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Al Direttore | martedì 17 luglio 2018, 11:00

Abbiategrasso, Magenta, sinistra e Internazionale Socialista: una riflessione

Riceviamo e pubblichiamo

Un’estate più calda del solito la scena politica abbiatense magentina di quest’anno.
Oltre ai fatti di stretta rilevanza locale come gli ormai sfiancati pendolari e la questione del Pronto soccorso di Abbiategrasso che non cenna a sbloccarsi, due eventi hanno alzato ulteriormente la temperatura della mezzaluna fertile dell’area metropolitana milanese: la Festa Del Sole organizzata dall’estrema destra ad Abbiategrasso e la protesta della comunità islamica di Magenta in merito alla mancanza di spazi per la preghiera.

In occasione della Festa Del Sole c’è stata una grossa mobilitazione della società civile, le organizzazioni partigiane, 22 sindaci firmatari di un appello di biasimo all’iniziativa oltre all’intervento di autorevoli personalità della sinistra come l’onorevole
Emanuele Fiano venuto ad Abbiategrasso per sostenere la democrazia e i valori repubblicani nella nostra zona senza dimenticare le dichiarazioni della senatrice a vita Segre, ed è superfluo ricordare il significato morale delle sue parole.

Quasi contemporaneamente a quegli eventi l’internazionale Socialista, l’organizzazione che raggruppa molti partiti di ispirazione socialista in tutto il mondo, ha approvato una mozione per il boicottaggio dello stato d’Israele

Il partito laburista israeliano per protesta ha lasciato l’internazionale. Boicottaggio da subito condannata in Italia da noti esponenti del centro sinistra come Piero Fassino. Emanuele Fiano dalla sua pagina facebook fa notare la grande ipocrisia, dato che al netto degli eventuali errori del governo di Gerusalemme nessuna forma di boicottaggio da
parte dell’Internazionale sia mai stata attuata verso paesi dittatoriali e feroci, mentre si vuole
boicottare l’unica democrazia in Medio Oriente che per 70 anni è rimasta tale nonostante il perenne conflitto con i vicini arabi, conflitto che ad esempio non impedisce a migliaia di palestinesi omosessuali di rifugiarsi nello stato ebraico, unica realtà della zona dove per poter vivere liberamente la propria vita a prescindere dal proprio orientamento sessuale.

Un’Internazionale che negli ultimi anni ha sempre avuto al suo interno spinte scissioniste (nel 2013 avevano minacciato di andarsene i socialisti svizzeri in scia ai socialdemocratici tedeschi), forse proprio per queste contraddizioni che emergono in modo lampante e che non possono non creare un certo disagio (quando non imbarazzo) ai partiti membri di questa associazione storica. Insomma se la sinistra vuole ancora contare qualcosa nelle decisioni del mondo, deve essere coerente con se stessa.

La sinistra di Ben Gurion, Golda Meir, Rabin e Peres, come ha ricordato sempre Emanuele Fiano nel suo post.

Nel frattempo a Magenta la comunità islamica protestava giustamente la mancanza di spazi di preghiera, ricevendo una sostanziale alzata di spalle dall’amministrazione di centro destra e del Sindaco Calati, che si sono richiamati alla legge regionale, unica in Italia e forse in Europa, sui luoghi di culto, la quale mette stretti vincoli e molti oneri nella costruzione di nuovi luoghi di culto.

Qualsiasi culto: evangelici, buddisti, islamici, ebraici eccetera. Insomma avvantaggiando la
religione Cattolica che non ha certo bisogno di ulteriori luoghi di preghiera e ostacolando di fatto
l’esercizio di altre confessioni, qualsiasi confessione. Se ci eravamo liberati finalmente della
religione di Stato, la destra lombarda vorrebbe fare ora la religione di Regione. Qualcuno dirà “e la sicurezza?” “e il pericolo fondamentalismo?” Noi rispondiamo che il fondamentalismo non si radica nelle moschee ufficiali e riconosciute, dove le autorità conoscono l’Imam che può eventualmente segnalare teste calde o comportamenti sospetti.

Ricordiamo infatti che alcuni attentati sventati nel Regno Unito sono avvenuti dopo segnalazioni degli imam delle moschee e altri invece sono avvenuti perché la polizia li ha ignorati. Vietando gli spazi, mettendo mille ostacoli invece si costringe le persone di fede musulmana a pregare negli scantinati e nei sottoscala, dove non c’è nessun controllo, dove – lì si – è più facile che si annidi il fondamentalismo.

Questo la destra non lo capisce e aggrava il problema sicurezza invece di risolverlo.
Glocalizzazione​ o glocalismo​ è un concetto formulato 3 decenni fa all’interno della cultura giapponese e sviluppato in occidente da vari pensatori tra cui il sociologo Zygmunt Bauman, per interpretare la globalizzazione in relazione alle realtà locali. Questo nostro articolo verte su questo concetto, perché crediamo che ciò che accade a Magenta, Abbiategrasso o a Gerusalemme in Israele sia interconnesso, anche se non è subito evidente. Serve una sinistra nuova che esca da logiche
terzomondiste come quelle recentemente espresse dall’Internazionale socialista, ma coniugandole con i temi dei diritti e che si faccia interprete delle sfide del domani.

Abbandonare il terzomondismo, però, non implicherebbe un abbandono di una visione globale dei diritti umani che dovrebbe creare la base per una cooperazione tra tutti i principali partiti progressisti mondiali, affinché si operi una “globalizzazione dei diritti”,unico argine alla globalizzazione incontrollata che come un fiume irriga solo i campi più vicini, lasciando alcuni campi (intesi come nazioni) senza acqua. Questo moto non può che partire da una maggiore cooperazione dei principali partiti di sinistra europei, i quali dovrebbero riunirsi attorno ad un tavolo per capire in che direzione il mondo stia andando e, di conseguenza, capire dove la sinistra debba andare (non semplicemente decidendo
se scegliere Corbyn o Macron), dove la sinistra possa giocare un ruolo fondamentale per la vita
delle persone. E proprio nell’ottica del “glocal” che concludiamo parlando di una persona di sinistra che secondo noi incarna questa visione: il sindaco Laburista di Londra Sadiq Khan.
Khan è il primo sindaco musulmano di una capitale europea.

Di origine Pakistana, il padre faceva l’autista di Autobus. Una personalità che racchiude bene il mondo interconnesso della globalizzazione elaborata da Bauman che ha infatti dichiarato una guerra senza quartiere all’antisemitismo nella sua Londra e che ha in programma un viaggio in Israele. Forse da questo sindaco figlio di immigrati, che si è dichiarato musulmano praticante, può partire una lezione a quella pseudo sinistra filonazista che contesta la brigata ebraica il 25 Aprile lanciandogli infami insulti.

Alessandro Pecoraro
Fabio Baroni

Lettera in collaborazione con www.ticinonotizie.it

 

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