Attualità - 17 aprile 2026, 10:25

Data Center tra Milano e Pavia, boom e sviluppo sostenibile: nasce l’accordo per regolarli

Pavia, i presidenti della Provincia e di Ida firmano il protocollo d’intesa: previsto un Atlante delle aree idonee e il monitoraggio delle ricadute sul territorio

Servizi cloud, intelligenza artificiale e crescente potenza di calcolo stanno trainando l’espansione del mercato dei data center, che trova tra Milano e Pavia uno dei poli più dinamici del Paese. Se il capoluogo lombardo rappresenta la principale “capitale” del settore, la provincia pavese si distingue per la sua conformazione pianeggiante, particolarmente adatta a nuovi insediamenti.

Per governare questa crescita ed evitare che i singoli Comuni si trovino ad affrontare da soli investimenti complessi, la Provincia di Pavia e Italian Datacenter Association (Ida) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di definire criteri chiari su dove potranno sorgere i nuovi data center. Il principio guida è quello di garantire che ogni investimento produca un ritorno concreto e misurabile per il territorio, riducendo al contempo i conflitti localizzativi e favorendo il recupero di aree già urbanizzate.

L’accordo introduce strumenti operativi precisi: un Atlante provinciale delle aree idonee e non idonee, un tavolo tecnico permanente con Comuni ed enti competenti, meccanismi di perequazione e compensazione territoriale, oltre a misure di semplificazione e coordinamento amministrativo. L’obiettivo è attrarre investimenti qualificati, assicurando benefici reali in termini di infrastrutture, sostenibilità ambientale e occupazione.

«Quando un Comune di 5mila abitanti si trova davanti a una multinazionale pronta a investire centinaia di milioni, la domanda non è se essere favorevoli o contrari – ha dichiarato il presidente della Provincia Giovanni Palli – ma con quali regole e garanzie per chi vive in quel territorio. Il protocollo offre una regia sovracomunale, un quadro certo per gli operatori e trasparenza per i cittadini».

Attualmente in provincia di Pavia sono già operativi nove data center appartenenti a cinque operatori, tra cui quattro strutture hyperscale e una edge, mentre circa venti Comuni risultano coinvolti nelle richieste di connessione alla rete.

«La crescita degli investimenti è nazionale, ma gli effetti sono locali – ha aggiunto Palli –. Abbiamo già sperimentato dinamiche simili con la logistica: se non governi lo sviluppo, lo sviluppo governa te. Questo modello può essere replicato altrove, perché il tema non riguarda solo Pavia, ma l’intero Paese».

Il protocollo valorizza infine il dialogo tra pubblico e privato, ponendo le basi per una collaborazione strutturata e continuativa. In questa prospettiva, gli investimenti nei data center vengono collegati anche a obiettivi di formazione, sviluppo delle competenze digitali e rafforzamento del tessuto economico locale.

«La collaborazione con la Provincia di Pavia rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni e industria – ha sottolineato Sherif Rizkalla, presidente di Ida –. Il protocollo garantisce certezza e trasparenza agli operatori, promuovendo al contempo sostenibilità, innovazione e integrazione con il territorio».