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Attualità | domenica 05 agosto 2018, 11:38

Il fatto non sussiste, ora chi chiederà scusa a Fausto Brizzi? Di Andrea Pasini

Il fatto non sussiste, ora chi chiederà scusa a Fausto Brizzi? Di Andrea Pasini

Vero come la finzione. Cade il cartello di carte costruito ad arte, adesso possiamo dirlo, attorno al regista romano Fausto Brizzi. Ai tempi della buriana, lo scorso inverno, Asia Argento madrina del dramma Weinstein diluita nei vaneggiamenti femministi, ha perfettamente descritto il clima definendo il garantismo “roba ottocentesca”. Passate due stagioni ci troviamo davanti a “il fatto non sussiste”, gli inquirenti per questo motivo hanno chiesto l’archiviazione per le accuse di violenza sessuale rivolte al cineasta autore di Notte prima degli esami.Neri Parenti, ai microfoni dell’Ansa, ha detto: “Non avevo dubbi, con Fausto ci conosciamo da vent’anni. Questa richiesta di archiviazione è un tassello fondamentale all’intera vicenda. Ora non conosco le motivazioni che hanno portato la procura a questa decisione, ma l’espressione il ‘fatto non sussiste’ la dice lunga”.

Il tutto prese forma quando il programma Le Iene, in una serie di servizi condotti da Dino Giarrusso, ai tempi delle ultime politiche candidato del Movimento 5 Stelle nel X municipio di Roma, ha raccolto le testimonianze di 15 attrici in erba che, a loro detta, avrebbero subito violenze sessuali da parte del produttore capitolino. Il solito cliché fatto di palpate, mani allungate, tentativi di penetrazione, masturbazione ed un catalogo degno dell’orrido vecchio bavoso, nonché stupratore seriale, senza fine.In questi frangenti, risulta inutile fare i moralizzatori ed i verginelli della realtà, si instaura una gogna mediatica che supera il bene ed il male. Brizzi ha dovuto rinunciare all’apposizione nei titoli del suo nome nella sua ultima pellicola. La privazione della patria potestà della propria mansione. La promozione occultata, con una moglie ed una figlia al fianco. Una vicenda che si ripete, perché lanciato il sasso le mani si nascondono. Lasciando, all’ombra del nascondino, le vittime diventare carnefici nei salotti della casalinga di Voghera. Alla berlina di chicchessia, alla berlina di chi, attraverso le copertine patinate, legge la verità nei fondali torbidi delle soubrette.

Nelle sue invettive contro il mondo, lo scrittore Massimo Fini, ai tempi di un’intervista con Linkesta, quattro anni fa, alla domanda su quali responsabilità hanno i giornalisti attualmente rispose, in maniera lapidaria, così: “Il giornalismo e gli intellettuali – uh, che brutta parola – hanno delle responsabilità gravissime, forse maggiori della stessa classe politica”. Nel frattempo le storie corrono sotto le nostre ruote, la notte avanza e gli indizi restano dietro di noi, distanti mille miglia, ma la notizia deve arrivare. Il giornale resta incompiuto, il servizio televisivo carente di suspance, le parole affrante. Gli annunci si susseguono correndo in più direzioni, senza ritrovarsi (quasi) mai. Ma la battaglia è tutta rinchiusa nella guerra tra i sessi. Nella morte del Padre e nella sconfitta della Madre. Le premesse sono queste: “Voi donne siete meglio di noi. Lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere, lo stanno prendendo. E ‘potere’ non è una parola negativa; dipende dall’uso che se ne fa. Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno”. Le parole arrivano direttamente da Aldo Cazzullo, tratte dal libro Le donne erediteranno la terra. Un inginocchiarsi a fronte di un’uguaglianza forzata che vuole sovvertire i diritti ed i doveri di ogni uomo e di ogni donna.

Per questo diventa salutare affidarsi alle, sapienti, parole di Adriano Scianca: “Ripetiamolo: esistono sicuramente uomini – brano tratto dal volume Contro l’eroticamente corretto edito da Bietti – che possono aver bisogno di un aiuto psicologico per i più svariati motivi, compresa un’aggressività non dominata. Ma se sul lettino finiscono gli uomini e solo loro, se si vuole mettere in questione la cultura maschile e se il percorso di redenzione passa necessariamente attraverso una terapista donna, l’obbiettivo è ovvio: una rieducazione del maschio pura e semplice”.

Non impareranno dalla cantonata presa con Fausto Brizzi e cercheranno un altro mostro, a noi spetta il compito di sviluppare i dovuti anticorpi. E comunque va detto che questa storia racchiude in se una palese e colpevole  mancanza di professionalità di una trasmissione che ho sempre reputato e continuo a reputare fondamentale per la libera informazione, ma che in questo specifico  caso spero non volutamente per questioni prettamente di odiens ha mandato in onda dichiarazioni di ragazze che esprimevano delle accuse pesanti verso il registra Brizzi probabilmente senza nemmeno provare a verificarne l’attendibilità. E con questa leggerezza hanno causato dei  traumi molto pesanti e difficili da sanare nella vita famigliare del regista e sicuramente dei danni psicologici devastanti sia al regista stesso che a tutta la sua famiglia. Una situazione del genere in una Nazione normale non dovrebbe mai accadere e qualora accadesse chi sbaglia deve pagare caro l’errore anche con la galera e non sto esagerando. Anche perché rovinare l’onorabilità, la professionalità e e la serenità di una famiglia per sempre non ha un prezzo per cui non può avere una proporzionata punizione. Ed in questo specifico caso qualora alla fine i giudici archivino tutte le accuse sono sicuro che la trasmissione delle Iene in onda su Mediaset saprà riconoscere l’errore ed esprimerà le scuse al regista Brizzi anche se questo non sarà neppure minimante sufficiente a rendergli la giustizia che merita e l’onorabilità che quel servizio televisivo gli ha tolto. Grazie a Dio però esiste la magistratura che  ha fatto il suo dovere. Verificando tutta la vicenda, ed alla fine chiedendone l’archiviazione perché il fatto non sussiste. Fecondo cadere di fatto  tutte le accuse rivolte nei confronti di Brizzi dalle ragazze che dicevano di essere state molestate. Un’altra pagina negativa sembra essere stata archiviata. Ricordiamo però: che in un paese già dilaniato quotidianamente  da notizie negative che attentano giornalmente alle nostre eccellenze, le quali  ancora oggi permettono al paese di continuare a funzionare e a sopravvive: se non poniamo un freno a questo costante discredito molto spesso infondato verso le persone, che ha come unico scopo quello di creare un interesse  giornalistico e televisivo alimentando per qualche giorno il chiacchiericcio delle persone nei bar ed in ufficio facciamo il male del nostro paese non di certo il suo bene.  Queste notizie non attendibili ed alle volte false che gettano discredito di fatto distruggono la reputazione internazionale delle nostre eccellenze italiane. Come ad esempio in questo specifico caso chi ne ha perso a livello di immagine e autorevolezza  non è solo il registra Brizzi ma l’intero comparto  cinematografico che rappresenta da anni per il nostro paese una grande eccellenza e punto di forza Internazionale.

A tutto questo c’è da porre subito un argine. Penso  che sia arrivata l’ora nella quale la Politica si interroghi e  metta con estrema urgenza mano  una buona volata per tutte per normare  con delle leggi ad hoc la libertà di stampa, di espressione e di informazione  perché così come spesso funzionano oggi sono sempre più  usate in maniera estremamente  faziosa, becera, di basso profilo ed alle volte disonesta.

Andrea Pasini- Trezzano Sul Naviglio

Editoriale in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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