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Attualità | venerdì 13 luglio 2018, 13:52

Parla il Sindaco Calati: ‘A Magenta impossibile aprire una moschea’

Il primo cittadino spiega e rilancia: "Manca la previsione nel PGT redatto dalla Giunta Invernizzi che adesso strumentalizza la questione islamica...Ma a che gioco stanno giocando?'

“Un incontro molto positivo e costruttivo ma che per noi è stata anche l’occasione per essere molto franchi”. Il sindaco Chiara Calati commenta così il faccia a faccia avuto ieri sera insieme al vice sindaco e assessore alla Sicurezza Simone Gelli con i portavoce della comunità islamica.  Questi circa un centinaio si sono radunati sotto palazzo Formenti chiedendo a gran voce un luogo dove poter pregare.

Secondo i dati (non ufficiali) peraltro, forniti dagli stessi islamici, i mussulmani presenti a Magenta sarebbero circa 1.500. “Abbiamo spiegato loro – dice il Sindaco – che a Magenta non ci sono luoghi di culto per loro e non potranno esserci neanche in futuro. La questione non è politica, bensì strettamente tecnica a rimanda alle previsioni inserite nel Piano di Governo del Territorio redatto dall’Amministrazione Invernizzi”.  

A questo proposito, la Calati precisa e rilancia dopo le critiche arrivate dalle minoranze: “Chi ha fatto quel PGT aveva tutto il tempo per inserire nello strumento di programmazione urbanistica anche il Piano delle Attrezzature Religiose, ovvero, il documento in cui si può prevedere l’apertura di nuovi luoghi di culto. Cosa che non è stato fatto in alcun modo. Peraltro – continua il Primo cittadino – oggi siamo di fronte anche a norme regionali ancor più cogenti in materia”.

Il Sindaco passa al contrattacco e rilancia contro i ‘Dem’: ‘Francamente non capisco proprio a che gioco Salvaggio e compagni stiano giocando. Ci abbiamo voluto veder chiaro, abbiamo voluto agire nella massima trasparenza ed è venuto fuori che l’unica comunità presente in città che aveva fatto delle richieste all’epoca della vecchia Giunta era quella Evangelica. Non c’è traccia di rapporti con quella islamica. E’ paradossale, allora, che il PD che oggi si erge a loro difensore,  con due anni a disposizione con i suoi rappresentanti non abbia neanche trovato il tempo di informarli che c’era la possibilità, nelle more della stesura del PGT, di avanzare una specifica richiesta”.

In ultima istanza, dalle parole del Primo cittadino emerge chiaramente come anche a volendo a Magenta non si potrà in futuro realizzare una moschea o qualcosa di simile. “Quand’anche dovessimo conceder loro uno spazio come associazione culturale, quello non potrebbe essere certamente utilizzato come luogo di preghiera. Pena la chiusura immediata. Su questo anche le disposizioni regionali parlano chiaro”.

E allora cosa potrebbero fare gli islamici per potersi riunire in preghiera? “L’unica possibilità – spiega il Sindaco – è quello di presentare entro 72 ore dalla data della manifestazione, una richiesta specifica in Questura e non in Comune, come invece è stato fatto per esempio per l’utilizzo del parcheggio nei pressi della Scuola Sud”.  Parcheggi dove, in ogni caso, vanno tutelati accesso e viabilità e non sono luoghi idonei alla preghiera.

Pare di tutta evidenza che ci troviamo dinanzi ad un percorso ad ostacoli. Anche perché la Questura, poi dovrà ben valutare tutti gli aspetti legati alla sicurezza del luogo in questione. Non di meno, per altri spazi, vedasi il parco Pertini, c’è considerare la compatibilità con il regolamento di Polizia Urbana.  “Resta comunque – garantisce la Calati – la disponibilità al dialogo. Anche se ci sono regole ben precise che valgono per tutti e che debbono essere rispettate”.

 

Fabrizio Valenti

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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