe spirato dopo poche ore. Ma prima di morire lasciò sulla scrivania del suo adorato medico l’indimenticabile poesia di Martha Medeiros, ‘Lentamente muore’; la frase lentamente muore chi è schiavo dell’abitudine da quel momento sarebbe diventato il motto di Jankovic, che avrebbe dedicato la sua vita a quei ragazzi resilienti, conservando nel proprio cuore un ricordo di ciascuno di loro.

Emanuela Arcidiacono

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

 

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore