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Attualità | 15 novembre 2019, 20:54

Vigevano, il consiglio: pareggio sull’Md, la maggioranza va sotto sulle mense

Con un pareggio tra favorevoli e contrari, il progetto per il market Md al Cascame non viene approvato ma potrà essere ripresentato. Gruppo Civico e Grande Vigevano annunciano il passaggio all’opposizione, passa la mozione del Pd per rivedere le fasce di costo delle mense scolastiche

Vigevano, il consiglio: pareggio sull’Md, la maggioranza va sotto sulle mense

Doveva essere un consiglio comunale cruciale, e lo è stato. Al centro della discussione il progetto per la costruzione di un supermercato Md al Cascame, che ha spaccato la maggioranza provocando un effetto domino che si è ripercosso sulla questione mense scolastiche. Dopo un lungo dibattito e infinite sospensioni per riunioni di maggioranza e di opposizione, si è arrivati al voto sulla variante urbanistica necessaria per autorizzare il market: è finita 10 a 10.

Secondo regolamento, il punto non è approvato ma potrà essere ripresentato. Decisive le assenze nella Lega di Carmen Rodolfo, Marco Comolli (che erano annunciate viste le loro perplessità sul progetto) e di Raffaele Gori Aceto (inizialmente contrario, ma che le ultime indiscrezioni davano per essersi convinto a votare sì). Non c’era nemmeno Antonello Galiani di Forza Italia, per il quale si prospettava un possibile voto negativo.

A decretare il pareggio è stata la non partecipazione al voto della consigliera Monica Cotta Ramusino di Progetto Vigevano. Dopo aver annunciato parere favorevole nella commissione di mercoledì sera, qualcosa deve essere cambiato dopo le dichiarazioni rese dall’ex assessore Furio Suvilla, il quale aveva rivelato che Md, prima di concentrarsi sul Cascame, aveva manifestato interesse per costruire il supermercato su un terreno di proprietà comunale in corso Brodolini per il quale aveva proposto un’offerta d’acquisto da 700.000 euro.

L’opposizione ha chiesto una commissione di indagine sulla vicenda: “Fermo restando che credo nella presunzione di innocenza, credo che sia utile a tutti che l’amministrazione chiarisca perché questa trattativa non sia stata portata avanti”, ha detto Giuseppe Madeo di Per Vigevano.

Ecco quindi che il sì di Progetto Vigevano si è trasformato in una mancata partecipazione al voto, portando il risultato in pareggio. Si farà la commissione di indagine (“E ne vedremo delle belle, perché vi racconteremo la storia per intero”, ha annunciato il vicesindaco Ceffa difendendo l’operato della giunta) e il punto potrà essere rivotato in seguito. Nessuno, però, a questo punto, può azzardare previsioni su come andrà a finire la vicenda.

Intanto si è consumato lo strappo in maggioranza: il no del Gruppo Civico e di Grande Vigevano al progetto Md era annunciato, ma forse in pochi si aspettavano che entrambi gli schieramenti scegliessero proprio questa serata per annunciare il passaggio all’opposizione. Una decisione che per il Gruppo Civico (nato dalla scissione della Strada Verso Milano) era nell’aria, ma che per Grande Vigevano (creato dall’ex capogruppo della Lega, Enrico Chiapparoli, dopo la sua adesione a Grande Nord) è stata una sorpresa. “Mi hanno escluso loro, convocando un vertice di maggioranza senza invitarmi”, ha detto Chiapparoli.

Sono quattro, quindi, i consiglieri che dalla maggioranza passano all’opposizione. Per il sindaco Andrea Sala i numeri ci sono ancora, ma in certe occasioni potrebbero non bastare. La nuova minoranza, infatti, ha approfittato delle assenze nella Lega per far passare una mozione su un argomento al centro di una battaglia storica per il Carroccio, quello delle mense scolastiche.

Con il contributo di un emendamento del Gruppo Civico, infatti, è stata approvata la proposta di Pd e Per Vigevano di rivedere le fasce Isee per le tariffe: l’idea presentata dalla consigliera Parini è di incominciare abbassando da 3,65 a 2 euro il costo a pasto per i redditi fino a 8.000 euro, per arrivare in seguito a una revisione più generale. Progetto Vigevano vota con il resto delle minoranze, la Lega registra l’ulteriore defezione di Michela Sala che aveva lasciato i lavori dopo il voto sull’Md: la sua assenza è comunque ininfluente, perché l’opposizione ha la meglio per 11 voti contro 9.

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