Milano
CITYWAVE
L'apertura straordinaria di CityWave durante le Giornate FAI d’Autunno 2026 rappresenta l'opportunità eccezionale di accompagnare il pubblico alla scoperta di un'opera di architettura contemporanea in maniera irripetibile, cioè ancora in fase di realizzazione, proprio mentre si avvicina al completamento. CityWave sorge all’interno di CityLife, la nuova area di Milano nata dalla riconversione dello storico polo urbano dell’ex Fiera Campionaria, uno dei principali progetti di rigenerazione urbana in Europa, sviluppato da CityLife S.p.A., società controllata al 100% dal Gruppo Generali. Con una superficie complessiva di 366.000 mq, CityLife integra residenze, uffici, shopping, servizi e ampie aree verdi e pedonali, con progetti firmati da architetti di fama internazionale.
I visitatori potranno conoscere da vicino il nuovo iconico edificio progettato dallo studio internazionale BIG – Bjarke Ingels Group e già vincitore di numerosi premi come simbolo di innovazione architettonica e sostenibilità. Il percorso partirà dall'area sottostante la grande onda – la “canopy”, maestosa tettoia sospesa, con una campata di oltre 200 metri – e proseguirà all'interno dell'edificio Est, fino alla terrazza del quinto piano, da cui sarà possibile osservare la copertura da una prospettiva privilegiata, attraversando anche alcuni degli spazi interni in fase di ultimazione. Un'occasione per raccontare non soltanto un nuovo edificio, ma il percorso di trasformazione che da oltre vent'anni continua a ridisegnare quest’area di Milano, con progetti realizzati da architetti di rilevanza internazionale e una relazione tra aree verdi e costruite. Il progetto ospiterà circa 60.000 mq di spazi direzionali all’avanguardia e, alla base della struttura, una nuova piazza coperta, accessibile e permeabile, in dialogo con il parco e gli spazi pubblici circostanti. La canopy, realizzata con un’innovativa struttura in legno e acciaio, sarà ricoperta da oltre 11.000 mq di pannelli solari, che costituiranno il più esteso impianto fotovoltaico di Milano e uno dei più grandi in Europa; insieme all’utilizzo della geotermia, contribuirà all’elevato profilo di sostenibilità dell’edificio, che ha già ottenuto la certificazione WiredScore Platinum e le pre-certificazioni WELL Platinum e LEED Platinum.
PALAZZO DUGNANI. TIEPOLO MAESTRO DEL CIELO EUROPEO
Palazzo Dugnani, chiuso da un decennio, apre eccezionalmente le sue porte per le Giornate FAI d’Autunno. Il percorso di visita inizia dai Giardini Pubblici, da cui si coglie il rapporto privilegiato tra il palazzo e il verde storico circostante. Avvicinandosi alla facciata verso il parco, il visitatore percepisce il carattere elegante e scenografico della dimora. L’ingresso introduce all’atrio, da cui si salirà un tratto dello scalone d’onore, per ammirarne la valenza scenografica. Il punto culminante della visita è il grandioso salone a doppia altezza affrescato da Giambattista Tiepolo, dove le Storie di Scipione trasformano l’ambiente in una scena luminosa e teatrale, simbolo del prestigio aristocratico settecentesco.
Il Palazzo nasce come dimora nobiliare milanese tra fine Seicento e primo Settecento. Legato inizialmente ai Cavalchini, viene trasformato dai Casati in una residenza di rappresentanza, arricchita dagli affreschi di Giambattista Tiepolo con le Storie di Scipione. Nel 1753 passa ai Dugnani, diventando luogo di vita mondana e culturale, mentre nell'Ottocento assume funzioni pubbliche e scientifiche, ospitando la raccolta privata del conte Vimercati, che darà origine al Museo Civico di Storia Naturale. Palazzo e collezione saranno infatti acquisiti dal Comune di Milano nel 1846. Oggi il palazzo, in attesa di un intervento di riqualificazione, è privo di una funzione e la visita nelle Giornate FAI rappresenta dunque l’opportunità di riscoprire uno dei cicli affrescati più importanti del Settecento cittadino.
