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Al Direttore | 25 febbraio 2019, 13:00

Lettere al Direttore: La meraviglia di essere unici e irripetibili

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Lettere al Direttore: La meraviglia di essere unici e irripetibili

Siamo attualmente oltre sei miliardi di individui a condividere l’esistenza su questo nostro mondo, ed è impossibile stabilire, od anche solo ipotizzare, quanti nostri simili siano vissuti prima di noi. Siamo tutti fatalmente uniti dal comune destino del nascere, vivere, morire. Siamo tutti straordinariamente unici, biologicamente, psicologicamente, emotivamente. Eppure in tanti, tantissimi, abbiamo desiderato o desideriamo tutt’ora essere come qualcun altro. Durante la fase adolescenziale è un passaggio quasi obbligato, ma anche nell’età adulta l’insicurezza, che spesso ci deriva dal rapportarci con gli altri, può condizionarci pesantemente nel nostro vivere. Alla perenne ricerca di validazione, di carezze per usare il termine coniato da Eric Berne, tendiamo a conformarci a chi ci circonda. Se da un lato è fondamentale un buon inserimento sociale per sviluppare una visione di noi stessi positiva, dall’altro è essenziale non rinunciare alla propria personalità per essere accettati. Il fenomeno sociologico ed antropologico delle mode spiega piuttosto bene il concetto. Vi sono persone che vivono  un profondo disagio nel discostarsi dai modelli comportamentali in essere, altre che li rifiutano in quanto tali. Conformismo ed anticonformismo, due facce della stessa moneta. In mezzo, se stessi. Già, perché anche se non ne siamo del tutto consapevoli, noi costantemente ci confrontiamo con l’immagine che crediamo di offrire. Immagine che non è affatto detto corrisponda a quella che viene effettivamente percepita da chi ci circonda. E tutto ciò per cosa? Sostanzialmente per ricevere conforto e rassicurazione. Noi viviamo condizionati dal giudizio degli altri. Ma, in buona sostanza, perché? Se ciascuno di noi è unico ed irripetibile, razionalmente appare piuttosto illogico desiderare di essere diversi da se stessi. Ma l’uomo è logos e pathos al contempo. Accettare e, perché no, valorizzare la propria unicità è una conquista grande, rara ed estremamente difficile da conseguire. Specialmente in epoca di stereotipie e pregiudizi dilaganti. La vita di per se stessa è straordinariamente imprevedibile, una straordinaria certezza è che ciascuno di noi è davvero uguale solo a se stesso e merita il rispetto e l'attenzione per il solo fatto di essere.

Giovanna Rezzoagli Ganci

Counselor in Scienze Sociali

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