L’occhio vigile degli investigatori e un intervento scattato con tempismo chirurgico hanno impedito che l’ennesima truffa ai danni di una persona fragile venisse portata a compimento. Nel pomeriggio del 6 maggio, il personale della Squadra Mobile di Pavia ha tratto in arresto due giovani di 28 e 22 anni, di origini egiziane, residenti rispettivamente a Torino e Matera, colti in flagranza di reato per truffa pluriaggravata ai danni di una donna di 81 anni.
L’operazione è nata nell’ambito dei consueti servizi finalizzati alla prevenzione dei reati predatori. La pattuglia della Mobile, transitando nei pressi di un istituto di credito cittadino, ha notato un dettaglio sospetto: una donna anziana, con evidenti difficoltà motorie, scendere da un taxi e dirigersi verso la banca mantenendo una conversazione telefonica serrata.
Intuendo il potenziale pericolo, gli operatori hanno deciso di monitorare discretamente la donna. La decisione di non perdere mai di vista la vittima e di predisporre un appostamento immediato nei pressi del condominio si è rivelata decisiva.
Mentre i poliziotti osservavano ogni movimento all’esterno, all’interno del condominio si stava consumando il drammatico raggiro. Il finto "Maresciallo dei Carabinieri", attraverso una pressione psicologica costante al telefono, impedendo alla donna di interrompere la linea per chiedere aiuto, l'aveva convinta che il figlio fosse trattenuto presso la caserma di Pavia. Per liberarlo da una presunta accusa legata all’acquisto di un’auto rubata, l’anziana avrebbe dovuto consegnare denaro o gioielli.
Sotto scacco emotivo e terrorizzata per la sorte del figlio, la donna ha ceduto i propri preziosi ai complici del sedicente sottufficiale, giunti sotto casa per riscuotere i soldi.
La protezione degli investigatori si è concretizzata nel momento cruciale: gli agenti sono entrati in azione proprio mentre i due truffatori stavano abbandonando l’edificio con il bottino ancora addosso. La refurtiva è stata immediatamente recuperata e restituita all’anziana, che, rassicurata dagli agenti, ha potuto formalizzare la denuncia.
L’intervento tempestivo della Squadra Mobile non ha solo permesso di assicurare i responsabili alla giustizia – ora associati presso la Casa Circondariale di Pavia – ma ha evitato che una cittadina indifesa subisse un grave danno economico e un profondo trauma psicologico.