PALAZZO ISIMBARDI - TRA LE ALLEGORIE DEL TIEPOLO
Durante le Giornate FAI d’Autunno, Palazzo Isimbardi apre al pubblico i suoi ambienti più significativi, dalla Sala degli affreschi, con opere cinquecentesche del Morazzone, alla Sala Giunta, dove si conserva il grande telero L’apoteosi di Angelo della Vecchia di Giambattista Tiepolo. Il percorso comprende anche il cortile d’onore, il sontuoso scalone e il giardino, dal quale si possono scorgere la Torre delle Sirene – utilizzata durante la Guerra per dare l’allarme - e l’accesso al bunker costruito nel 1943. Oggi sede della Città Metropolitana di Milano, il palazzo nasce nel XVI secolo come dimora di campagna e nei secoli viene trasformato dai diversi proprietari, fino al passaggio alla Provincia di Milano negli anni Trenta del Novecento. Affacciato su corso Monforte, conserva una facciata settecentesca, un cortile cinquecentesco e un giardino prima all’italiana e poi trasformato in stile romantico. Al complesso si aggiunse nel Novecento una nuova ala funzionalista progettata da Giovanni Muzio.
GIOIA22: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ NELLO SKYLINE DI MILANO
Inaugurata nel 2024, GIOIA22, ospita Isybank e le Divisioni Insurance, Private Banking, Asset Management, appartenenti ad Intesa Sanpaolo. Sorge a Porta Nuova, il quartiere dell’innovazione milanese emergente, non lontano dalla Stazione Centrale e accoglie 3.000 lavoratori. Progettata e disegnata dall’architetto Gregg Jones dello Studio Pelli Clarke & Partners, è un modello di architettura innovativa e sostenibile, con soluzioni ingegneristiche di avanguardia in termini di illuminazione, acustica e comfort degli spazi e il 65% del fabbisogno energetico prodotto da fonti rinnovabili. Alto 121 metri, la sua iconica facciata inclinata a sud-est è resa possibile dalla presenza di pilastri obliqui rispetto alla verticale, che consentono una torsione a X all’intera struttura.
I “SEGRETI” DEL PALAZZO DELLE FINANZE
All’incrocio tra via Manin e via della Moscova, il Palazzo delle Finanze fu costruito negli anni Trenta del Novecento allo scopo di raggruppare i numerosi uffici che si occupavano di tasse e imposte e che fino a quel momento erano situati in sedi sparse per la città. Progettato dal Genio Civile con il coordinamento dell'architetto Eugenio Marelli, si caratterizza per il monumentale ingresso in travertino bianco sormontato al centro da una torretta che intende evocare i campanili di età comunale. Sul fastigio sono collocate quattro statue che simboleggiano la Finanza, il Lavoro, lo Stato e la Legge. Il percorso di visita in occasione delle Giornate FAI d’Autunno prevede l’accesso al caveau dove saranno esposti alcuni cimeli della storia finanziaria milanese e al rifugio antiaereo. Si visiteranno inoltre le parti monumentali del grande edificio e il cortile con la “loggia della fortuna”, dove avvenivano le estrazioni del lotto, per terminare nel grande salone dell’ex Catasto.
PALAZZO LOMBARDIA
Al 39° piano della torre si trova il Belvedere, a 161 metri di altezza, da cui sarà possibile durante le Giornate FAI d’Autunno godere di una vista mozzafiato a 360 gradi sulla città. Per l’occasione, i visitatori potranno anche accedere allo Spazio Fiume, una galleria d’arte situata al primo piano, nel Foyer della Sala Marco Biagi, in memoria del pittore Salvatore Fiume, dove sono esposti 12 dipinti e una scultura in bronzo, realizzati fra il 1960 e il 1994. Sede istituzionale della Giunta Regionale, il progetto di Palazzo Lombardia, inaugurato nel 2011, reca la firma di un'associazione temporanea di imprese capeggiata dallo studio newyorchese Pei Cobb Freed & partners architects insieme a Caputo Partnership e Sistema Duemila. Oltre a raggruppare gli uffici regionali centrali, è un polo istituzionale collocato in una piazza civica moderna - denominata "Piazza Città di Lombardia" - nonché la piazza coperta più grande d'Europa. La costruzione è caratterizzata da una torre di 161 metri in calcestruzzo armato, acciaio e vetro, che dialoga simbolicamente con il grattacielo Pirelli, storica sede della Regione. Il complesso è composto di fabbricati idealmente a guisa di monti e piazze in luogo di valli: è circondata da un sistema articolato di edifici ad andamento sinusoidale, che fanno riferimento alla morfologia montana a nord della regione, alti dai sette agli otto piani, in cui ai rispettivi piani terra sono concentrate le funzioni culturali, di intrattenimento e servizio, collegati da una piazza di forma ovale con una copertura trasparente. In collaborazione con Regione Lombardia.
