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Cronaca | 17 maggio 2019, 15:23

Voghera: lo perseguitavano da mesi per riscuotere un credito, denunciati due uomini

Incubo finito per un imprenditore 50enne, i carabinieri nelle scorse ore hanno individuato i due "aguzzini"

Voghera: lo perseguitavano da mesi per riscuotere un credito, denunciati due uomini

Dopo mesi di minacce e intimidazioni è finito l’incubo per  un 50enne vogherese stretto nella morsa dei debiti e, per questo, costretto a subire ritorsioni dai suoi creditori. Il commerciante nell’anno 2014 aveva rilevato da un imprenditore straniero un’attività commerciale, concordando di versare il prezzo in piccole rate. La crisi economica degli ultimi anni, sfortunatamente però, colpiva anche la povera vittima, costretta ben presto a chiudere la propria attività e ritrovandosi un debito ingente ancora da saldare.

Da quel momento iniziavano le pressioni del creditore, un 33enne di origine indiana, abitante alle porte di Pavia e di un sedicente “mediatore” di etnia sinti, con minacce, inseguimenti ed incontri tutt’altro che casuali. Dopo mesi di pressioni e incontri sgraditi il “mediatore”, oltre al credito del suo complice indiano, iniziava a pretendere anche una somma per la propria “intermediazione”, spingendosi fino a minacciare la vittima con un coltello. L’imprenditore, quindi, esasperato, si rivolgeva ai Carabinieri della Compagnia di Voghera ai quali raccontava gli episodi di cui era rimasto vittima tra ottobre 2018 e gennaio 2019, epoca in cui era riuscito finalmente a saldare il debito.

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Voghera, così, grazie ad una meticolosa attività investigativa, riuscivano ad identificare il complice del creditore indiano, un 35enne nomade di etnia “sinti” che veniva pertanto denunciato in stato di libertà insieme all’extracomunitario di nazionalità indiana per il reato di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

Durante le indagini i Carabinieri di Voghera accertavano inoltre che l’uomo aveva anche derubato il commerciante, sottraendogli una catenina d’oro, giustificando l’azione quale anticipo per la sua attività di intermediazione.  Per tali fatti i due aguzzini dovranno rispondere, innanzi all’autorità giudiziaria, quindi, non solo di esercizio arbitrario delle proprie ragione con violenza sulla persona, ma anche di minaccia aggravata e furto.    

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