Si può essere amici per sempre?
Se lo chiedete a chi quei versi li ha scritti e musicati, la risposta è sì.
Si può essere amici per sempre, dunque, condividere palchi in ogni angolo del mondo, perdersi e ritrovarsi, ricordarsi.
E se per fare questo fosse necessario un manuale d’istruzioni, a scriverlo dovrebbero essere i Pooh che quest’anno festeggiano sessant’anni di carriera.
“Sessanta non sono una ma due vite” racconta Roby Facchinetti. “I nostri sono stati anni importanti anche grazie a Sanremo. Nel ’90 eravamo su questo palco, poi siamo ritornati con Pippo Baudo. Nel 2016 la reunion con Conti. Nel 2023 con Amadeus”.
Un palco, quello di Sanremo, che ha accompagnato Roby, Dodi, Red, Riccardo e l’indimenticato Stefano D’Orazio, scomparso nel 2020.
Roby Facchinetti continua: “Per noi è qualcosa di molto importante. Questo traguardo straordinario. C’è tanta vita, tanta musica, tanta condivisione, 180 milioni di dischi venduti, tante cose. Abbiamo avuto una vita fortunata, abbiamo dedicato l’intera nostra vita al nostro lavoro. Siamo stati sul palco con i Pooh più di quanto siamo stati con le nostre famiglie. Essere qui, iniziare il nostro sessantenne a Sanremo ha un significato molto importante e anche parecchio emozionante. Sanremo, non chiedeteci perché, evoca tanta emozione. Apriamo alla grandissima il nostro sessantennale in piazza”.
Il 2026 sarà anche l’occasione di rivedere i Pooh esibirsi dal vivo con tre appuntamenti all’Arena di Verona e un tour che li porterà in giro per l’Italia prima e per il Canada e gli Stati Uniti poi.
“Questo è il primo palcoscenico che ci vedrà uniti questa sera - aggiunge Dodi Battaglia - 60 anni di amicizia e successi vanno celebrati a modo. Nella prima parte di concerti all’Arena di Verona saremo accompagnati da un’orchestra sinfonica che ci suonerà con noi anche questa sera”.
Assieme al tour, il gruppo ha deciso di lanciare la compilation definitiva dal titolo ‘Pooh, la nostra storia’.
A proposito, Red aggiunge: “Eravamo partiti con l’idea di fare sessanta brani, uno per anno, ma siamo arrivati a 75. Ci sono canzoni che hanno avuto successo di pubblico, cose che per noi hanno avuto senso”.
Nella raccolta ci sono anche quattro omaggi, realizzati da band più giovani, “ma non per questo meno forti”. Negramaro, Le Vibrazioni, Modà e Finley hanno reinterpretato altrettanti brani in quello che per Canzian finisce nel solco di una strada già tracciata da loro. “Sulla nostra scia sono nate band, sapere che ci stimano, che ci vogliono bene, è stata una grandissima gioia”.
Riccardo Fogli descrive l’emozione di tornare ancora una volta sul palco: “Sono fortunato a essere con i miei fratelli, di suonare a Sanremo, di fare questo lungo viaggio dopo sessant’anni. Quando li ritrovo sono felice, suonare e vivere con loro mi rende molto orgoglioso”.