E inoltre a Milano:
Nel weekend delle Giornate FAI d’Autunno la Delegazione FAI di Milano aprirà le porte di altri beni dal valore storico per la città e solitamente poco accessibili come il Rifugio Antiaereo di Piazza Grandi, che permetterà ai visitatori di far rivivere un pezzo di storia, riflettendo sul coraggio e la resilienza della popolazione durante i bombardamenti o come Palazzo Cusani, sede della rappresentanza NATO a Milano e Sede del Comando Militare Esercito Lombardia e dove nella facciata posteriore si trovano ancora incastonate tre palle di cannone scagliate dalle artiglierie di Radetzky durante le Cinque Giornate di Milano. Sarà possibile anche scoprire la Fondazione Renzo Piano al Politecnico, inaugurata nel 2022 e dove all’interno ospita una biblioteca, il fondo archivistico “Archivio Renzo Piano 1964–1977” e ambienti flessibili dedicati a laboratori, studio, incontri e lezioni. Si visiterà inoltre il Palazzo della sede di Banco BPM dove sarà possibile accedere al caveau e all’archivio storico. Non mancheranno, infine, anche progetti innovativi di rinnovazione e riqualificazione come Casa BFF e BFF Gallery (ingresso riservato agli iscritti FAI), un luogo di lavoro che diventa "bene comune", integrando design, ingegneria sostenibile e collezionismo d'autore in un dialogo serrato e generoso con la città di Milano.
Altre aperture in provincia di Milano:
Binasco (MI)
MUMAC: ALLA SCOPERTA DELL'ESPRESSO ITALIANO
Per onorare i 100 anni di attività, Cimbali Group nel 2012 ha realizzato il MUMAC, Museo della Macchina per Caffè che, grazie alle collezioni Cimbali e Maltoni, è la più grande esposizione permanente dedicata alla storia, al design, alla tecnologia, agli usi e ai costumi legati al consumo del caffè espresso. MUMAC è dotato di altri 250 pezzi a disposizione per rotazioni all’interno del museo e prestiti worldwide, di una Biblioteca storica del caffè (riconosciuta in SBN-Polo Lombardo) e di un archivio con decine di migliaia di documenti. MUMAC, con la direzione di Barbara Foglia, collabora con musei, università e altri enti per progetti di interesse trasversale, ottenendo numerosi riconoscimenti anche grazie alla produzione di contenuti culturali originali quali mostre temporanee, tavole rotonde e volumi divulgativi. Nel 2022, per celebrare il Decennale del museo, l'esposizione è stata rinnovata con un restyling che, ispirato al concetto di design for all, ha ulteriormente rafforzato l'accoglienza e la fruibilità dei suoi contenuti per tutti i visitatori. Al suo interno vengono organizzate iniziative educative dedicate a scuole, università e famiglie e, attraverso MUMAC Academy, propone corsi rivolti ai professionisti del settore e ai coffee lovers.
Novate Milanese (MI)
FONDERIA ARTISTICA CUBRO
La Fonderia Artistica Cubro apre eccezionalmente i propri laboratori al pubblico, offrendo per le Giornate FAI d’Autunno la possibilità di entrare in un luogo normalmente riservato agli artisti e alle maestranze specializzate, offrendo così l’accesso a un sapere antico, ancora vivo e praticato, raramente visibile nella sua dimensione operativa quotidiana. I visitatori avranno l’occasione di seguire tutte le fasi della fusione a cera persa: dai modelli preparatori ai calchi, dalle cere alla colata del metallo, fino alle operazioni di cesello e patinatura, osservando strumenti, materiali e opere in corso di realizzazione. Giacinto Bosco, che gestisce la Fonderia, è lui stesso artista e realizza sculture di ispirazione onirico-mitologica, esposte in tutto il mondo e presenti in importanti gallerie d’arte di Venezia, della costiera amalfitana, degli Stati Uniti.
La storia della Fonderia affonda le radici nei primi decenni del Novecento, quando nasce a Milano come Fonderia Artistica Carnelli, nei pressi del Cimitero Monumentale, diventando presto punto di riferimento per scultori e artisti italiani e internazionali, come Adolfo Wildt, Arturo Martini, Giacomo Manzù e Luciano Minguzzi. Vi collaborò incidentalmente anche Arnaldo Pomodoro.
E inoltre, in provincia di Milano, a Sesto San Giovanni sarà possibile visitare il Municipio e Villa Visconti d'Aragona con i suoi pregevoli affreschi.
