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Attualità | 28 novembre 2019, 22:31

Mede, popolazione e sindaci del territorio contrari alla chiusura dell’ufficio dell’Agenzia dell’Entrate

L’incontro dell’onorevole leghista Marco Maggioni con la direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate ha mitigato la decisione unilaterale di chiusura immediata dell’ufficio medese, mantenendolo aperto un giorno a settimana da gennaio per un periodo di sei mesi, al termine dei quali si riaprirà il confronto (parametro il numero di pratiche presentate). La Lomellina è quindi stufa di essere penalizzata ed è pronta a far sentire la propria voce

Mede, popolazione e sindaci del territorio contrari alla chiusura dell’ufficio dell’Agenzia dell’Entrate

L’improvvisa comunicazione di chiusura dell’ufficio medese era piovuta come un fulmine a ciel sereno ed aveva spiazzato un po’ tutti. Metabolizzata la notizia, popolazione e sindaci del territorio hanno subito fatto squadra per esprimere il totale disaccordo verso una situazione di progressivo impoverimento di servizi ed uffici pubblici.

Si è fatto portavoce di questa contrarietà Giorgio Guardamagna, primo cittadino di Mede, che sta parallelamente portando avanti un’altra battaglia: quella relativa all’ospedale. Questo è però il momento di far sentire il dissenso a chi di dovere e con un comunicato il sindaco Guardamagna ha fatto il punto della situazione sul discorso Agenzia delle Entrate.

“E’ attiva sul territorio lomellino - si legge nel comunicato - una raccolta firme per sensibilizzare le competenti sedi a rivedere i processi e le decisioni assunte, con i consigli comunali che esprimeranno la loro netta contrarietà mediante atti che saranno inviati ai vari responsabili. Riconoscendo le motivazioni addotte per questo orientamento da Agenzia delle Entrate, che ha subito centinaia di pensionamenti di addetti in tutta la Lombardia, non accettiamo di essere ancora una volta penalizzati e faremo sentire con decisione la nostra voce attraverso ulteriori iniziative che inducano a rivedere questa impostazione”.

La Lomellina è quindi pronta a dire basta, soprattutto a fronte di specifiche esigenze e bisogni. “Le istituzioni pubbliche - si legge sempre nel comunicato - devono essere nostre alleate nel difficile compito di rispondere a queste necessità e non nostre avversarie. Vivere e costituire un territorio a bassa densità di popolazione non può essere considerata una colpa bensì occorre mantenere servizi anche sanitari e investimenti adeguati per non condannarci allo spopolamento, all’impoverimento sociale e al degrado. Ci faremo sentire tanto più forte tanto quanto fosse evidente che ragionare in modo pacato e responsabile, disponibile e comprensivo risultasse controproducente rispetto a parametri in stile aziendalistico calati dall’alto sul territorio”.

Fabrizio Negri

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