È stato eseguito con successo al San Matteo il primo impianto del catetere da defibrillazione più piccolo al mondo, Omnia Secure. Il Policlinico è tra le prime in Italia e in Europa ad adottare questa tecnologia all’avanguardia.
La procedura è stata effettuata su una paziente di 69 anni, affetta da scompenso cardiaco secondario a cardiomiopatia dilatativa avanzata, una condizione che rende necessario l’impianto di un defibrillatore per prevenire il rischio di morte cardiaca improvvisa.
L’equipe era composta dai cardiologi Antonio Sanzo, Alessandro Vicentini e Barbara Petracci, con il supporto del team infermieristico formato da Kadjia Ouisadaane e Roberto Viadana.
Omnia Secure è attualmente il più piccolo catetere da defibrillazione disponibile per uso clinico ed è unico nel suo genere, poiché consente di affiancare alla funzione di defibrillazione quella di pacing transettale del sistema di conduzione, permettendo una stimolazione cardiaca il più possibile fisiologica.
“Questo nuovo catetere da defibrillazione ha le potenzialità per modificare significativamente il futuro della terapia elettrica dello scompenso cardiaco, consentendo di ottenere sia la funzione di defibrillazione sia quella di resincronizzazione cardiaca mediante un unico catetere, a differenza delle tecnologie finora disponibili, che richiedevano l’impianto di più cateteri – spiega Roberto Rordorf, responsabile della SS Aritmologia ed Elettrofisiologia del San Matteo –. Questo permetterà di trattare al meglio una più ampia gamma di pazienti, compresi i soggetti molto magri e i pazienti pediatrici, riducendo al minimo il rischio di complicanze”.
“L’introduzione di questa ulteriore tecnologia si aggiunge a quelle già disponibili e conferma la Cardiologia di Pavia come una delle strutture più all’avanguardia in Italia nel trattamento dello scompenso cardiaco mediante dispositivi impiantabili e nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa”, dichiara Leonardo De Luca, direttore della SC Cardiologia del Policlinico.
La morte cardiaca improvvisa rappresenta circa il 50% dei decessi legati alle malattie cardiovascolari ed è una delle principali cause di morte al di sotto dei 60 anni. Senza defibrillazione immediata, la sopravvivenza è inferiore al 10%. In Europa si registrano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci, di cui 60.000 in Italia.
I defibrillatori impiantabili hanno il compito di riconoscere e interrompere, mediante uno shock elettrico, le aritmie ventricolari rapide responsabili dell’arresto cardiaco. La causa più frequente di morte improvvisa è infatti un’aritmia ventricolare molto rapida, come la tachicardia ventricolare (VT) o la fibrillazione ventricolare (VF).