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Cronaca | mercoledì 02 gennaio 2019, 13:44

Arrestate due persone nel Pavese per maltrattamenti ai famigliari

Un 34enne di Magherno e un 43enne di Giussago, già noti alle forze dell'ordine, sono stati accusati di minacce e violenze nei confronti dei genitori

Arrestate due persone nel Pavese per maltrattamenti ai famigliari

Purtroppo l’inizio del 2019 è stato contraddistinto da episodi di violenza in danno di donne, che hanno comportato l’adozione di misure cautelari nei confronti degli autori.

A Giussago  i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pavia hanno arrestato un italiano di 43 anni. L'uomo, affetto da dipendenza da alcool e già noto alle Forze di Polizia, ha minacciato di morte e aggredito fisicamente i propri genitori, a seguito di una lite scaturita per futili motivi. I carabinieri intervenuti sul posto sono stati a loro volta insultati e minacciati. Il 43enne tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata, è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Pavia a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

A Villanterio i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica di Pavia nei confronti di un 34enne di Sant’ Angelo Lodigiano, già noto alle forze di Polizia.  L'uomo si è reso responsabile di ripetuti maltrattamenti nei confronti della propria madre, dalla quale pretendeva elargizioni di denaro al fine di potersi procurare sostanze stupefacenti. Il 34enne è stato condotto presso la casa Circondariale di Pavia.

Questi ultimi eventi rappresentano una sintesi delle attività repressive svolte dall’Arma pavese dal gennaio del 2018 che ha portato complessivamente , in relazione alle seguenti  fattispecie delittuose:

-      Maltrattamenti in famiglia: all’arresto di 8 soggetti ed al deferimento in stato di libertà di 30 persone;

-      Atti persecutori: all’arresto di 3 soggetti ed al deferimento in stato di libertà di 9 persone.  

Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri é intervenuto con particolare sensibilità sul tema della “Violenza di genere”, ponendo una speciale attenzione al fenomeno e dal 2013 ha diffuso un "Prontuario operativo in materia di atti persecutori", elaborato ed aggiornato nel 2018 dal Reparto Analisi Criminologiche - Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche,  nonché diramato istruzioni sul tema affinché il personale sia aggiornato sulle procedure da adottare e sensibilizzato sulla:

rilevanza della problematica allo scopo di operare un'attenta valutazione ed una tempestiva segnalazione di tutti gli episodi potenzialmente suscettibili di evolvere in condotte più gravi;

importanza di instaurare con le persone un rapporto di particolare fiducia, allo scopo di facilitare il dialogo ed assistere la vittima;, considerato anche che il contatto con le FF.OO. comporta nella vittima una «elaborazione» dell’evento stesso e la vittima «rivive» gli eventi, sia con le emozioni che con il corpo, rendendosi talvolta anche necessario l’ausilio di uno specialista;

necessità di fornire all'Autorità Giudiziaria ed a quella di Pubblica Sicurezza, con la massima tempestività, un quadro esaustivo della vicenda, promuovendo l'adozione delle misure più idonee a interrompere le condotte violente ed assicurare utile supporto sia nell'eventuale attivazione degli organismi di assistenza e protezione sociale che nel tempestivo approfondimento degli aspetti di rilievo delle vicende, potendo avvalersi anche del qualificato supporto del Reparto Analisi Criminologiche - Sezione Atti Persecutori del Ra.CIS.

Nel tempo, l’Arma dei Carabinieri ha avviato specifiche misure di contrasto a questa grave fenomenologia delittuosa, promuovendo una rete nazionale di monitoraggio ed intervento sul fenomeno della violenza contro le donne articolata, fino a livello provinciale, su Ufficiali di polizia giudiziaria, in forza presso i Nuclei Investigativi, appositamente formati presenti in tutti i Comandi Provinciali, che  mantengono contatti con i Centri Antiviolenza, analizzano i fatti di interesse accaduti sul territorio e si attivano su richiesta della linea territoriale.

Tale rete si integra con la Rete Nazionale Antiviolenza, che comprende le FF.OO., i Centri Antiviolenza, i Presidi Sanitari, i Pronto Soccorsi, i Consultori, i servizi socio – sanitari di base, gli Sportelli ed il numero 1522, istituito presso il Dipartimento per le Pari Opportunità.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Pavia partecipa da tempo alle sedute della “Rete Interistituzionale Territoriale Antiviolenza” della Provincia di Pavia, in seno alla quale contribuisce ad una  implementazione delle procedure e raccoglie le osservazioni utili allo svolgimento dei compiti d’Istituto dell’Arma, che vengono riversate sui presidi territoriali nell’ambito di periodici incontri con i Comandanti ed il personale delle Stazioni pavesi.

Dal 2017 altresì è stata istituita una “connessione” con i tre Centri Antiviolenza attivi nella provincia di Pavia, che vede l’istituzione di un “tavolo” presso questo Comando, con incontri periodici. Ai quali partecipano anche Magistrati della locale Procura della Repubblica, finalizzati ad un costruttivo confronto sulle tematiche legate al fenomeno della “Violenza di genere”, esaminati anche in quelle componenti che spesso solo marginalmente riguardano la vicenda penale ma importanti per migliorare l’approccio delle FF.OO. alle vittime e fornire spunti di riflessione su questa delicata tematica.

Altresì, allo scopo di creare uno spazio idoneo che consentisse alle vittime dei reati di “violenza di genere”, in particolari i minori, di colloquiare in una ambiente “neutro”, consentendo loro di esprimere con maggior libertà il disagio e le sofferenze patite,  il  26 maggio 2017  presso  il  Comando  Provinciale Carabinieri di Pavia è stato inaugurato un locale riservato alle c.d. “audizioni protette”, realizzato nell’ambito di un progetto nazionale denominato “Una stanza tutta per sé”, promosso dal “Soroptimist International d’Italia” in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.

L’Arma pavese è inoltre estesamente impegnata nell’ambito dei progetti per la divulgazione dei valori della legalità con una particolare attenzione per quelli attinenti al tema sulla violenza verso le donne e i minori  ed, allo scopo di trasmettere i “valori della legalità”, da anni personale dell’Arma dei Carabinieri, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia, realizza delle conferenze presso i plessi scolastici delle medie e superiori, nonché nell’ambito di associazioni sportive destinate a ragazzi e ragazze.

Inoltre nel 2017, in attuazione della Convenzione tra l’Ufficio Scolastico Regionale Lombardia e la Legione Carabinieri “Lombardia”, è stato avviato il  progetto pilota “Conosco il bullo”, che ha coinvolto dieci istituti scolastici di ogni ordine e grado del territorio della provincia, promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia e dal Comando Provinciale dei carabinieri di Pavia. Il percorso formativo sull’argomento del “Bullismo” esaminato anche nella sua accezione tecnologica del c.d. “Cyberbullismo” si è sviluppato con  incontri,  laboratori  interdisciplinari  nonché  la realizzazione di elaborati da parte degli studenti, fornendo un contributo da condividere per diffondere la cultura della legalità e stimolare negli studenti la riflessione sulle conseguenze che l’atto di bullismo crea e in cui si ritrovano tutti gli attori coinvolti (bullo, bullizzato, gruppo dei pari, famiglie, docenti, contesto).



 

 

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