Angelica Bove con la sua voce profonda incanta per un momento la sala stampa intonando Hallelujah di Leonard Cohen. “Come non amarla questa canzone - spiega la cantante - mi emoziona tantissimo. A 6 anni ero una bambina molto arrabbiata, ricordo questo momento in cui ero nella dispensa di casa, volevo sfogare la mia rabbia, e mi sono messa a cantare Hallelujah. Non penso allora di aver compreso la profondità di quel pezzo, ma è stato il miglior sfogo melodico che io abbia mai conosciuto”.
In gara tra le Nuove Proposte, sfiderà con “Mattone” il cantante uscito da Area Sanremo, Mazzariello. “È un gioco a cui stiamo tutto. Contro chi ti trovi è indifferente, l’importante è avere quei tre minuti per importi. Il motivo per cui siamo poco competitivi e ironici tra di noi è che alla fine hai quei tre minuti per fare la cosa che ami di più”.
La musica come mezzo per affrontare il dolore che nonostante la giovane età si è già ritrovata ad affrontare, ovvero quello della perdita di entrambi i genitori: “Per me la musica serve per esorcizzare una parte difficile e molto dolorosa. Se nella vita sono più ironica, mi concedo di essere indagare così a fondo nel dolore grazie alla musica.”
Prima volta sul palco di Sanremo per la 22enne romana. “È il mio primo Sanremo cantare live è una cosa incredibile. Sono veramente felice di essere qui, è un privilegio. Mattone per è la mia storia, non la sento come una canzone e basta.Mi ricordo la prima prova a Roma con questo pezzo e mi dovevo trattenere dalle lacrime perché era un arrangiamento emotivo. Conservo questo bel ricordo”.