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Attualità | lunedì 23 luglio 2018, 15:42

Castello di Vigevano, ministro e sindaco: “Coinvolgiamo i privati”

Convegno a Vigevano sul futuro del castello. Uno studio dell’università di Pavia propone di far convivere più attività. Confindustria disegna una fondazione per la gestione del bene insieme a fondazioni private. Il ministro Centinaio rilancia sull’ipotesi albergo e ristorazione

Castello di Vigevano, ministro e sindaco: “Coinvolgiamo i privati”

Una platea eterogenea si è riunita a Vigevano per parlare del futuro del castello. Nella sala dell’affresco c’erano tutti: rappresentanti dell’amministrazione comunale (e dell’opposizione), categorie produttive, esperti, soprintendenza e il ministro del turismo Gian Marco Centinaio. Proprio quest’ultimo ha fatto notare l’importanza dell’occasione: “Non ricordo da quanto tempo in provincia di Pavia non si riusciva a trovarsi tutti uniti attorno a uno stesso tavolo per parlare di un progetto così importante”, ha detto.

Il progetto in questione è lo studio commissionato dalla Camera di Commercio all’università di Pavia riguardante una proposta di gestione del castello: “Non lo poniamo come vincolo, bensì come base di partenza su cui lavorare”, ha specificato il presidente Franco Bosi. La professoressa Antonella Zucchella, docente di economia e gestione delle imprese, ha presentato il lavoro: “Il castello deve avere più vocazioni. È una tendenza già sperimentata in Europa, all’interno del complesso devono coesistere più anime. Contaminare gli spazi culturali con attività commerciali. Possiamo pensare certamente a caffè letterari, ma anche hotel di charme, centri di formazione e spazi di coworking. Il punto critico è come gestirlo. Occorre sicuramente una presenza di soggetti pubblici e privati”.

L’unione di pubblico e privato è fondamentale anche per il sindaco Andrea Sala: “A breve manderemo al demanio la nostra relazione finale con cui chiederemo che ci venga ceduta la proprietà del castello. Nel momento in cui il bene sarà nostro, dovremo favorire la presenza di soggetti privati, con le loro idee e la loro imprenditorialità”. Anche il ministro del turismo Gian Marco Centinaio ha suggerito la ricetta della commistione tra pubblico e privato: “Il castello deve essere una struttura viva e autosostenersi economicamente, non deve essere un semplice contenitore di opere d’arte o di reperti museali. Dobbiamo guardare al futuro pur rispettando la storia. Per questo penso a ricavare in alcuni spazi una struttura ricettiva, magari con sala congressi. Importante sarebbe avere un ristorante, e anche un bar con caffetteria. Sarebbero i luoghi dell’incontro sia per i turisti che per i vigevanesi”.

Confindustria Pavia, da parte sua, ha provato a immaginare come potrebbe avvenire la gestione del castello nel caso in cui il bene diventasse di proprietà comunale: “La nostra proposta è quella di una fondazione”, ha detto la vicepresidente Maria Vittoria Brustia. Gli attori individuati sarebbero comune, Stato e soggetti privati senza scopo di lucro. In questo senso l’associazione che raggruppa gli industriali della provincia di Pavia ha già riscontrato l’interesse di Fondazione Banca Popolare di Vigevano e Fondazione Piacenza e Vigevano.

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