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Attualità | 20 febbraio 2019, 11:06

Da Sant'Angelo Lomellina parte la seconda missiva per Matteo Salvini, sul tema dei minori non accompagnati

il sindaco Matteo Grossi: "Ho scritto a caratteri cubitali, ora forse la vede". L'obiettivo del primo cittadino è di chiedere che sia il ministero degli Interni, e non i Comuni, ad assumersi l’onere dei costi per i minori non accompagnati

Da Sant'Angelo Lomellina parte la seconda missiva per Matteo Salvini, sul tema dei minori non accompagnati

L'avessi scritta su facebook oggi avrei già avuto una risposta ma sono all’antica, credo nella buona e tradizionale politica, quindi ci ho riprovato e per far si che il ministro la veda l'ho scritta con un carattere dimensione 30, dovrebbe vederla”.

Non mollo questa battaglia, oggi condivisa da molti comuni pavesi e non solo, e non sarà necessario dire che tutti i bambini hanno eguali diritti e tutti devono potere ricevere quello di cui hanno bisogno, senza distinzione alcuna. Da un paio d'anni porto avanti questa causa, prima scrivendo ad Alfano poi a Minniti, poi cade il governo e devo ricominciare daccapo.

A giorni molti Comuni riceveranno il documento da inserire nell’ O.d.G al prossimo consiglio comunale utile. Cambiare una legge in modo da dare più ossigeno alle casse comunali d’Italia è buona cosa e rientra nelle mansioni del ministro degli Interni, non rispondere a questo appello significa mandare in default centinaia di Municipi, testimoni della storia d’Italia.

In Italia vige una legge a tutela dei minori non accompagnati, ovvero di quei bambini che sono purtroppo frutto di fallimenti familiari e che non devono vivere alcun tipo di disagio sociale, ma questa legge è figlia di una realtà che non esiste più in quanto stabilisce che a provvedere debbano essere i Comuni nei quali sono residenti.

Alcuni numeri reali per capirci meglio: il mio Comune, Sant'Angelo Lomellina ha un bilancio di poco superiore al milione di euro e in 3 anni ha pagato 280mila euro per mantenere 3 minori. 110 euro al giorno per bambino. 330 euro al giorno totale, al giorno.

I conti tornano dicendo che l'onere da pagare è superiore ai 90mila annui. Un decimo del mio bilancio.

2 paradossi:

  1. il Comune pagatore non può scegliere ne l'istituto al quale affidarli ne trattare la retta sapendo che ci sono altre realtà a costo inferiore.
  2. I soldi non ci sono e sono obbligato a contrarre debiti per pagare le rette.

Si rischia il fallimento.

La soluzione: la legge va adeguata alla realtà, e quei minori non devono essere a carico dei comuni ma dello Stato con competenza al ministero degli Interni.

Questo consentirebbe di avere una unica gestione centralizzata degli affidi agli istituti, con economia di scala e ovviamente risparmi sui costi ed evitiamo la disparità a seconda che il comune abbia o non abbia i soldi per pagare l'assistenza che è sacrosanta perché segno di civiltà. Ai sindaci solo il compito di segnalare le situazioni di disagio.

Ogni giorno perso è un giorno in più negato a quei bambini..."

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