I Carabinieri della Stazione di Vigevano hanno recentemente concluso un’importante attività investigativa che ha portato al deferimento in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, di sette persone, ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio in concorso.
L’attività d’indagine è scaturita dalla querela presentata da un 61enne, residente a Vigevano, lo scorso 27 gennaio. L’uomo ha raccontato ai Carabinieri di aver ricevuto un alert sul proprio cellulare di un accesso anomalo al suo indirizzo mail, e dopo aver cambiato la password, si è accorto che il malfattore era riuscito ad accedere anche al suo dispositivo mobile. Poco dopo, ha scoperto che due bonifici erano stati effettuati dal suo conto corrente per un importo totale di 13.750,00 euro.
Grazie alla denuncia presentata presso il Comando Arma locale, i Carabinieri hanno avviato indagini approfondite che hanno consentito di raccogliere elementi riguardo ai conti correnti che avevano ricevuto il denaro. Gli indagati, definiti come “Money Mule”, sono quelle persone che, a fronte di una commissione, trasferiscono denaro, proveniente da attività illecite, ottenuto da terzi, per riciclarlo, spesso inconsapevolmente, attraverso più passaggi.
Durante le operazioni, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di un conto corrente, recuperando circa 6.500 euro. Le indagini dei Carabinieri proseguono perché non si esclude possano esserci ulteriori responsabili nonché altre vittime di questo sofisticato raggiro.
Questa situazione non è un caso isolato; negli ultimi mesi, i Carabinieri della Compagnia di Vigevano hanno deferito circa 30 persone per vari episodi di “Money Muling”. È quindi fondamentale prestare attenzione a eventuali richieste di trasferimento di denaro, soprattutto se queste coinvolgono il proprio conto corrente. Chiunque venga avvicinato per effettuare tali operazioni in cambio di un compenso rischia di diventare inconsapevolmente complice di reato, punibile con pene da quattro a dodici anni di reclusione e multe che vanno dai 5.000 ai 25.000 euro.
Se si sospetta di essere già coinvolti in simili attività fraudolente, è cruciale interrompere immediatamente ogni operazione di trasferimento di denaro e contattare le Forze dell’Ordine. Agire tempestivamente può limitare i danni e facilitare l'intervento delle autorità competenti, contribuendo a contrastare questi fenomeni criminali in continua espansione