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Attualità | 10 gennaio 2019, 16:34

Anno 2019, il progetto pietre d’inciampo continua in tutta la provincia di Pavia

Comunicato stampa

Anno 2019, il progetto pietre d’inciampo continua in tutta la provincia di Pavia

UNA PIETRA D’INCIAMPO E’ UN IDEALE RITORNO A CASA

E’ UN MODO PER RESTITUIRE IL NOME A CHI FU RIDOTTO A NUMERO NEL GORGO DELLO STERMINIO

UNA PIETRA NON E’ UN MONUMENTO FUNEBRE MA LA SUA POSA È UN ATTO INTIMO E SILENZIOSO CHE RISTABILISCE LA CONTINUITÀ DELLA MEMORIA TRA I VIVENTI E I MORTI.

Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, il Comitato Pietre Inciampo, composto da ANED e da ANPI PROVINCIALE, con il patrocinio dell’Istituto storico della Resistenza Pavia e il patrocinio della Provincia, e delle singole Amministrazioni Comunali coinvolte, ripropone la posa delle pietre d’inciampo in diversi luoghi della nostra Provincia.

Il progetto è ideato e realizzato dall’artista Gunter Demnig che da 25 anni attraverso tutta  l’ Europa ricostruisce l’atroce percorso della deportazione, posando nel manto stradale nei pressi nell’ultimo domicilio conosciuto della persona deportata, una pietra d’inciampo ( dimensioni di un sanpietrino ricoperta  una sottile lamina di ottone che indica le date di nascita e morte della persona, la data dell’arresto, il luogo della deportazione in lager, ).

Inscritta nel tessuto vivo della città, la pietra d’inciampo non è un monumento funebre o una stele in gelido marmo. Essa rappresenta un ideale ritorno a casa e una ideale restituzione del nome alla persona che venne strappata al luogo dove viveva, venne ridotta a numero e venne uccisa nei lager. La denominazione pietra d’inciampo sta ad indicare la necessità di “inciampare per ricordare”, la frapposizione di un piccolo ostacolo nei nostri passi così da costringerci a fermarci e a riflettere. La posa nel selciato delle pietre avvia anche nella nostra provincia una sorta di “museo diffuso” della Resistenza e della deportazione.

“il Comitato, avvalendosi della collaborazione scientifica dell’Istituto Storia della Resistenza, per la quale ringraziamo  il prof. Pierangelo Lombardi – spiegano Annalisa Alessio  Monica Garbelli ANPI PROV e Alessandra Milani ANED ha raccolto, sulla base di un Regolamento mutato dalle esperienze già in essere  a Torino, Venezia, Roma,  le istanze per le pose pietra che, spesso , sono state avanzate direttamente dai familiari.”.

1)E’ il caso di Eralda Pietra- iscritta ANPI -  di Pavia che ha avanzato richiesta per la posa di una pietra dove ha vissuto, via Tortona zona Vallone Pavia, suo padre Carlo Pietra, partigiano combattente, imprigionato nel lager di Bolzano da cui riuscì a fuggire.

2)E’ in caso di Silvia Bozzini – iscritta ANED di Pavia-  che ha avanzato richiesta per la posa di una pietra d’inciampo per il padre Luigi,  antifascista, deportato giovanissimo da via Rezia 24 Pavia, e tradotto in lager.

3)E’ ancora la figlia Lilia ad avere avanzato richiesta per la posa di una pietra per il padre Ferruccio Derenzini, antifascista, nato a Trieste, ma ha vissuto a San Martino via Rotta 24.

 4)E’ il caso di Lucio Andreani, figlio di Ornella Andreani Dentici una delle prime resistenti pavesi, che ha avanzato richiesta per la posa dello zio Jacopo Dentici, antifascista in contatto con Ferruccio Parri, che fu deportato e venne assassinato in lager. La posa per Jacopo Dentici è prevista presso la scuola dove Jacopo ha studiato, Liceo Galilei sezione Grattoni, via Don Minzoni Voghera. In proposito il nostro Comitato ha collaborato con la scuola per realizzare una mostra in ricordo di Jacopo ( che si aprirà il 23 gennaio appena dopo la posa della pietra ) e la ristampa delle sue poesie.

5)Anche i parenti di Clotilde Giannini via Giannini a Gravellona e di Giovanni Maccaferri via Roma Cilavegna sono stati tra i promotori per la posa delle pietre d’inciampo che in questi due paesi della Lomellina ricorderanno i due operai antifascisti, entrambi deportati e assassinati per avere partecipato allo sciopero del 1944 presso il calzaturificio dove lavoravano.

6)nel caso di Giovanni Alt ( deportato perché ebreo) il Comitato si è rivolto direttamente alla Comunità Ebraica che ha espresso il proprio pieno favore alla posa di una pietra per restituire il nome a Giovanni Alt, ammazzato in lager, e deportato dal suo luogo di residenza in via Vittorio Emanuele II nei pressi della stazione di Pavia.

In assenza di parenti in vita, le tre pose previste a Landriano per i tre fratelli Bick, qui rifugiatisi in esilio e da qui deportati, e la posa a Santa Cristina Bissone per l’operaio della fabbrica Necchi socialista antifascista morto in lager Pietro Gatti hanno viso il Comitato Pietre Inciampo interfacciarsi con i Comuni che hanno dato la loro piena adesione. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’assessore Nicoli di Landriano e il sindaco Elio Grossi di Santa Cristina per la loro sensibilità nell’adesione al progetto.

In assenza di parenti in via, le due pose previste a Garlasco per Pietro Gallione e Francesco Mazza, entrambi assassinati in lager, il Comitato si è interfacciato per la locale sezione ANPI.

Anticipiamo che tutte le pose sono previste tra il 20 e il 25 gennaio 2019, e vedranno la presenza dello scultore. Tutti gli aggiornamenti, le date del gennaio 2019, le biografie delle vittime, le fotografie dei luoghi e al tempo stesso le storie dei carnefici, degli zelanti esecutori, dei delatori e degli indifferenti spettatori dello sterminio sulla pagina https://www.facebook.com/pietreinciampopavia/

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