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Sport | 28 aprile 2019, 21:22

Basket Serie B, Vigevano comincia i play-off con il piede giusto: battuta Padova

Solida prestazione della Elachem che si afferma su Padova in gara1 dei quarti di finale play-off. Benzoni suona la carica con 24 punti e un clamoroso 6/9 da tre (4/4 nell’ultimo quarto). Padova mostra grande determinazione ma viene penalizzata da un roster troppo ridotto

Basket Serie B, Vigevano comincia i play-off con il piede giusto: battuta Padova

Vigevano non sente la pressione del debutto in casa per questi primi play-off dal ritorno in serie B dopo dieci anni, e trova una vittoria avendo la meglio alla distanza su una Padova giovane e arrembante, che darà sicuramente filo da torcere fra le mura amiche. Nelle fila della Elachem nessuno stecca, e gli ospiti devono cedere, non potendo rispondere colpo su colpo alle più ampie rotazioni gialloblù.

La partenza vede i ducali non precisissimi in difesa, mentre in attacco è Verri ad accentrare tutte le iniziative. Filippini, frontale da tre, segna il 3-8: il primo allungo è neroverde. Verri, liberissimo, manca la tripla del pareggio, Ferrari batte Benzoni e deposita il canestro. Al 5’ Padova è ancora avanti di 5. Verri, assoluto protagonista del primo quarto, serve con un no look Petrosino, che manca incredibilmente la segnatura da solo sotto canestro. Filippini, ancora lui, punisce dall’altra parte. Dopo 7’ di estrema efficacia, Ferrari commette su Birindelli il suo secondo fallo e viene fatto accomodare in panca da coach Rubini. Padova perde un punto di riferimento importante in attacco, Vigevano ne approfitta e si riavvicina. Bovo, lasciato libero dall’arco, allunga ancora per i suoi. La difesa ducale è ben registrata, ma i rimbalzi sono tutti degli ospiti. Panzini sulla sirena di fine quarto mette la tripla del 21-23, Elachem aggrappata alla partita un po’ a fatica.

La musica cambia nel secondo quarto. Vecerina prova l’entrata, fermato fallosamente da Filippini. L’1/2 ai liberi, aggiunto a una tripla di Verri in allontanamento, valgono il sorpasso: 25-23. Ferri si iscrive all’elenco delle segnature da tre, per Padova invece c’è Filippini inarrestabile nel pitturato. La partita rimane in equilibrio. La Virtus, però, ha già problemi di falli: al 15’ Bovo, fino a quel momento molto positivo, raggiunge quota 3, Motta e Ferrari sono a quota 2. Poco dopo arriva anche il terzo fallo di Motta, che tra l’altro concede a Ferri i liberi del +4 (35-31). Padova si riporta a contatto quando Ferrari trova un’autostrada che lo porta a depositare il canestro del -1 al 17’. Gli ospiti approfittano di una difesa gialloblù in questa fase poco mobile e ancora con Ferrari tornano in vantaggio: 43-44 il risultato all’intervallo lungo, punteggio piuttosto sopra media.

Alcune situazioni di nervosismo in campo nelle prime azioni del secondo tempo mettono in partita il pubblico del PalaBasletta, che si fa sentire. La squadra ne prende energia e torna avanti giocando con grande intensità. Grande intensità sì, ma anche tanta confusione, c’è frenesia e si spreca molto. Al 15’ squadre divise ancora da soli 3 punti (54-51). Benzoni comincia ad accendersi e mette una tripla fuori dai giochi che vale il +6. Padova fatica a trovare soluzioni offensive: sul tiro da tre la palla non entra, e senza Filippini (in panchina a tirare il fiato) mancano chili ed esperienza in area. Vigevano manca, in più occasioni, il canestro della doppia cifra di vantaggio, ma trova comunque con una magia di Rossi allo scadere dei 24” il 61-52 al 29’. Una tripla da distanza siderale di Schiavolin gira sul ferro ed esce, dall’altra parte Vecerina subisce fallo e realizza i due tiri liberi: alla fine del quarto per la Elachem è +11 (63-52).

Padova si presenta all’inizio dell’ultimo quarto con tre giocatori a quota 4 falli: Motta, Piazza e Bovo. Le ridotte rotazioni a disposizione di coach Rubini chiedono il conto, anche se i giocatori veneti non perdono intensità. Al 22’, però, la difesa neroverde lascia libero Benzoni che segna da tre. Vigevano arriva a +14. Padova si disunisce qualche istante, poi reagisce ritrovandosi innanzitutto in attacco: movimento di palla a cercare giocatori liberi sugli esterni, e lo schema funziona. De Nicolao segna il -7 in penetrazione, poi manca clamorosamente in contropiede il canestro del -5. Benzoni punisce da tre nell’azione successiva, Vigevano si ritrova sul +10 al 36’. La Elachem, però, perde un paio di palloni sanguinosi. Padova non è cinica e non ne approfitta. A 3’ dalla fine è ancora Benzoni a decretare una nuova sentenza dalla sua mattonella oltre i 6,75: ancora +10, 74-64. A quel punto alla squadra di casa basterebbe gestire, ma Benzoni è letteralmente “on fire” e chiude il suo personale 4/4 da tre negli ultimi quattro minuti di partita. Si arriva così al finale di 80-68.

Molto tranquillo a fine partita coach Piazza: “Negli spogliatoi abbiamo concordato di alzare i ritmi in difesa, perché 44 punti subiti nel primo tempo erano davvero troppi. Siamo riusciti a limitare l’impatto sulla partita di alcuni loro giocatori importanti, penso a Schiavon e Motta. Di contro abbiamo concesso molto a Filippini e Ferrari, ma a questi livelli non si può fermare tutti. Abbiamo subito quando loro si sono messi a zona, ma abbiamo aggiustato il tiro piuttosto velocemente. L’1-0 non vale niente, adesso dobbiamo solo pensare a riposare in vista di gara2”. Una considerazione anche sulle rotazioni: “Abbiamo giocato in 9, e quello che ha giocato meno ha fatto 14 minuti. Padova è costruita in maniera diversa, oggi hanno avuto anche dei problemi di falli, e naturalmente questo ha inciso. Dobbiamo puntare sulle ampie rotazioni anche nella prossima partita”.

Inputa alla poca concretezza dei suoi il motivo della sconfitta, coach Rubino: “Siamo stati molto pericolosi, abbiamo preso buoni tiri ma non gli abbiamo messi. Con queste percentuali, senza riuscire a tradurre in punti una pericolosità offensiva che comunque abbiamo dimostrato, siamo andati a cercare altre soluzioni. E lì abbiamo sbagliato, perché dovevamo continuare a seguire il nostro copione, i risultati sarebbero arrivati. Certo, abbiamo anche subito la fisicità degli avversari”.

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