A volte la memoria di una città resta nascosta dove meno ci si aspetta: nelle fotografie scattate per raccontare la cronaca di un giorno qualunque in città. Una manifestazione, una strada affollata, un frammento di vita urbana. Riguardate oggi, quelle immagini rivelano qualcosa in più. Sullo sfondo compaiono vetrine, insegne, botteghe, frammenti di commercio che hanno fatto parte della vita quotidiana di Pavia.
Nasce da questa intuizione “Vetrine nel tempo”, la mostra con cui Confcommercio Pavia celebra gli 80 anni dell’associazione, inaugurando ufficialmente il calendario di iniziative che accompagneranno questo anniversario nel corso dell’anno. In esposizione ottanta immagini provenienti dall’archivio di Paolo Torres, che per oltre quarant’anni ha documentato la vita pavese con il suo obiettivo. Non scatti pensati per raccontare i negozi, ma frammenti di cronaca che oggi diventano, quasi senza volerlo, un viaggio nella memoria commerciale della città.
La mostra è stata inaugurata mercoledì 18 marzo alle ore 18 a Palazzo Bottigella, sede di Confcommercio Pavia, e resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. In esposizione 80 fotografie, un numero scelto non a caso: ogni immagine rappresenta idealmente uno degli 80 anni di storia di Confcommercio Pavia.
Gli scatti provengono da un vasto archivio fotografico costruito nel corso di decenni di lavoro, un patrimonio di migliaia di negativi che raccontano la vita della città e che negli ultimi anni sono stati progressivamente digitalizzati.
Negozi e luoghi nella memoria
Tra le immagini che compongono la mostra riaffiorano negozi, locali e insegne entrati nella memoria cittadina. C’è l’Acciugaia sotto il mercato coperto, c’è la storica drogheria Comini di corso Garibaldi, c’è il cinema Roma in via XX Settembre, quando ancora faceva parte della vita quotidiana della città.
Riemerge anche la pizzeria Drago Marino. Accanto al forno spuntava una gigantesca testa dalla bocca spalancata, diventata negli anni uno dei dettagli più riconoscibili del locale, e luoghi più curiosi e inattesi come Transilvania di via Galliano, legato alla catena horror-rock che negli anni Novanta si diffuse in tutta Italia e che vide tra i soci anche il regista Dario Argento.
Non manca poi il negozio di fiori di Sergio Pezzali, il papà di Max Pezzali, un richiamo che oggi suona ancora più attuale dopo il successo della serie Sky dedicata alla nascita degli 883, in cui proprio la dimensione familiare e pavese del racconto torna al centro.
E, a chiudere idealmente questo viaggio nella memoria commerciale della città, c’è anche Annabella, nome che per Pavia ha rappresentato molto più di un negozio: un marchio che ha portato il nome della città nel mondo e che per generazioni di pavesi è diventato sinonimo di eleganza, impresa e identità cittadina.
Fotografie nate per la cronaca
Dietro queste immagini c’è il lavoro di una vita trascorsa a raccontare la città attraverso la fotografia.
«All’epoca si fotografava con la pellicola e i rullini costavano - spiega Paolo Torres -. Quando andavi a fare un servizio non scattavi immagini in più come succede oggi con il digitale: fotografavi quello che serviva per il giornale».
È proprio per questo che molte vetrine e botteghe compaiono nelle fotografie quasi per caso: sullo sfondo di una manifestazione, accanto a una strada affollata o dentro una scena di vita cittadina.
Dietro la mostra c’è anche un archivio fotografico imponente costruito in decenni di lavoro. Migliaia di negativi che negli ultimi anni il fotografo ha iniziato a rivedere e digitalizzare, facendo riemergere immagini che raccontano frammenti della vita quotidiana della città.
«Solo riguardando oggi quei negativi - aggiunge Torres - ci si accorge che dentro quelle immagini è rimasto anche il commercio di un’epoca».
Chi visiterà la mostra non troverà quindi le classiche fotografie di negozi scattate apposta, ma frammenti autentici della città, in cui il commercio appare come parte naturale della vita urbana.
I “Volti del commercio”
Accanto alle fotografie dei negozi, la mostra propone anche una sezione speciale dedicata ai “Volti del commercio”: una galleria di immagini che ritraggono commercianti pavesi immortalati negli anni durante eventi, inaugurazioni e momenti di vita cittadina.
Un piccolo gioco di memoria collettiva che invita i visitatori a riconoscere volti noti del commercio locale, riscoprendo le persone che con il loro lavoro quotidiano hanno contribuito a costruire la storia commerciale di Pavia.
La memoria continua
La mostra vuole essere anche un progetto aperto alla partecipazione della città. Confcommercio Pavia invita infatti i commercianti a contribuire alla costruzione di questo racconto collettivo inviando fotografie storiche dei propri negozi, delle botteghe di famiglia o della vita commerciale. Le immagini raccolte potranno arricchire l’archivio del progetto.
Il commercio che ha fatto crescere Pavia
«Questa mostra rappresenta molto più di un semplice percorso fotografico - sottolinea Giovanni Merlino, presidente di Confcommercio Pavia –. Attraverso queste immagini riscopriamo il ruolo che il commercio ha avuto nella vita della comunità. I negozi non sono soltanto attività economiche: sono luoghi di relazione, di identità e di memoria collettiva.
Celebrare gli 80 anni di Confcommercio Pavia significa anche riconoscere il contributo che generazioni di commercianti hanno dato allo sviluppo del territorio, rendendo vivi i quartieri e le vie del centro. Con “Vetrine nel tempo” vogliamo restituire alla comunità una parte di questa storia e ricordare quanto il commercio sia stato e continui ad essere un elemento essenziale della vita urbana».
Un progetto culturale che coinvolge la città
«“Vetrine nel tempo” nasce con l’obiettivo di raccontare il commercio pavese degli ultimi ottant’anni - spiega Valerio Tagliacarne, componente di Giunta e coordinatore del progetto 80 anni - ma parlare di commercio significa inevitabilmente parlare anche della città, della sua evoluzione e delle persone che l’hanno abitata e fatta crescere.
Attraverso queste immagini il commercio diventa uno strumento per rileggere la storia di Pavia, i suoi volti, le sue strade e le sue trasformazioni.
Siamo particolarmente entusiasti di questa iniziativa perché, già in questa fase preparatoria, stiamo registrando una grande partecipazione e un forte desiderio di essere coinvolti da parte dei commercianti: sia quelli che hanno scritto pagine importanti della storia commerciale della città, sia quelli che oggi ne rappresentano il presente e il futuro.
“Vetrine nel tempo” diventa così non solo un racconto del commercio, ma anche un progetto culturale capace di restituire alla città una parte della propria memoria collettiva».
Paolo Torres
Fotografo pavese, classe 1965, da oltre quarant’anni osserva e racconta la vita della città con il suo obiettivo. Ha collaborato con importanti testate nazionali e locali, tra cui Corriere della Sera, La Notte e Il Giorno, documentando cronaca, eventi e trasformazioni urbane.
A Pavia gestisce il proprio studio fotografico in piazza Castello, punto di riferimento per progetti fotografici, archivio e attività di formazione con giovani studenti. Il suo archivio raccoglie migliaia di negativi che costituiscono oggi una preziosa memoria visiva della città.
Con “Vetrine nel tempo” Confcommercio Pavia inaugura così il programma di iniziative dedicate agli 80 anni dell’associazione, un percorso che nei prossimi mesi continuerà a raccontare il legame profondo tra commercio, città e comunità.