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Oggi al cinema | giovedì 08 novembre 2018, 12:12

La recensione: Overlord

L'eroe americano contro il diavolo nazista. Bestie immortali contro uomini senza paura. Un guilty pleasure per appassionati

La recensione: Overlord

Apocalisse zombi. In qualche modo i morti viventi continuano ad affascinare, ad avere una serie di fan sfegatati pronti a immergersi in ogni tipo di incubo. Forse la loro forza è quella di non spaventare mai davvero, di far divertire sul lato oscuro di noi. La suggestione è di essere immortali, ma il prezzo da pagare è troppo alto. Corpo deforme, cannibalismo senza freni, necessità di cibarsi dell’altro per sopravvivere. Sono la metafora di un mondo che ha sempre fame dei più deboli. Divorateli senza pietà, per parafrasare l’opera seconda di Scorsese.

Da World War Z The Walking Dead in qualche modo questi mostri non smettono di conquistare, anche nei film in costume (Orgoglio e pregiudizio). Ormai si è creato un vero sottogenere (Oasis of The ZombiesL’occhio nel triangoloWar of The DeadRevenge of The ZombiesBlood CreekZombie LakeOupostI rediviviDead Snow… e forse è meglio fermarsi). L’ultimo arrivato è proprio Overlord, ovvero il nome in codice dell’operazione di invasione (e riconquista) dell’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Echi da Salvate il soldato Ryan, battute machiste, dinamiche da buddy movie.

 

6 giugno 1944: un aereo viene colpito, i paracadutisti devono buttarsi nel vuoto. L’obiettivo è distruggere una torre radio. I nazisti fanno esperimenti sugli uomini, bisogna prepararsi al peggio. Solo i migliori torneranno a casa. Intanto i corpi diventano carne da macello, e i proiettili non bastano più per abbattere l’avversario.

Struttura da war movie, azione sfrenata e infine l’orrore che avanza. Il ritmo è forsennato: ci si spinge oltre il limite fin dalle prime sequenze. La paura dell’altro, del diverso, si trasforma in una battaglia contro il male assoluto. A farne le spese sono gli abitanti di un paese in mezzo al bosco. E poi la violenza deborda, la vena splatter prende il sopravvento.

 

A tratti sembra di essere in un videogioco, con chiari riferimenti alla serie dei Call of Duty e dei Wolfenstein. I cattivi sono sempre più tosti. Fisici indistruttibili, risate malefiche, la fine del mondo che incombe. Overlord è il film giusto per Halloween (peccato che esca nelle sale l’8 novembre). Regala qualche brivido, è un nuovo guilty pleasure. 110 minuti di botte da orbi, con gli americani patriottici e coraggiosi da una parte, e i satanici seguaci del Reich dall’altra.

Torture, massacri, inquadrature che ricordano certe dinamiche da play station, con il protagonista che corre mentre l’universo attorno a lui si disintegra. Nota a margine: cambiano i tempi, e bisogna adeguarsi. Nell’epoca della lotta alla discriminazione, del Black Lives Matter, l’eroe è un ragazzo di colore, pronto a far tremare il diavolo ariano.

Recensione tratta dal cinematografo.it

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