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Cronaca | 18 febbraio 2021, 17:37

Pavia: donna trovata morta in casa in via Depretis, il compagno confessa l'omicidio

E' un 28enne che ha ammesso di averla strangolata

Pavia: donna trovata morta in casa in via Depretis, il compagno confessa l'omicidio

Nel primo pomeriggio del 17 febbraio 2021 i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pavia e della locale Compagnia, intervenivano in Pavia presso l’abitazione sita al civico 4 di via De Pretis, ove era stato rinvenuto, all’interno della vasca da bagno, il corpo di una donna, identificata in Lidia Peschechera di anni 49.

L’allarme era stato lanciato dal datore della donna, preoccupato dal fatto che la donna non si presentava da giorni presso il luogo di lavoro e non rispondeva al telefono, nonché da alcuni messaggi ricevuti dal telefono della stessa, che gli erano apparsi sospetti al punto che aveva interpellato l’ex coniuge della stessa e si erano recati presso la suddetta abitazione, senza ottenere risposta.

Temendo una disgrazia i due avevano richiesto l’intervento dei sanitari e dei vigili del Fuoco e, poiché la porta d’ingresso risultava chiusa a chiave, i soccorritori erano stati costretti ad entrare da una finestra, ma una volta all’interno dell’abitazione, avevano rinvenuto il cadavere della donna, in stato di decomposizione, coperto da un'asciugamano, adagiato nella vasca da bagno.

Dalle informazioni raccolte dagli imvestigatori emergeva che la donna intratteneva una relazione sentimentale con A.N., 28enne con problemi di alcolismo e privo di fissa dimora, con il quale aveva avviato recentemente una convivenza, ma quest’ultimo aveva manifestato alcuni comportamenti violenti, al punto che la donna aveva confidato ad una amica l’intenzione di allontanarlo dall’abitazione.

A seguito delle suddette risultanze la Procura della Repubblica di Pavia autorizzava l'intercettazione dei telefoni in uso al giovane e con la collaborazione del del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri veniva individuata l'ubicazione dell’utenza dell’uomo, che si era rifugiato a Milano per sfuggire alle ricerche,

A.N. rintracciato nei pressi un ostello di via Doria, veniva trovato in possesso di numerose carte bancomat e tessere spesa, di un cellulare Samsung e di circa 190 euro mentre nella camera affittata dal giovane venivano rinvenuti documenti personali della vittima ed un mazzo di chiavi dell’abitazione di via De Pretis.

Accompagnato presso gli Uffici del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri il giovane, interrogato dal Procuratore della Repubblica Dott. Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Diletta Balduzzi, confessava che, il 12 febbraio scorso, nel corso di un ennesimo litigio, colto da un raptus, aveva strangolato la donna nella vasca da bagno e che, nonostante la presenza del cadavere, aveva continuato permanere nell’abitazione fino al 15 febbraio, ammettendo altresì di aver inviato con il cellulare della vittima, dei falsi messaggi al datore di lavoro, per non allarmarlo dell’assenza della donna e di aver altresì prelevato delle somme di denaro dal conto della vittima.

Sulla scorta degli elementi emersi e della confessione dell’uomo, l’Autorità Giudiziaria ha emesso nei confronti di A.N. un “Decreto di fermo del Pubblico Ministero”, per il reato di omicidio volontario aggravato, disponendo la sua traduzione presso la Casa Circondariale di Pavia,

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