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Attualità | 25 giugno 2019, 15:00

Pavia: celebrato il 245° anniversario della Guardia di Finanza

Nell’occasione, è stato effettuato anche un bilancio sulle attività svolte nell’ultimo anno e mezzo dalle Fiamme Gialle pavesi nei vari settori strategici affidati al Corpo dall’Autorità di Governo

Pavia: celebrato il 245° anniversario della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza di Pavia ha festeggiato oggi il 245° Anniversario della sua fondazione.

La celebrazione si è svolta nel cortile interno della caserma tenente Lillo sede del Comando Provinciale di Pavia alla presenza delle autorità civili, religiose e militari della provincia nonché di una rappresentanza di Finanzieri pavesi e delle Sezioni A.N.F.I. di Pavia, Vigevano e Voghera.

Nel corso della cerimonia, dopo l’alzabandiera, sono stati resi gli onori ai caduti e sono stati letti i messaggi augurali del Presidente della Repubblica e del Comandante Generale, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana.

A seguire sono state consegnate le ricompense di ordine morale ai finanzieri che si sono distinti in particolari operazioni di servizio e sono state consegnate le borse di studio erogate dalla “Fondazione Bernardino Giusto” di Vigevano.

Nel suo intervento di saluto a tutti i convenuti, il Colonnello Luigi Macchia ha evidenziato il peculiare ruolo che oggi riveste la Guardia di Finanza nel panorama istituzionale quale unica Forza di Polizia per il contrasto agli illeciti economico-finanziari e degli altri fenomeni di illegalità a questi connessi.

Nell’occasione, è stato effettuato anche un bilancio sulle attività svolte nell’ultimo anno e mezzo dalle Fiamme Gialle pavesi nei vari settori strategici affidati al Corpo dall’Autorità di Governo. 

PIANO D’AZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Sono oltre 4.700 gli interventi ispettivi conclusi dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019; 430 sono, invece, le indagini delegate al Corpo, nello stesso periodo, dalla magistratura ordinaria e contabile.

Cifre, queste, che danno il senso dell’intensificazione delle attività della G.d.F. contro i più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria.

Interventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio, ulteriormente migliorata, quest’ultima, in ragione della potenziata interazione tra le banche dati a disposizione ed all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni e traffici illeciti di prodotti petroliferi si confermano al centro dell’attenzione operativa della Guardia di Finanza.

Settori in cui, nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019, ha eseguito 650 interventi ispettivi.

Sono stati riscontrati 212 reati fiscali (principalmente, emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili) e denunciati 97 soggetti. Ammontano a 125 le indagini delegate dalla magistratura, di cui 7 con riflessi in campo di fiscalità internazionale, mentre sono oltre 60 milioni di euro le proposte di sequestro avanzate. Le misure patrimoniali eseguite in ambito tributario sono pari a 22 milioni di euro, mentre sono 14 le persone arrestate.

Importanti i risultati conseguiti dal Corpo anche nel settore del contrasto alle frodi all’Iva (meglio note come frodi “carosello”), in quello dei carburanti e delle indebite compensazioni di debiti tributari e previdenziali con crediti IVA fittizi, che hanno visto, in diversi casi, anche il coinvolgimento di professionisti.

Nel contrasto all’economia sommersa sono stati individuati 103 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente 25 milioni di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 57 datori di lavoro per aver impiegato oltre 400 lavoratori in “nero” o irregolari.

Ammontano complessivamente a 30 gli interventi nel settore delle accise, che hanno portato ad individuare tributi evasi per 1, 5 milioni di euro.

Nel settore dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 134 con 14 violazioni rilevate.

Gli interventi a contrasto del contrabbando e delle frodi doganali hanno portato al sequestro di circa 12.000 Kg di tabacchi lavorati esteri.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni. Il settore è strategico per il Paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale.

È per questa ragione che il Corpo, anche nella provincia di Pavia, continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio e l’intensificazione delle collaborazioni, a livello centrale, con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l’esborso complessivo dello Stato, come nel caso di trattamenti pensionistici e di invalidità non spettanti, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese.

È in questo senso che vanno letti i risultati conseguiti nel settore nel periodo gennaio 2018-maggio 2019.

Ai 223 gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa pubblica, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, si aggiungono 51 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e con la Corte dei Conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 6,2 milioni di euro, mentre si attestano intorno ai 250.000 euro quelle nel comparto della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria.

Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite alla Magistratura contabile per circa 7,3 milioni di euro, a carico di 140 soggetti.

