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Lifestyle | domenica 21 ottobre 2018, 10:49

Il mio mondo (eco)bio- Come avere capelli lucidissimi in poche mosse

di Cristina Garavaglia

Il mio mondo (eco)bio- Come avere capelli lucidissimi in poche mosse

Oggi vi voglio rivelare un piccolo segreto per avere capelli lucidissimi e sani ad un costo irrisorio, che chi frequenta il mondo bio conoscerà sicuramente.

Devo purtroppo partire con qualche nozione di biologia, sperando di non annoiarvi troppo.

Innanzitutto è bene conoscere la struttura del capello, che analizzato al microscopio rivela la presenza di tre sezioni concentriche: il Midollo, che non ha particolari funzioni, la Corteccia, ossia la componente spugnosa alla quale dobbiamo elasticità e resistenza della chioma e la Cuticola, che è la sezione più esterna che ci interessa ai fini di questo articolo.

La Cuticola è composta da cellule grandi ed appiattite, chiamate squame, disposte una sull’altra al pari delle tegole sui tetti, che rappresentano una vera e propria protezione dagli agenti esterni e di conseguenza sono le prime a subire danni in caso di trattamenti chimici invasivi, come potrebbe essere una decolorazione, o dell’utilizzo di prodotti inadatti, quali shampoo e styling.

Dalla corretta disposizione delle squame, dipende sia la luminosità che la porosità dei capelli, dalla quale a sua volta dipendono i tipi e le modalità di trattamenti da effettuare, ma lo approfondiremo un’altra volta.

Dicevamo invece della luminosità dei capelli (nonché della loro pettinabilità): solo in caso di perfetto collabimento delle suqame (le famose squame chiuse per capirci) la luce si potrà riflettere in modo uniforme, rendendo i capelli lucidi e luminosi.

Ciò è vero soprattutto per i capelli lisci, in quanto la struttura ad elica tipica dei capelli ricci od afro fa sì che la luce si rifletta in modo meno omogeneo, ecco perché le chiome ricce tendono ad apparire meno luminose delle lisce, ma ce ne faremo una ragione.

Va da sé che un capello sano tenderà a presentare squame chiuse, ecco perché è importante l’operazione di chiusura delle stesse dopo il lavaggio, chiamata in gergo tecnico sigillatura.

Altro discorso da non sottovalutare per capire perché questa operazione sia importantissima riguarda il Ph dei capelli che, come del resto la pelle, è tendenzialmente acido, ovverosia inferiore a 7.

Motivo per il quale si consiglia di utilizzare per il lavaggio prodotti con un pH acido e di stare lontano il più possibile da prodotti con pH basico, come il famoso sapone o peggio ancora il bicarbonato, come leggo spesso in rete (sigh), che non devono essere mai e dico mai utilizzati per lavare i capelli, se non volete trovarvi con la paglia in testa.

E a questo proposito vi dico anche che la definizione “neutro” riferita ad uno shampoo fa gridare vendetta ai chimici di tutto il mondo, lo shampoo per essere delicato deve avere pH acido, non ci piove.

Piuttosto utilizzate, se per caso vi trovate senza shampoo in casa, un detergente intimo, che ha il pH perfetto per i capelli, possibilmente eco-bio.

Infine c’è anche da considerare l’acqua che utilizzate: qualora fosse molto calcarea (dura come si dice nel quotidiano, lo potete verificare sul sito del comune di residenza visto che cambia da località a località) sarebbe bene utilizzare l’acqua naturale in bottiglia per lavarvi i capelli oppure leggere le istruzioni successive.

Arriviamo al punto focale: come rendo i capelli lucidi, ossia come chiudo o sigillo le squame dei capelli dopo averli lavati?

Facile: con il risciacquo acido, più difficile da spiegare che a farsi, credetemi.

Tecnicamente il risciacquo acido consiste in un ultimo risciacquo dei capelli, dopo aver fatto lo shampoo ed usato il balsamo o la maschera, effettuato utilizzando una sostanza acida, ossia a pH inferiore a 7.

L’uso di una sostanza acida permette al pH dei capelli di tornare ad un valore fisiologico acido e contemporaneamente di sigillare le squame rendendo la nostra chioma lucida e sana.

Ora in rete si consiglia di solito di usare l’aceto, in genere di mele, ecco non fatelo semplicemente perché “i dati ufficiali di biodegradabilità e di tossicità per gli organismi acquatici dimostrano che l’acido acetico inquina 53 volte di più rispetto all’acido citrico” senza considerare che “nell’aceto di vino (o di altro) c’è il 5% (circa) di acido acetico. Quindi se ne uso 100 ml in realtà avrò usato 5 ml di acido acetico. Se vogliamo fare i conti alla pari diciamo che dovrei confrontare questa quantità con 5 grammi di acido citrico. Uno dei vari problemi che si hanno con l’uso dell’aceto è appunto che di acido ce n’è pochino. In un litro ce ne sono 50 ml.” (cit. Fabrizio Zago).