I Beni FAI aperti in Lombardia:
VILLA NECCHI CAMPIGLIO, VILLA DELLA PORTA BOZZOLO, TORRE DI VELATE, CASA MACCHI, PALAZZO MORONI, LA VELARCA, VILLA E COLLEZIONE PANZA, VILLA FOGAZZARO ROI, MULINO MAURIZIO GERVASONI, CASTEL GRUMELLO, VILLA DEL BALBIANELLO, ALPE MADRERA e il MONASTERO DI TORBA – questi ultimi tre Beni sono aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Altre aperture in Lombardia:
MONZA (MB)
Villa Mirabello e Villa Mirabellino nel Parco di Monza
Situate all'interno del Parco di Monza, le due ville sono collegate prospetticamente da un lungo viale di carpini. Edificate entrambe su impulso di esponenti della famiglia Durini, feudatari della Città di Monza dalla metà del Seicento, rappresentano un magnifico esempio di ville di delizia; quando, a seguito dell’istituzione del Parco nel 1805, vi vennero inglobate, ne diventarono gli elementi storici e architettonici più significativi. In età napoleonica furono sede di funzioni amministrative e dimora privata del viceré Eugenio di Beauharnais e della moglie Amalia; con il ritorno degli Austriaci, il Mirabello fu adibito a residenza estiva per funzionari imperiali, mentre il Mirabellino ad abitazione del capitano delle cacce. Passate ai Savoia nel 1860, entrambe furono progressivamente abbandonate dopo l'assassinio di re Umberto I nel luglio 1900 e adibite ai più svariati usi. Edificata originariamente in stile barocco, Villa Mirabello non è priva di testimonianze barocchette e neoclassiche. Gli interni ruotano attorno al salone centrale e alla “galleria degli uomini illustri”, manifesto del pensiero e degli ideali di Angelo Maria Durini. Il Mirabellino, edificato in stile barocchetto su una collina in stretta correlazione visiva con il sottostante Mirabello, ha condiviso le trasformazioni subite dalla villa principale e, dopo anni di abbandono, è in procinto di un intervento di restauro esterno. Va ricordata la realizzazione nel 1808 del limitrofo Belvedere, progettato dall’architetto di Napoleone Luigi Canonica, tra i massimi esponenti del Neoclassicismo lombardo e immortalato da una stampa di Sanquirico del 1830. Nell’edizione 2022 del censimento del FAI I Luoghi del Cuore il Mirabellino si è aggiudicato il 10° posto della classifica nazionale, risultato che ha permesso il recupero e la valorizzazione del Belvedere dei Liriodendri, realizzato dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e sostenuto appunto dal programma “I Luoghi del Cuore”. Proprio il Belvedere sarà protagonista di una visita speciale inaugurale sabato 10 ottobre alle ore 10, all’apertura delle Giornate FAI d’Autunno, in compagnia dell’agronomo Dante Spinelli e di Corrado Beretta, responsabile dell’Area Valorizzazione del complesso.
Aperto sabato dalle ore 12.00 alle 17.00 e domenica dalle 10.00 alle 17.00
Tavernola (CO)
CANTIERE NAVIGAZIONE LAGHI
Quello di Tavernola è il più antico e importante cantiere della Navigazione sulle sponde del Lario. È qui che la Direzione di Esercizio del Lago di Como effettua gran parte della manutenzione, della rimessa e dei controlli tecnici della sua flotta. La sua storia è strettamente intrecciata con lo sviluppo della navigazione a vapore e di linea sul Lago, che ebbe ufficialmente inizio nel 1826 con il varo del piroscafo Lario. Con la nascita delle prime grandi compagnie di navigazione private dell'Ottocento, tra cui la celebre Società Lariana fondata nel 1843, si rese necessaria la creazione di un polo logistico e tecnico alle porte della città. Classico esempio di architettura industriale e infrastrutturale lacustre, la sua conformazione è rigorosamente funzionale all'interfaccia tra terra e acqua, combinando solidità muraria ed elementi metallici tipici dell'ingegneria di inizio secolo. In contrapposizione con le lussuose ville nobiliari e residenziali che caratterizzano la costa, il complesso di Tavernola costituisce una vera e propria "cittadella del lavoro", inserita in modo unico nel paesaggio del Lago di Como. Oggi la Navigazione Laghi è un simbolo del legame fra la comunità lariana e il lago. Battelli e aliscafi sono utilizzati ogni giorno da turisti, studenti e lavoratori e durante le Giornate FAI sarà possibile visitarne eccezionalmente i cantieri, normalmente accessibili solo agli addetti ai lavori. L’itinerario permetterà di conoscere le diverse maestranze e visitare i bacini di alaggio e carenaggio.
