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Al Direttore | 17 dicembre 2018, 15:42

I bagni del mercato in piazza Calzolaio d'Italia a Vigevano

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Foto generica di repertorio

Foto generica di repertorio

"Caro direttore le festività di fine d’anno si stanno avvicinando ed io ho deciso di scrivere la mia bella letterina per chiedere il regalo che mi merito avendo fatto il bravo tutto l’anno. Come ben sai ho un certo problemino di pappagallo termine usato solitamente per volatili esotici che possiamo talvolta vedere in qualche parco tematico  o santuario protetto anche a pochi passi dalla  (poco) ridente città di Vigevano. Dunque dicevo, in una città che si rispetti dovrebbero esistere dei luoghi pubblici deputati  all’espletamento delle più elementari necessità fisiologiche degli esseri umani. Anticamente “L’urbe” per eccellenza, grazie al buon Vespasiano Imperatore, ne aveva in numero più che sufficiente alla bisogna corredati di locali attigui ove effettuare salutari abluzioni financo riscaldate. Duemila anni dopo grazie al notevole progresso tecnologico ai viaggi sulla luna  alla nuova stazione spaziale  ed alla scoperta del viagra, questi luoghi obsoleti sono stati demoliti. Sopravvivono  alcune antiche vestigia visitabili a pagamento credo  nei pressi del modernissimo mercato sito in piazza Calzolaio d’Italia. Il nuovo corso o meglio tendenza dell’igiene pubblica pare sia stato veicolato da alcuni abitanti del nostro satellite naturale qui giunti tempo addietro. Incuriosito da tale fatto presi informazioni da un tale giramondo nobile di nascita che mi onora della sua amicizia e che tutti conoscono con il nome ed il titolo di Barone di Münchhausen . Il nobiluomo mi informava quindi della dipartita dei luoghi di decenza per quel paese, perche grazie agli abitanti della luna assai civili ed avanzati questi non erano più necessari. Tale decisione fu deliberata dalla giunta Sala dopo aver visitato alcune cittadine lunari nelle quali i seleniti  espletano tale bisogno  in modo naturale vaporizzando i liquidi corporei  attraverso un apertura posta sul capo creando addirittura una  graziosa nebbiolina dorata. Non mi è noto come facciano gli autoctoni per i solidi in quanto la notizia è stata secretata e coperta da “omissis” e qui stendiamo un pietoso velo. Tornati con i piedi per terra (?!?) grazie allo stesso sistema utilizzato dal mio amico di cui dicevo prima, il consesso cittadino decideva per una prima sperimentazione riguardante gli ambulanti del mercato. Soggetti destinati  a ricevere l’applicazione in via provvisoria quanto definitiva, di un tubo idoneo alla bisogna di cui pur tuttavia si ignora la collocazione. E noto a tutti  che la fisica e  la ragione (ammesso e non concesso  che quest’ ultima vi sia) indichino la necessità di un entrata e di un uscita. Propongo a tal proposito la convocazione di un referendum consuntivo popolare che indichi come agire. Nell’attesa che tutto ciò avvenga in questo squinternato paese vorrei chiede licenza all’illustrissimo sig. Sindaco di poter utilizzare in via provvisoria quell’antico attrezzo tondeggiante in ceramica a volte con manico sinistro in cui i nostri avi saggiamente depositavano quanto utilizzato per cibarsi il giorno prima. Nella speranza che l’apodittica sostenuta in questa mia possa non essere sostenuta dai fatti (per altro improbabili), colgo l’occasione per augurare alla politica vigevanese Buone Feste".

Egidio De Paoli

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