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FESTIVAL DI SANREMO | 07 febbraio 2019, 18:58

#Sanremo2019, Mahmood e le sue "somiglianze": "Da Marracash a Di Maio è un attimo" (VIDEO)

"Soldi" ha conquistato tutti e la sala stampa "Lucio Dalla" si è scatenata durante il piccolo show dell'artista italo-egiziano

#Sanremo2019, Mahmood e le sue "somiglianze": "Da Marracash a Di Maio è un attimo" (VIDEO)

L'energia di Mahmood con la sua "Soldi" conquista la sala stampa "Lucio Dalla" al Palafiori e lo show con il ritornello cantato dall'artista italo-egiziano alla fine dell'incontro con i giornalisti lo proietta all'esibizione di questa sera.

Alessandro Mahmood a dicembre ha vinto "Sanremo Giovani" insieme a Einar, entrando così di fatto nei big dell'edizione numero 69 del Festival di Sanremo: "Sono sempre il ragazzo dei giovani, non mi sento un big, sento quasi come se il mio lavoro stia raccogliendo i frutti, sono fortunato, non me lo sarei mai aspettato".

L'energia del suo brano ha incantato tutti: "A prescindere dall'argomento della canzone, sento veramente sempre un sentimento forte per ogni tematica, questa volta si parla della famiglia e sono sempre forti le cose che scrivo a mio avviso, ho voluto portare soldi perché era una linea guida dell'album “Gioventù bruciata”, è un messaggio forte e carico di rabbia. Una storia legata a un ricordo - dice Mahmood, spiegando le parole in arabo presenti nel testo - parlo in sardo in casa ma ci tenevo tanto a mettere frasi nella mia lingua e le parole “figlio mio vieni qua” mi facevano ricordare mio padre".

"I soldi cosa c'entrano nel testo? Non parlo di soldi a livello materiale ma di come essi possono cambiare i rapporti all’interno in una famiglia, è importante stare bene a livello economico, bisogna trovare un giusto equilibrio e non dimenticarne il valore".

Dario Faini, pianista e compositore, creatore del progetto "Dardust", dirige l'orchestra degli Ex-Otago e dello stesso Mahmood e ha raccontato il suo stretto rapporto con la canzone: "Il brano è nato a casa mia, ci siamo visti per scrivere session, poi lui mi ha chiesto di dargli una mano ed è stata scritta nel giro di un’ora, si è creata una scintilla immediata, mi è piaciuta l'unione tra il mio mondo nord europeo e il suo asiatico. È stato interessante insieme all’orchestra unire i due mondi".

"Mi piacerebbe scrivere per Carmen Consoli e stimo tantissimo Guè Pequeno, il Sinatra della musica italiana, ammiro Ghali e Stromae ma se devo dire la verità non sono nei miei ascolti quotidiani, io arrivo dal mondo hip hop, R&B, mi facevano ascoltare da bambino i cantanti arabi e non mi piacevano, col senno di poi ora ripropongo quel genere, mi sono inventato una specie di Marocco pop" continua Mahmood.

Al Festival del 2016, l'artista italo egiziano ha partecipato nelle "Nuove Proposte" con Dimentica classificandosi al quarto posto: "Dovevo capire come si scrivesse una canzone pop. Non ero pronto, quando si impara una struttura di una canzone scopri nuove cose, "Dimentica" era il pezzo in cui non ero per niente maturo".

In conclusione una battuta sulle sue somiglianze, venendo accostato, dopo il rapper Marracash, al vice premier e ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio: "Passare da Marracash a Di Maio è un attimo".

Luciano Parodi

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