Pavia
VILLA MARABELLI, OGGI AR.VI.MA., CIVICA SCUOLA D’ARTE
Costruita nel 1923 dai coniugi Alfonso Marabelli (1878-1937), scultore, e Carolina “Lina” Sannazzaro (1878-1962), pittrice, entrambi artisti affermati nel panorama lombardo, Villa Marabelli nacque come abitazione e atelier per soddisfare le esigenze creative dei due proprietari. Restaurata nel 1974, la villa ospitò una scuola d'arte e, dal 1985, è sede dell'associazione Ar.Vi.Ma., che ne promuove la tutela e la valorizzazione. Raro esempio di abitazione progettata intorno all'attività artistica dei proprietari, fin dall'origine gli spazi furono concepiti come distinti dalla casa: gli studi erano accessibili direttamente dal cortile, a sottolinearne l'autonomia funzionale. Lo studio di Sannazzaro era illuminato da un lucernario zenitale, ideale per la pittura, mentre quello di Marabelli si sviluppava in altezza per consentire la realizzazione di sculture monumentali. Le planimetrie conservate presso l'Archivio Civico testimoniano numerose modifiche progettuali e successive trasformazioni: la rimozione della scala che collegava i due studi, la realizzazione di nuovi collegamenti con la casa, la trasformazione di alcuni ambienti in servizi per la futura scuola d'arte e la diversa configurazione del piano superiore, dove l'attuale terrazza era inizialmente prevista come saletta chiusa. L'edificio conserva inoltre tracce del muro di cinta originario e costituisce una significativa testimonianza dell'architettura residenziale destinata alla produzione artistica del primo Novecento.
Aperto sabato dalle ore 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00
Montù Beccaria (PV)
CASTELLO DI MONTÙ BECCARIA
Il Castello, attestato sin dal Medioevo, ma più volte trasformato nei secoli, si trova nel borgo antico del piccolo paese di Montù Beccaria, su un’altura dell’Oltrepò Pavese. Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare per la prima volta anche gli interni del Castello di Montù Beccaria, oggi proprietà privata e non accessibile. Si potrà andare alla scoperta delle sale che, dal 1589 fino alla soppressione napoleonica a inizio Ottocento, appartennero al convento e collegio dei padri Barnabiti: dal refettorio alle celle dei chierici, dai corridoi voltati alla “sala della musica” ricavata nell’abside della chiesa. Tutti gli ambienti sono stati arredati con gusto dalla famiglia Vercesi, proprietaria del castello dal 1809 e conservano ancora alcuni mobili e oggetti dell’epoca conventuale.
Aperto sabato dalle ore 14.00 alle 17.30 e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30
Bergamo
SEMINARIO VESCOVILE
Il Seminario Vescovile Giovanni XXIII sorge sulla sommità del Colle di San Giovanni a Bergamo Alta. L'articolato complesso di edifici con varia destinazione - chiese, aule, alloggi, auditorium, biblioteca, archivi, cucine, refettori - occupa 20.500 metri quadrati, con 6.300 di superfici coperte e una volumetria edificata di 240 mila metri cubi. Inaugurato il 4 novembre 1967, il Seminario è una "cittadella" ideata dagli architetti Vito Sonzogni e Giuseppe Pizzigoni (1961-1966) e si distingue per un linguaggio brutalista e moderno in calcestruzzo armato che pur salvaguarda alcune preesistenze: la chiesa di San Giovanni sul Colle, i palazzi Sozzi e Bernareggi, la facciata del palazzo Bianconi. L'esterno rilegge i ritmi medievali combinando facciate in lastre di pietra, intonaco e cornici in trachite grigia verso la città, mentre i cortili interni mostrano ampie vetrate dal tono industriale. L'interno, articolato su otto livelli uniti da due gallerie anulari, custodisce la chiesa ipogea, ambiente concepito come una grotta mistica di 1600 mq, mentre l'organo composto da 3000 canne è un recupero dall'antica chiesa di San Giovanni. Il complesso è stato pensato in due sezioni: una dedicata all'insegnamento, con le aule del ginnasio e del liceo, le aule di propedeutiche e di teologia, e la biblioteca sul lato opposto. La seconda sezione comprende i refettori ipogei, il teatro, le cucine e la chiesa, ma anche una piscina. Durante le Giornate FAI il Seminario Vescovile Giovanni XXIII si svela per la prima volta a tutti, compresi gli spazi riservati all'educazione e alla formazione dei sacerdoti. La visita, condotta dai seminaristi e dai docenti, permetterà di cogliere che cosa significhi la vita in un seminario: aule, camere, cucine, refettori, sale. Si scoprirà un luogo labirintico, con innumerevoli saliscendi, sorprendenti prospettive e soluzioni architettoniche che fondono preesistente antiche con integrazioni novecentesche. La Biblioteca Diocesana di Bergamo, già documentata nel 1697, riserverà inoltre una sorpresa eccezionale.
