Cronaca - 28 aprile 2026, 15:26

Magenta e il rogo di Ottobiano: c’era anche Aldo Lami con il suo team

Il magentino, popolarissimo nel mondo dei Quad, era lì con tutta la sua famiglia per la gara del figlio. Un post toccante pubblicato sui social dopo una giornata da paura che ha visto piloti e familiari spalla a spalla per evitare il peggio

C’era anche lui, il ‘Bufalo dell’est Ticino’ per il mondo del Quad nazionale, al secolo Aldo Lami, nel rogo di Ottobiano, nel Pavese, dove se l’è vista davvero brutta come abbiamo raccontato ieri su Ticino Notizie e Vigevano24.

https://ticinonotizie.it/ottobiano-rogo-divora-un-camper-nella-notte-illesi-tutti-gli-occupanti/

Per fortuna il peggio è passato ma “Aldone” era lì con tutta la sua famiglia a vivere quell’esperienza che ti segna a lungo. Così in un lungo post pubblicato attraverso i suoi canali social Aldo Lami ha voluto rivivere quei momenti ma soprattutto dire un sincero grazie a tutto il mondo del Quad e alle loro famiglie che in quegli anni concitati come una grande ed unica squadra si sono dati da fare per uscirne indenni.

Perché c’è un momento preciso in cui la rivalità sportiva, i rancori personali e le piccole divergenze quotidiane svaniscono nel nulla.

Per la comunità dei piloti di quad, quel momento è arrivato questa notte, sotto forma di un incendio devastante che ha minacciato di trasformarsi in tragedia.

L’allarme e il coraggio dei singoli

“Tutto è iniziato con un risveglio brusco, quello di Ivan, la cui prontezza ha evitato il peggio: senza il suo allarme, probabilmente, oggi racconteremmo una storia diversa. Da lì, è stata una reazione a catena di puro coraggio” ha scritto Lami nel suo post.

“Abbiamo visto Patrik, che come un leone è rientrato tra le fiamme per trarre in salvo il suo cane e rianimarlo, rifiutandosi di arrendersi alla morte. Abbiamo visto Edo, che nonostante il dolore lancinante di alcune costole rotte, non si è tirato indietro, lottando contro il fuoco fianco a fianco con gli altri. E abbiamo visto la nuova generazione, ragazzi giovanissimi che, con un pizzico di incoscienza ma un cuore immenso, hanno combattuto in prima linea”.

“Soli nel campo” Il racconto dei presenti è amaro riguardo alla sicurezza: “Eravamo dispersi, soli in un campo lontano dagli occhi di chi doveva badare a noi”. In quel vuoto istituzionale, è subentrato l’istinto di protezione reciproca. I piloti e le loro famiglie si sono trasformati in una muraglia umana, uniti da un unico obiettivo: circoscrivere il fuoco e proteggere la vita.

“Il mondo del quad non aveva più rivali, né screzi. Eravamo tutti uniti come una vera famiglia.”

Gli occhi della verità Il terrore è rimasto impresso negli sguardi di tutti, ma è nelle parole dei più piccoli che si legge la grandezza di quanto accaduto. Ambra, soli 3 anni (la figlia di Aldo ndr), ha guardato sua madre e ha detto: “Mamma, sono stata coraggiosa quando c’erano il fuoco e le bombe”.

Un legame indissolubile mentre il fumo si dirada e si iniziano a contare i danni, resta la forza di un legame che si è temprato nel fuoco. Il pensiero di tutta la comunità va ora alla famiglia Cazzola, a cui tutti si stringono in un abbraccio fraterno. Questa notte non ha vinto il fuoco. Ha vinto il coraggio di chi non ha lasciato indietro nessuno.

da TicinoNotizie.it