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FESTIVAL DI SANREMO | 07 febbraio 2019, 13:12

#Sanremo2019: Argento vivo, una narrazione degli adolescenti di oggi. Daniele Silvestri "La prima medicina è ascoltare"

"La prima medicina è saper ascoltare, la seconda è la vita reale. E' facile rimanere incastrati nel mondo virtuale. La vita reale per fortuna irrompe e dobbiamo creare le possibilità che ciò accada" ha detto il cantautore romano

Fabio Rondanini, Rancore e Daniele Silvestri nelle foto di Duilio Rizzo

Fabio Rondanini, Rancore e Daniele Silvestri nelle foto di Duilio Rizzo

Daniele Silvestri e Rancore entrano in sala stampa al Roof all’Ariston accolti da un applauso. Il cantautore romano in gara con il brano “Argento vivo” ha condiviso con i giornalisti il messaggio alla base della sua canzone tra le più apprezzate di questa 69ma edizione.

“L’argomento ha suscitato reazioni contrastanti. Se mio figlio mi dicesse queste cose, e forse entrambi i miei figli me le hanno dette, mi troverebbero in totale disaccordo - ha puntualizzato l’artista - Parlo con la voce di un 16enne ma in fondo parlo a quelli che hanno la mia età. Rispetto ad altre epoche, la distanza tra genitori e figli è invisibile per certi versi, forse siamo meno autoritari e credibili e non sappiamo bene fino a dove è giusto .

Qual è la medicina per non far spegnere l’Argento vivo? “La prima è saper ascoltare. Anche nella canzone affrontiamo delle patologie, dei disturbi dell’attenzione, l’argento vivo se inteso anche come patologia. La seconda medicina è la vita reale. Per queste generazioni e difficile farla vivere, è facile rimanere incastrati nel mondo virtuale, non solo con i social ma anche con i videogiochi. La vita reale per fortuna irrompe e dobbiamo creare le possibilità che ciò accada, che sia l’amore, una passione, una curiosità vorrei dire anche politica”. 

Come è nata la collaborazione con Rancore? “Ci conosciamo da pochissimo, meno di un mese - ha spiegato Silvestri - Entrambi avevamo in mente di incontrarci, la voglia di incrociare i microfoni e le penne. Mi diverto a seguire quello che succede sulla scena nazionale. Tarek è uno degli artisti che preferisco, sia la sua penna, il suo atteggiamento. Quando ho cominciato a scrivere questo testo (avevo chiesto post Facebook di suggerirmi degli argomenti, parlare di adolescenza, disturbi attenzione) qualcuno mi ha chiesto orche non collabori con Rancore?”.

“Questo testo parla dei dubbi di una vita, di un mondo in cambiamento che spesso leva il terreno sotto i piedi, portarlo sul palco è stata un’esperienza unica ed è stato un grande onore perché Danile, non conoscendomi, si è fidato - ha aggiunto Rancore - Abbiamo deciso di creare anche un racconto attraverso il nostro modo di interagire sul palco all’Ariston”.

Silvia Iuliano

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