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Sport | venerdì 14 dicembre 2018, 11:36

Tennis, Filippo Baldi: "E' stato un 2018 che non dimenticherò mai, sogno di giocare la nuova Coppa Davis"

A margine dell'evento organizzato dal luxury sportswear Hydrogen, in un noto hotel milanese per presentare il nuovo team di giocatori di cui farà parte anche il 22enne di Vigevano oltre all'ex top ten Tomas Berdych e lo spagnolo Feliciano Lopez. L'allievo di Francesco Aldi, che ha chiuso l'annata fra i primi 170 del ranking mondiale, si è raccontato in esclusiva per Vigevano24

Filippo Baldi, primo nella foto da destra, con Tomas Berdych, Filippo Volandri e il numero uno di Hydrogen Alberto Bresci

Filippo Baldi, primo nella foto da destra, con Tomas Berdych, Filippo Volandri e il numero uno di Hydrogen Alberto Bresci

Che avesse il physique du role lo si era già intuito e ora se anche uno come Alberto Bresci, inventore e proprietario del luxury sportswear Hydrogen ha puntato su di lui facendolo entrare in un team di campioni prestigiosi come il ceco Thomas Berdych e lo spagnolo Feliciano Lopez, nomi che non hanno bisogno di presentazioni, significa che Filippo Baldi può essere considerato a pieno titolo fra i tennisti azzurri, classe 1996, più promettenti e non solo sotto il profilo dei risultati, ma anche a livello di immagine da portare in giro nei vari tornei del circuito mondiale a partire da inizio 2019 con la trasferta sul cemento australiano, impreziosita dal poter disputare le qualificazioni per gli Australian Open primo Slam stagionale.

Filippo raccontaci un po' com'è stato il tuo 2018 tennistico e se ti onora il fatto di essere stato scelto da Alberto Bresci nel team Hydrogen insieme a un grande campione come il ceco Tomas Berdych?

"Innanzitutto sono molto contento di entrare a far parte della famiglia di Hydrogen, è una cosa che ho voluto fortemente nonostante con il mio precedente sponsor non mi trovassi affatto male. Credo che Hydrogen sia una delle migliori aziende che investe sull'abbigliamento di noi tennisti in questi ultimi anni e ringrazio il patron Alberto Bresci per avermi voluto all'interno del suo team. Per quanto riguarda il mio 2018, sono molto contento di com'è andata la stagione, sono già concentrato sui prossimi impegni che mi attendono del 2019, mi sto preparando molto bene ora devo solo pensare a giocare".

Sotto quali aspetti del tuo gioco e mentali coach Francesco Aldi ti ha permesso di crescere?

"Sicuramente mi ha dato una grandissima mano, devo tanto a Francesco, abbiamo iniziato circa due anni fa, adesso quello che vogliamo è lavorare sempre meglio insieme visto che abbiamo un ottimo affiatamento, si sono visti tantissimi miglioramenti però sono consapevole che il lavoro da fare è ancora tanto, però siamo fiduciosi, positivi e contenti di poterla percorrere insieme".

L'aspetto che colpisce maggiormente è la tua crescita sotto il profilo mentale è un qualcosa che forse in passato ti mancava?

"Francesco Aldi il mio allenatore, insiste molto sul non mollare mai fino alla fine, anche quando mi trovo indietro nel punteggio, sicuramente questo è l'aspetto che mi permetterà di ottenere risultati anche in futuro. Ad esempio nei quarti di finale del challenger di Andria contro Ilya Marchenko (ex top 50 al mondo), quando mi sono trovato sotto di un break al terzo set, ho iniziato a giocare libero mentalmente e alla fine l'ho vinta contro un giocatore che in carriera ha vinto anche partite importanti".

Qual'è la cosa che ti permette di lavorare bene a Palermo all'interno del team guidato da Francesco Cinà?

"E' gratificante poter lavorare con persone molto umili e molto tranquille, è un ambiente che ti rende tutto molto facile dove si respira quella serenità necessaria per allenarsi senza problemi, dove si ride si scherza e viene voglia di dare sempre il 110% sul campo e in palestra".

Fisicamente come ti senti attualmente?

"Ho avuto un piccolo problema fisico all'anca accusato dopo che ho giocato alcune settimane intense fra Firenze, Barcellona e Ismaning e la serie A con il Selva Alta Vigevano. Al challenger di Brest ho un po' pagato lo sforzo di giocare praticamente tutti i giorni, ma ora sto bene e la preparazione fisico-atletica procede a vele spiegate verso il 2019".

Quali momenti del 2018 metteresti idealmente da conservare in bacheca?

"Be indubbiamente la vittoria al challenger di Ismaning in Germania è stata una grande emozione, la finale ad Andria pure, però l'ho vissuta diversamente proprio perché comunque avevo già vinto il mio primo torneo in carriera a livello Atp. Al primo posto in assoluto metto la qualificazione al Masters 1000 di Roma, è stata un emozione indescrivibile che porterò dentro di me a vita, tennisticamente parlando ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita quindi metto Roma nettamente al primo posto dei ricordi da conservare in bacheca".

A gennaio avrai la possibilità di giocare le qualificazioni agli Australian Open primo Slam del 2019. Lì a Melbourne da junior giocasti la semifinale, che sensazioni provi?

"Sono stato certo di entrare nelle quali degli Australian Open, dopo aver conquistato i punti della vittoria a Ismaning, era una cosa che volevo fortemente, ci penso ogni giorno. Sinceramente sono molto emozionato e fra una decina di giorni dopo Natale, partirò per la Nuova Caledonia dove giocherò il challenger di Noumea prima di trasferirmi a Melbourne. Lì ho vissuto esperienze fantastiche è stato il mio primo Slam da junior, sarà il mio primo Slam da professionista, spero che mi porti bene".

Dove pensi di poter arrivare nella prossima stagione?

"Sarà un anno molto intenso dove non mi pongo particolari obiettivi di classifica, da quando non penso al ranking mondiale ho iniziato a esprimermi al meglio, quindi l'auspicio è di crescere ancora sotto il piano del gioco, mentale e umano poi a quel punto guarderò dove sono arrivato".

In questa stagione il tennis azzurro ha espresso un ottimo livello di risultati a livello internazionale, ci stiamo avvicinando pian piano secondo te alle grandi superpotenze come Spagna e Francia?

"Secondo me il tennis italiano è in un ottimo momento di forma, ci sono 20 giocatori fra i primi 200 della classifica mondiale, non credo che abbiamo da invidiare niente a nessuno, si parla di top player Fognini è n.13 del mondo quindi c'è poco da aggiungere sul suo valore".

Restando in tema azzurro, quanto ti piacerebbe vestire in futuro la maglia dell'Italia nel nuovo format della Coppa Davis?

"Giocare per la nazionale italiana è un sogno che coltivo da quando sono bambino, l'ho giocata a livello under 16 e abbiamo pure vinto contro la Francia e per me è stata una grande emozione e un grande orgoglio difendere questi colori. Diciamo che il sogno di giocare a Roma l'ho realizzato quest'anno e spero di tornarci da protagonista anche in futuro, mentre la nuova Davis chissà magari un giorno la giocherò...".

 

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