I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari sono stati in totale 69. In particolare, grazie alla collaborazione con l’ATS locale e ad una specifica analisi di rischio in grado di evidenziare i nominativi di beneficiari già caratterizzati da elevati indici di anomalia, la percentuale di irregolarità è stata del 91%.

Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a circa 10,5 milioni di euro; contestualmente, l’ammontare complessivo delle gare sottoposte a controllo si è attestato a circa 14 milioni di euro. Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri reati contro la Pubblica amministrazione sono state 178, di cui 3 tratte in arresto.

In questo comparto, l’azione dei Reparti pavesi della Guardia di Finanza è in pieno svolgimento per disvelare condotte illecite, sprechi di fondi e risorse pubbliche, fenomeni corruttivi e di disonestà nei riguardi della Pubblica Amministrazione, attraverso interventi mirati e indagini di polizia giudiziaria.

LOTTA ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINAZIARIA

Nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla criminalità economico-finanziaria in genere, l’azione del Corpo è diretta a ostacolare l’ingresso in qualsiasi modo degli interessi criminali nell’economia legale.

Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nel territorio, risultino connotati da concreti e immediati profili di rischio: si pensi ai negozi giuridici conclusi da soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie; o ancora ai settori di particolare rilevanza strategica come, ad esempio, quello dei prodotti energetici, o ancora ai casi di reimpiego di proventi illeciti in quelli che vengono definiti “beni rifugio”.

In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia (anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”) e del monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento (includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non affiliati alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico).

L’obiettivo di fondo è colpire le organizzazioni criminali sul versante degli interessi economici, finanziari e imprenditoriali, attraverso il sequestro di patrimoni e disponibilità riconducibili, anche tramite prestanome, a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia o di criminalità comune particolarmente gravi, ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economico-finanziaria.

Sono stati eseguiti 61 accertamenti economico-patrimoniali, nei confronti di 181 soggetti contemplati dalla normativa antimafia e/o penale.

Sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 27 milioni di euro, sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro per un valore complessivo di circa 1 milioni di euro mentre le confische hanno superato i 2 milioni di euro.

Al contempo, è avvertita l’esigenza di ricorrere in maniera sistematica e crescente alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali. Il tale ambito è stata eseguita la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria prevista dal codice antimafia nei confronti di una società per il valore di oltre 26 milioni di euro.

Infine, continua incessantemente la collaborazione istituzionale con la Prefettura di Pavia, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale. Complessivamente sono stati eseguiti 233 accertamenti concernenti le verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo, nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria e sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.

Tali attività si sono concretizzate, in particolare, nello sviluppo di 4 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 17 persone per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, di cui 1 in stato d’arresto. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 31 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per circa 1,5 milioni di euro.

Sul fronte della prevenzione, sono state approfondite oltre 250 segnalazioni di operazioni sospette.

Sempre al fine di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico-imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d’investimento non sicure.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati avanzate proposte di sequestri di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro, su un altrettanto valore di patrimoni risultati distratti.

Intensificata anche l’azione di contrasto in materia di falsificazione monetaria, con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera del falso (attraverso l’individuazione dei centri di produzione e di distribuzione delle banconote/monete contraffatte) e di contrastare le insidiose condotte basate sull'alterazione dei mezzi di pagamento elettronici, come la clonazione di carte di credito e di debito, posti in essere anche attraverso l’utilizzo della rete internet, nell’ottica di salvaguardare l’integrità patrimoniale dei legittimi titolari e degli istituti emittenti. In tale comparto operativo sono stati denunciati 47 soggetti, 3 dei quali in stato di arresto, con l’esecuzione di sequestri di valuta contraffatta per un valore complessivo di circa 40.000 di euro.

In tema di sicurezza prodotti, di contrasto alla contraffazione e al falso made in Italy e di lotta all’illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d’autore, i Reparti della provincia di Pavia hanno eseguito 44 interventi che hanno portato al sequestro di oltre 12.500 pezzi di prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione “made in Italy” o non sicuri nonché 90.000 litri di prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità.

CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI

In materia di contrasto al traffico di stupefacenti, grazie alle operazioni concluse, sono stati sequestrati o fatti sequestrare ad altri Reparti del Corpo circa 2000 Kg di hashish e oltre 50 kg di cocaina a carico di 50 soggetti denunciati, di cui 36 arrestati.

In materia di contrasto al contrabbando, lo sforzo operativo in tutte le sue forme è finalizzato a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale, mediante servizi di prevenzione volti al controllo delle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria.

Di seguito, una scheda sulle principali operazioni di servizio dei Reparti pavesi nel periodo gennaio 2018/maggio 2019.

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