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Eventi | 06 maggio 2019, 11:18

Una gamba per i 1.000 km della Francigena

Andrea Devicenzi (Atleta Paralimpico), dopo i primi due step di marzo e aprile per circa 200 chilometri totali, arriverà domenica 12 maggio a Piacenza per riprendere poi in giugno e continuare il pellegrinaggio

Una gamba per i 1.000 km della Francigena

Partirà il prossimo mercoledì 8 Maggio il 3° Step da Garlasco dei 1.000 chilometri che l’atleta paralimpico ANDREA DEVICENZI sta percorrendo a piedi con la sua gamba e le sue due inseparabili stampelle, dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma.

Dopo i primi due step di marzo e aprile per circa 200 chilometri totali, arriverà domenica 12 maggio a Piacenza per riprendere poi in giugno e continuare il pellegrinaggio.

DEVICENZI sta risolvendo grossi disagi dovuti al dolore alle mani che poco meno di un mese fa lo costrinse a rinunciare all’arrivo alla domenica ad Orio Litta.

“Sono felice che al mio fianco ci siano sempre persone che mi sostengono e che mi hanno conosciuto grazie alle mie interviste televisive ed alla pagina social chiamata VIAGGI IN GAMBA. Si respira una bella energia che ci aiuta a sostenere la fatica e raggiugere così l’arrivo di tappa ogni sera. “

Queste le tappe:

Mercoledì 8 Maggio Garlasco – Pavia

Giovedì 9 Maggio    Pavia – Belgioioso

Venerdì 10 Maggio  Belgioioso – Chignolo Po

Sabato 11 Maggio   Chignolo Po – Calendasco

Domenica 12 Maggio Calendasco – Piacenza

Brevemente la STORIA di Andrea

Corre l’anno 1990, ho 17 anni, ed in sella alla mia 125cc perdo per sempre la gamba sinistra in un incidente stradale.

Coricato in un letto di ospedale e con una gamba in meno, nella mia vita prende il dominio la parola IMPOSSIBILE.

Ma pian piano con il passare degli anni sono riuscito a sgretolare quel muro grazie alle sfide vinte, alle sconfitte e ai traguardi raggiunti tramutando cosi la parola IMPOSSIBLE in I’M POSSIBLE…

Pratico sport sin dall’età di 5 anni: Judo, Calcio, Canoa, e nel 2007, entra nella mia vita la mia prima due ruote a pedale.

Partecipo a gare Internazionali per acquisire i punti necessari per accedere alle Paralimpiadi di Londra 2012 finché nel 2010 conquisto i 5.602 metri del “Kardlung La” in India, sulla strada carrozzabile più alta del Mondo.

Si era accesa una nuova fiamma dentro di me, una nuova passione, i lunghi viaggi in cui scoprire se stessi, il silenzio, la condivisone, senza nessun avversario all’infuori di me stesso.

Nel 2016 in Perù, percorro in solitaria l’Inka Trail per raggiungere il Machu Picchu. Esperienza in cui entro in contatto per la prima volta con il Cammino e da cui colgo da subito valori e caratteristiche.

Ed ecco che dopo soli due anni, arriva l’esperienza della Via di Francesco. Stravolgo completamente la preparazione e il mio allenamento abituale per prepararmi ad affrontare il cammino con le mie due stampelle e la mia gamba.

L’8 settembre sono quindi partito dal Santuario La Verna e sono arrivato dopo 22 giorni a San Pietro in Roma.

Il cammino mi ha arricchito soprattutto grazie alla condivisione e alla conoscenza di altre storie con l’esito che ogni esistenza diventa un modello di resilienza per superare le difficoltà che la vita stessa ci pone.

Anche il 2019 vede come mio principale obiettivo sportivo un Cammino, e anche questa volta nel nostro Paese: La Francigena, percorrendo i 1.000 chilometri che congiungono la Cima del San Bernardo a San Pietro in Roma. Per questo Cammino ho scelto una modalità differente rispetto alla precedente, preferendo suddividere i 44 giorni previsti in 10 ben distinti. L’impegno sarà quindi di 4/5 giorni al mese.

Capita spesso che un atleta nell’attività che svolge si possa trovare a fare i conti con il “collo di bottiglia”, vale a dire quell’aspetto fisico, mentale, e tecnico che non gli permettono di poter dare il 100%.

Nel mio caso, nel precedente cammino, i palmi delle mani sono stati la più grande difficoltà con cui ho dovuto fare i conti, perciò è mia intenzione, parallelamente al Cammino, sviluppare e approfondire sempre di più uno studio per disabili che utilizzano le stampelle creando una manopola ergonomica adatta alle nostre mani.

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