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Al Direttore | 10 settembre 2019, 11:41

Lettere al Direttore: disservizio ospedale Vigevano

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di un nostro lettore

Lettere al Direttore: disservizio ospedale Vigevano

"Buongiorno,

Vi scrivo per denunciare un grave caso, a mio parere, di negligenza avvenuto ieri (lunedì) 09/09/2019 all’ospedale di Vigevano:

Qualche mese fa ricevetti dalla regione Lombardia, l’opuscolo relativo alla presa in carico del paziente cronico, che consiste, per chi non lo sapesse, nell’attivare una procedura per la quale l’assistito con determinate patologie, passa dalla gestione del medico di base, a quella della struttura designata prescelta.

Ho pensato che per mia mamma 85enne disabile, fosse una buona opzione, anzi, avere una programmazione degli esami necessari senza dover fare ogni volta l’impegnativa, ed avere in teoria, tempi d’attesa inferiori, sembrava un’ottima cosa, quasi un servizio “da nord Europa”.

Così decido di aderire, sacrifico qualche buona ora di ferie e con la richiesta firmata dal medico di base vado al CUP di Vigevano per iniziare tutta la trafila burocratica.

Lì mi fanno la prenotazione per la prima visita, quella che costituisce “l’arruolamento” vero e proprio, come indicato sulla prenotazione stessa.

I tempi di attesa sono buoni, infatti dal 24 luglio, giorno in cui mi sono recato a CUP, già ad agosto c’era la possibilità de effettuare la visita, a per mia scelta, ho preferito posticiparla a settembre, esattamente lunedì 9 alle ore 17:00.

Quindi prendo ancora qualche ora di permesso dal lavoro, anche perché viste le difficoltà motorie di mia mamma, devo partire con largo anticipo, ma quando mi presento all’ospedale l’ambulatorio dove si doveva svolgere la visita era chiuso, non per un problema occasionale, ma proprio perché non operativo il lunedì.

Così sono dovuto tornare a casa senza aver effettuato la visita e senza avere idea di cosa fare, ricominciare da capo? Francamente non so se ne ho voglia.

Vorrei dire che ho trovato del personale molto gentile e comprensivo, gli impiegati in portineria addetti alle informazioni che l’infermiera del reparto in cui siamo stati, ma ci deve essere un responsabile per una mancanza simile.

Il succo del discorso è che un’anziana disabile è dovuta tornarsene a casa pur avendo un appuntamento fissato, perché l’ambulatorio preposto era chiuso".

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