Tradotto, l’aceto di qualsiasi tipo vogliate è altamente inquinante e tossico per gli organismi acquatici e ovviamente anche per l’uomo a voler estendere il concetto, la famosa pericolosità indiretta per la salute di cui abbiamo già parlato.

Allora che fare? L’acido citrico è la soluzione che fa per voi.

Da un punto di vista chimico, l’acido citrico è un acido debole contenuto negli agrumi, reperibile in granuli nei negozi di agraria o ferramenta oppure nei negozi biologici ed in alcune bioprofumerie. È inoltre utilizzato come additivo alimentare (E330) come correttore di acidità anche nei prodotti bio, quali salsa, marmellata, succo di frutta.

Ed è pressochè indispensabile in casa, per sostituire a basso prezzo ed in modo efficace brillantanti, ammorbidente, deodorante, disgorgante.

Ma a noi interessa il suo utilizzo sui capelli: innanzitutto preparate una soluzione di acqua distillata ed acido citrico, un litro di acqua per 100 grammi. Dopo di che potrete utilizzare 20 ml di questa soluzione in 2 litri di acqua da versare in testa come ultimo risciacquo, quindi senza sciacquare ulteriormente.

Vi sembra troppo complicato o siete pigrissime come me, perfetto ho altre due soluzioni da proporvi.

Al posto del citrico, potete usare semplice succo di limone: un cucchiaio di succo di limone (che è più acido avendo un pH di 2,4) in un litro/litro e mezzo d’acqua. La diluizione è soggettiva ovviamente e dovrete provare per capire la soluzione migliore per voi, per esperienza personale vi suggerisco in caso di capelli secchi di aumentare la diluizione con acqua anche a due litri.

Oppure ancora: utilizzate semplice acqua fredda come ultimo risciacquo, sì si può fare anche in inverno cercando di stare lontano dalla cute e di bagnare solo i capelli (in doccia è sufficiente utilizzare il doccino e chinarsi in avanti per eseguire questa operazione senza brividi sul corpo). Personalmente è la soluzione che preferisco, i capelli mi vengono lucidissimi, per quanto possano esserlo i ricci ovviamente.

Amate le tisane e ne avete in casa molte? vi dico io come utilizzarle visto che sono a pH tendenzialmente acido: ovviamente come ultimo risciacquo.

Sappiate che il the verde e la camomilla sono utilissime per le bionde naturali perché esaltano i riflessi, attenzione però a non eccedere con la camomilla perché potrebbe tendere al verde, soprattutto su una decolorazione.

Il the nero è stupendo sui capelli scuri e castani, il karkadè o l’infuso di frutti rossi sui capelli castano ramati, rossi o trattati con l’hennè.

Un infuso di salvia e rosmarino o di equiseto è invece utile per stimolare la crescita capillare.

Per la preparazione dell’infuso nel caso abbiate le polveri o parti di pianta (e non le bustine usa e getta) si consiglia di utilizzare la pianta nella misura del 10% in acqua calda e far riposare per 5-15 minuti in contenitore coperto. Una volta raffreddato e filtrato il tutto lo potrete utilizzare come ultimo risciacquo.

O ancora amate gli idrolati e ne avete in casa? Ebbene potete utilizzarli per risciacquare i capelli, anche diluiti in acqua fredda, basta che siano bio e non contengano alcool: fantastico quello di rose, che potete anche preparare in casa utilizzando i petali essiccati al sole delle rose del vostro giardino, realizzando un semplice infuso come vi ho spiegato sopra.

 

Ovviamente, il risciacquo acido deve essere effettuato dopo aver applicato il balsamo o la maschera che servono per districare i capelli e dare loro pettinabilità, visto che solo il citrico, ma a maggiori concentrazioni (3%) può sostituire il balsamo, ma non ve lo consiglio se avete molti nodi da sciogliere.

Una cosa molto importante e poi chiudo è che qualsiasi sostanza decidiate di utilizzare, l’odore non rimarrà sui capelli una volta asciutti, non abbiate paura. E tranquille che si può fare benissimo anche nel caso abbiate deciso di farvi la tinta chimica per ottenere il colore che più amate.

Infine, esistono in commercio prodotti appositi per effettuare il risciacquo acido, per chi fosse ultra pigra oppure da portarsi in vacanza, ne è appena uscito uno eco-bio di MaterNatura al geranio che mi dicono essere molto buono.

Cristina Garavaglia

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it

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