Attualità - 20 febbraio 2026, 16:12

Corbetta, lavoratori Metalfer in sciopero: “Siamo stanchi di pagare i fallimenti altrui”

I rappresentanti sindacali hanno incontrato l'azienda segnando l'avvio delle trattative

Giornata di mobilitazione oggi, 20 febbraio 2026, presso lo stabilimento Metalfer di Corbetta del Gruppo Arvedi. I lavoratori hanno proclamato 8 ore di sciopero per ogni turno lavorativo. La decisione, comunicata dalla RSU e dalla Fiom-Cgil Ticino Olona, nasce da una serie di criticità strutturali, organizzative e contrattuali che hanno reso tesi i rapporti tra la forza lavoro e la direzione aziendale. La contestazione si muove su tre direttrici principali. “L’avvicendamento di cinque direttori di stabilimento in cinque anni. – spiega Emanuele Megro della Cgil Ticino Olona – avrebbe causato un crollo organizzativo, vanificando parte degli investimenti effettuati dal gruppo e rendendo difficili le relazioni industriali”. C’è poi l’aspetto riguardante la sicurezza e l’ambiente. Il sindacato denuncia condizioni di lavoro “al limite previsto dalle normative”.

Tra le criticità sollevate figurano temperature estreme nei reparti (troppo freddo o troppo caldo), procedure di sicurezza carenti e incidenti recenti. In particolare, si fa riferimento a un intervento dei Vigili del Fuoco e a due infortuni sul lavoro verificatisi dall’agosto 2025. In uno di questi il lavoratore ha subito la perdita della falange di un dito della mano. “Lamentiamo inoltre – continua – una pressione eccessiva sui lavoratori più giovani e su quelli con limitazioni di salute”. I rappresentanti dei lavoratori respingono inoltre le accuse di assenteismo, chiedendo maggiore rispetto reciproco. Oltre a una maggiore attenzione alla sicurezza e a un clima lavorativo più sereno, la mobilitazione punta al rinnovo dell’accordo di secondo livello. L’obiettivo dichiarato dalla Fiom-Cgil è quello di ottenere un adeguamento economico che garantisca maggiore potere d’acquisto ai circa 130 dipendenti del sito produttivo.

“I lavoratori vogliono otto ore di lavoro, non otto ore di incertezze”, aggiungono. La richiesta finale è l’apertura di un confronto reale che non si fermi ai tavoli istituzionali ma che porti miglioramenti tangibili direttamente nei reparti di produzione. Nella mattinata di oggi i rappresentanti sindacali hanno incontrato l’azienda. Il primo incontro che segna l’avvio delle trattative. Il prossimo incontro è fissato per venerdì 6 marzo.

da TicinoNotizie.it