Nel pieno della finalissima del Festival di Sanremo, mentre sul palco del Teatro Ariston andava in onda la pubblicità, nella sala stampa Lucio Dalla, presente al Palafiori, si è vissuto un momento diverso, più raccolto e carico di significato.
Giornalisti, addetti ai lavori e organizzatori si sono fermati per osservare un minuto di silenzio per quanto sta accadendo in Iran e più in generale in Medio Oriente. Un gesto semplice ma simbolico, che ha interrotto per sessanta secondi il ritmo serrato della serata conclusiva.
“Il nostro minuto di silenzio è un modo per dissentire alla guerra che in questo momento va”, hanno spiegato gli organizzatori. “La parola che mi ha lasciato basito è la parola morte. Abbiamo pensato che sia giusto osservare un minuto di silenzio”.
Un richiamo forte, pronunciato proprio mentre l’Italia segue uno degli eventi televisivi più popolari dell’anno. “Purtroppo o per fortuna siamo in un Paese democratico ad ascoltare canzonette, che parlino d’amore. Questa è la parola giusta che dovremmo utilizzare tutti”.
Nessun clamore, nessun annuncio spettacolare. Solo il silenzio. In una sala stampa abituata a domande, commenti e analisi, per un minuto non si è sentito nulla. Un contrasto evidente con la festa fuori, con la musica e con l’entusiasmo che attraversa la città.
(Foto e video di Elia Folco)