PALAZZO DELLA PREFETTURA
La Prefettura è situata nel Palazzo della Provincia di Bergamo, un edificio del XIX secolo, nonché la prima opera pubblica in città inaugurata in seguito alla nascita del Regno d'Italia. Venne pensato come un palazzo neorinascimentale, secondo il gusto eclettico in voga all’epoca, che recuperava nelle nuove architetture alcuni dei più celebri stili del passato. Gli esterni, riccamente decorati, recano riferimenti alla storia locale e ai valori fondanti del Risorgimento, con i personaggi che diedero gloria alla città e alla Bergamasca. Anche gli interni rispondono allo stesso intento narrativo, con gli scaloni monumentali e la ricollocazione nel salone di Ulisse dei prestigiosi affreschi del 1556 di Giovanni Battista Castello, detto Il Bergamasco, strappati da Villa Lanzi a Gorlago. Le tappezzerie, gli arredi raffinati, le opere d'arte e le decorazioni delle sale testimoniano l'importanza dell'istituzione, mentre gli ambienti sono arricchiti con opere d'arte di importanti autori bergamaschi di ogni epoca: Antonio Cifrondi, Ponziano Loverini, Manzù e Bonfanti. Il Giardino di scultura è un unicum nel panorama delle istituzioni pubbliche della città. Grazie alla disponibilità del Prefetto, i visitatori delle Giornate FAI potranno varcare le vetrate quasi sempre chiuse che danno accesso allo scalone a sinistra nel colonnato che circonda lo scenografico cortile interno del palazzo di via Tasso. Al primo piano si ammireranno le sale di rappresentanza della Prefettura, la camera del Presidente e il maestoso salone di Ulisse con i suoi importanti affreschi manieristi.
Calvenzano (BG)
ORATORIO DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA
L'Oratorio della Beata Vergine Assunta sorge in un contesto rurale lungo l'antica Via Argentea romana, che collegava Milano a Venezia. Si presenta come chiesa campestre isolata, tradizionale meta processionale e devozionale per i viandanti e le comunità della zona. Sorprendono la raffinatezza tanto dell’architettura quanto della decorazione: di grande suggestione il portico ad arcate con pilastri in mattoni e volte a crociera affrescate con il Giudizio Universale, dove Paradiso e Inferno si fronteggiano, e con figure di santi legati alla comunità locale. L'interno, a navata unica con presbiterio quadrato voltato a crociera, conserva pavimentazione in cotto originale, lesene decorate e strutture murarie in laterizio e ciottoli ed è interamente affrescato. Il presbiterio ospita la prima fase pittorica di fine '500: i Quattro Evangelisti e la pala dell'Assunta, con modelli riconducibili a Simone Peterzano, maestro di Caravaggio. La seconda fase, del 1623, è rappresentata dal grande ciclo del pittore cremasco Tommaso Pombioli legato alla vita di Maria, cui si aggiungono Sibille e Profeti, e gli Angeli musicanti. Il ciclo culmina nella drammatica Strage degli Innocenti, affresco di forte impatto emotivo.
Un complesso lavoro di restauro, concluso nel 2000, ha riportato alla luce colori, dettagli e disegni preparatori. Il luogo, solitamente non aperto al pubblico, sarà visitabile in via straordinaria in occasione delle Giornate FAI. Sarà inoltre possibile osservare dal vivo gli esiti del lungo lavoro di valorizzazione previsto dal progetto “Pombioli Augmented Experience”, realizzato nel 2025 grazie al contributo del FAI e di Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”. L’intervento ha integrato i percorsi di visita tradizionali con itinerari pensati per persone con disabilità fisiche e intellettive, attraverso specifici supporti: un modellino tridimensionale, spiegazioni in alfabeto braille, video-narrazioni in LIS, tavolette tattili e altri strumenti per facilitare la comprensione del bene a persone con disabilità cognitive.
