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Eventi | 09 marzo 2019, 11:43

Vigevano: intollerranze alimentari e obesità al centro di un incontro alla biblioteca civica "Mastronardi"

Appuntamento venerdì 15 marzo alle 21, relatore della serata il dott. Luca Mario Pitrolo Gentile, medico nutrizionista

Vigevano: intollerranze alimentari e obesità al centro di un incontro alla biblioteca civica "Mastronardi"

Si rende noto che il giorno venerdì 15 marzo 2019 alle ore 21.00 presso la Biblioteca Mastronardi Corso Cavour 82 di Vigevano, vi sarà un incontro proposto dall’Associazione Officinalia.

Libri, convegni, locandine, siti internet che pubblicizzano test diagnostici per le più svariate intolleranze alimentari...ogni giorno ne nascono di nuovi. Tutt’altro che raramente, sostengono la tesi per cui sovrappeso e obesità siano la conseguenza di una presunta allergia o intolleranza, che viene poi curata con regimi alimentari sbagliati, peggiorativi della situazione di partenza. Ma esiste una correlazione tra intolleranze e obesità? È questo il tema, il relatore della serata sarà il dottor Luca Mario Pitrolo Gentile, medico nutrizionista. Riguardo questo tema le scuole di pensiero sono diverse.

C’è chi sostiene che esista un rapporto tra le due condizioni, ma lo fa senza prove scientifiche, e chi sostiene che obesità e intolleranze siano assolutamente distinte dal punto di vista causale: posizione questa su cui concorda tutto il mondo medico. Le cause delle reazioni avverse agli alimenti sono diverse, ciascuna basata su meccanismi differenti: tossici (provocati cioè da cibi contaminati), allergici (causati da un disordine del sistema immunitario), frutto di intolleranze, come quella - molto nota – al lattosio. Le forme di intolleranza possono essere varie, ma non sempre coloro che pensano di essere intolleranti lo sono realmente: esistono condizioni patologiche, come il colon irritabile, che provocano sintomi simili. Una persona su 4 attribuisce segnali di malessere a intolleranze e allergie alimentari, spesso "confermate" da test legati a medicine non convenzionali.

La conseguenza è l'eliminazione arbitraria dell'alimento incriminato, col rischio che la sua rimozione non migliori affatto la condizione clinica ma abbia come unico effetto quello di impoverire la dieta e sbilanciarla. Ecco perché la diagnosi deve essere supportata da test validati, evitando di affidarsi a metodi privi di attendibilità scientifica. Per capire se ci si trova davvero di fronte a un'intolleranza, si può togliere dalla dieta l'alimento sospetto per due o tre settimane e poi reintrodurlo per un periodo analogo, monitorando la sintomatologia. La terapia può essere dietetica - con l'accortezza di scegliere sempre uno schema equilibrato e personalizzato - anche prevedendo l'ausilio dei nutraceutici, principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Tra questi ci sono i fermenti lattici, con l'obiettivo di favorire l'integrità della mucosa intestinale. Nelle intolleranze, infatti, l'alterazione della normale flora batterica provoca un aumento della permeabilità della mucosa.

Sostanze non completamente digerite penetrano in queste micro-fessure, il sistema immunitario le riconosce e le combatte avviando un processo infiammatorio prima acuto e poi cronico che coinvolge anche il tessuto adiposo: quest'ultimo è responsabile, almeno in parte, dell’infiammazione cronica del soggetto obeso. Non solo: nell'infiammazione si producono radicali liberi che attaccano nel cervello le cellule deputate alla soppressione del senso di fame, instaurando così un circolo vizioso che crea le condizioni per un ulteriore aumento del peso corporeo. Una mano alla terapia delle intolleranze, infine la offre come sempre la natura, in particolare con le piante officinali.

Qualche esempio: contro la nausea si usa la scorza di limone, utile oltretutto anche per combattere la cellulite; un buon anti-vomito è il rizoma dello zenzero; i frutti dell'anice verde sono impiegati nel meteorismo, quelli della visnaga nei dolori addominali. E in caso di diarrea sono ottime per via del loro contenuto in tannini astringenti - le radici e le foglie della tormentilla, facile da trovare anche nei campi della nostra zona.

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