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Attualità | domenica 02 dicembre 2018, 06:00

Sant'Angelo Lomellina: il sindaco Grossi scrive una lettera a Matteo Salvini in merito alla legge sul mantenimento dei minori abbandonati o in gravissimo stato di difficoltà

"La legge va adeguata e quei minori non devono essere a carico dei Comuni, ma dello Stato, con competenza al Ministero degli Interni" - spiega la missiva inviata nelle scorse ore dal primo cittadino - Il 18 dicembre è già stato programmato un incontro con i sindaci della zona, per firmare una petizione in favore dell'adeguato della legge. Riportiamo integralmente il contenuto della lettera inviata al Ministro degli Interni

Sant'Angelo Lomellina: il sindaco Grossi scrive una lettera a Matteo Salvini in merito alla legge sul mantenimento dei minori abbandonati o in gravissimo stato di difficoltà

Gentile Signor Ministro,

Con la presente intendo metterla al corrente del disagio che vivono tutti, o quasi, i Comuni d'Italia; la legge sul mantenimento dei minori abbandonati, o in gravissimo stato di difficoltà.

Premetto che tutti i bambini hanno eguali diritti e tutti devono potere ricevere quello di cui hanno bisogno, senza distinzione alcuna.

Questa legge, tutta italiana, è figlia di una realtà che non esiste più in quanto stabilisce che se un minore viene abbandonato, oppure se la famiglia non è in grado di mantenerlo, a provvedere deve essere il Comune in cui è residente.

Alcuni dati. Il bilancio del mio Comune si aggira attorno agli 800mila euro; più di 700mila sono spese fisse, quindi alla comunità ne restano meno di 100mila; nel 2018 la spesa per il pagamento delle rette ai minori mantenuti nelle Case di accoglienza ammonta a 73.720 euro, nel 2017 a 113.382, nel 2016 a 93.271. Il risultato è che soldi per la cittadinanza non ce ne sono e siamo costretti ad indebitarci per pagare le rette.

Ci sono altri due paradossi. Il primo è che il Comune non può scegliere né l'istituto al quale affidarli né trattare il quantum, il Comune deve solo pagare.

Il secondo, vergognoso e immorale, è che se dovessero arrivare le Forze dell'Ordine, l'Asl o chi è utile e obbligato a intervenire, trovando un'altra famiglia disagiata, il Comune andrebbe sicuramente in bancarotta.

La legge va adeguata e quei minori non devono essere a carico dei Comuni, ma dello Stato, con competenza al Ministero degli Interni. Questo consentirebbe di avere un'unica gestione degli affidi agli istituti, con economie di scala e risparmi sui costi, nonché di evitare la grottesca disparità a seconda che il comune abbia o non abbia i soldi per pagare l'assistenza. Se, su un tema così sensibile, non si vogliono accumulare macerie morali, fallimenti sociali e sprechi economici occorre che lo Stato agisca con lucidità e dignità, adempiendo ai doveri e non scaricandoli su altri.

Ai sindaci solo il compito di collaborare seguendo le situazioni di disagio, affinché la mano che assegna e quella che paga sia la stessa. Aggiungo che abbiamo già fissato un incontro fra i sindaci della zona, per il 18 dicembre, per firmare una petizione.”

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