Aperto sabato dalle ore 14.00 alle 19.00 e domenica dalle 9.00 alle 19.00
Vimercate (MB)
ABBAZIA DELL’ARTE DI MASSIMO MEDA
L'Abbazia dell'Arte, esposizione permanente e residenza dell'artista internazionale Massimo Meda, nasce da un sogno a lungo coltivato. Completato nel 2025, è un edificio unico nel suo genere e “costruito con l'arte per fare l'arte”: materiale “a prima vista freddo e povero”, il cemento plasmato da Meda prende vita e diviene “Medablock”, ovvero blocchi fatti a mano, indistruttibili, con rilievi tridimensionali ispirati a civiltà ancestrali. Si innalza monumentale per sette piani, rafforzati da trentatré contrafforti composti di Medablock e sormontati da guglie metalliche, culminanti in un terrazzo panoramico dove svettano due scenografici campanili alti 9 metri, “sculture belvedere” di vario diametro, saldate a mano dall'artista, che ogni notte si accendono sulla sommità “con la speranza di avverare un desiderio”. Il giardino circostante, piantumato con alberi d'alto fusto, delinea un percorso che dalla “sala del capitolo”, sede dell'esposizione permanente, costeggia un ninfeo per condurre a una grande vasca decorativa su due livelli con cascata intermedia, di fronte alla quale Meda, profondamente religioso, ha posto un altare; due ponti zincati a fuoco consentono il ritorno al punto iniziale. Non da ultimo, un'area ipogea di 1500 mq delimitata da specchi convessi definisce le “fondamenta” dell'Abbazia, in cui 57 pilastri ricoperti di Medablock sorreggono quest'idea visionaria.
Cornate d’Adda (MB)
IMPIANTO IDROELETTRICO “ANGELO BERTINI” – apertura su prenotazione
In servizio dal 28 settembre 1898, la Bertini è la più antica centrale idroelettrica Edison: con i suoi 9800 kW di potenza, al tempo era seconda solo all'impianto alle cascate del Niagara. La progettazione elettrica, concepita ex novo per l'assenza di esperienze precedenti, fu affidata a Galileo Ferraris e Charles Brown, coadiuvati dal giovane Guido Semenza; Cesare Saldini e Giuseppe Ponzio si occuparono delle turbine, mentre i lavori furono coordinati da Angelo Bertini, direttore tecnico della Società. Il fabbricato centrale conserva le originarie forme architettoniche: con un volume di 30k m³, è decorato con motivi ornamentali all'interno e rivestito di pietra locale, il famoso ceppo dell'Adda, all'esterno. L’impianto rappresenta dunque un'importante testimonianza di archeologia industriale e si integra in modo armonioso con il paesaggio; fu costruito anche con l’obiettivo di realizzare la conversione del sistema tramviario della città di Milano dalle carrozze a cavalli alla più moderna trazione elettrica. Nella sala macchine sono installate quattro turbine Francis ad asse orizzontale, della potenza di 3,125 MW ciascuna, alla velocità di 375 giri al minuto, ciascuna accoppiata a un alternatore sincrono da 3,7 MVA alla tensione di 10 KV. L'impianto, ammodernato nel 1998, è oggi diretto dal Centro di Teleconduzione di Venina in Valtellina.
Aperture nella sola giornata di sabato dalle ore 10.00 alle 18.00
CENTRALE EDISON “CARLO ESTERLE” - apertura su prenotazione
La sala macchine dell'impianto idroelettrico Edison “Carlo Esterle”, in servizio dal 1914, sorge sulla sponda destra dell'Adda, a circa 700 m dalla località Villa Paradiso. Il bacino di carico sovrastante la centrale è alimentato dalle acque del fiume: dall'opera di sbarramento, la Diga Nuova di Robbiate, si dipartono un breve canale di derivazione e, oltrepassata l'opera di presa, il canale d'adduzione vero e proprio, lungo 4485 m. Nella sala macchine furono installati sei gruppi generatori, ciascuno costituito da due turbine Francis ad asse orizzontale, per l'impressionante potenza di 30900 kW. Dal 1988 il macchinario è stato più volte ammodernato nel rispetto delle forme originali. Il raffinato edificio si presenta in stile eclettico lombardo: gli ornamenti minuziosi alle pareti, con motivi geometrici e floreali intrecciati, le colonne all'ingresso, i pavimenti a tarsie, lampade, lampioni e grondaie in ferro battuto – tra cui i celebri doccioni a testa di drago probabilmente realizzati su disegno di Alessandro Mazzucotelli - nonché le imponenti vetrate neogotiche, lo rendono un esempio notevole di architettura monumentale applicata all'industria. Meta imperdibile non solo per gli amanti dell’archeologia industriale, la Centrale sorge nel cuore dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, immersa in un paesaggio unico in cui le tracce della secolare presenza umana lungo le acque del fiume si fondono armoniosamente con l’ambiente circostante.
Aperture nella sola giornata di sabato dalle ore 10.00 alle 18.00
Brescia
TERME PUBBLICHE DI PALAZZO PONCARALI OLDOFREDI
Sotto le fondamenta del liceo classico “Arnaldo” in Palazzo Poncarali Oldofredi, già Balucanti, è custodito un importante sito archeologico romano, rinvenuto a partire dagli anni '50, che conserva i resti di un edificio termale del I secolo d.C. e di una necropoli tardo antica esterni alla cinta muraria di Brixia. Nel 1956, gli scavi per l'ampliamento del Liceo portarono alla luce strutture romane. I successivi scavi degli anni '80 rivelarono parte di un vasto impianto termale del I secolo d.C. composto di un'aula absidata con ipocausto, calidarium, e zona del praefurnium con gli ambienti sotterranei di servizio annessi e le relative condutture; grandi vasche per immersioni si aprivano inoltre verso altri ambienti interpretabili come tepidarium e frigidarium. Con il declino dell'Impero Romano e il progressivo abbandono delle strutture pubbliche nel corso del III secolo d.C., l'area cambiò radicalmente funzione. Abbandonate nel III secolo d.C., le terme divennero un'area sepolcrale, dove sono state rinvenute tombe con suppellettili, monete e monili, oggi in parte musealizzati in una sala della scuola. Il palazzo, di origine seicentesca, è sede del Liceo dal 1925; proprio qui, nella notte del 17 marzo 1797, i rivoluzionari giacobini si riunirono per dare vita alla Repubblica Bresciana, ponendo fine al dominio della Serenissima. L’apertura della Giornate FAI d’Autunno consentirà eccezionalmente di visitare un sito normalmente non accessibile.
Salò (BS)
TENENZA DELLA GUARDIA DI FINANZA
La sede della Tenenza della Guardia di Finanza di Salò occupa il piano terra di quello che fino al 1810 era il monastero dei Carmelitani, di cui faceva parte anche la chiesa del Carmine poco distante. Fondato nel 1526, dell'antico edificio monastico restano ormai poche tracce, a causa della costruzione della nuova strada della Riviera e delle rotaie della linea tramviaria nel 1878-1879. L’origine cinquecentesca dell’edificio è legata alla figura di Simone Roveglio, membro di una famiglia milanese stabilita a Salò, la cui lapide nella chiesa di Santa Maria del Carmine ricorda la donazione del terreno ai Carmelitani per costruire chiesa, monastero e cappella, con l’obbligo della messa perpetua. Il complesso religioso crebbe nei secoli, assumendo forme diverse: nel Seicento furono completati il dormitorio e il campanile, mentre la Scuola della Beata Vergine del Carmine animava la vita spirituale e sociale della comunità. Nel Settecento la Serenissima tentò di sopprimere il convento, ma i Roveglio ne rivendicarono la proprietà, permettendo ai frati di restare fino al 1810, quando l’editto napoleonico impose l’abbandono. L’edificio passò poi ai Polotti e infine all’orfanotrofio femminile, che lo mantenne fino al 1982. Dal 1983 destinato ai servizi sociali, il palazzo conserva ancora oggi all’esterno la sua sobria architettura, mentre all’interno si aprono il chiostro rinascimentale, sale con volte ad ombrello e decorazioni pittoriche di gusto barocco e un imponente scalone con soffitto affrescato. L’ex monastero ospita gli uffici dell’Asl e la caserma della Guardia di Finanza del distretto del lago di Garda, preposta principalmente a garantire la sicurezza nel bacino lacustre, controllando le attività commerciali per prevenire lavoro illecito e controllare il rispetto delle regole della navigazione.
Berzo Inferiore (BS)
ITINERARIO NEL BORGO
Suggestivo borgo della Valcamonica, raccolto ai piedi delle montagne e caratterizzato da vicoli storici e cortili in pietra, Berzo Inferiore sorge lungo il torrente Grigna, ed è rinomato sia per le sue antiche radici legate alla lavorazione del ferro che per la devozione al Beato Innocenzo da Berzo. L’itinerario proposto dalle Giornate FAI condurrà alla scoperta di molti luoghi emblematici, come la Chiesa di Santa Maria Nascente, edificata tra il 1609 e il 1630 sulle rovine di una cappella dedicata alla Vergine Maria, prezioso esempio di barocco italiano che conserva, tra le molte decorazioni, una pala dipinta da Mauro della Rovere (detto Fiamminghino). O come l’antica Chiesa di San Lorenzo di recente restaurata, le cui origini sono legate al leggendario passaggio di Carlo Magno in Valcamonica, secondo cui l’imperatore avrebbe fatto fondare questa “chiesa dipinta”, preziosa testimonianza della cultura figurativa e devozione che per secoli hanno segnato la vita della comunità. Nel tessuto storico del borgo medievale si potrà inoltre scoprire Casa Gheza, detta anche “Casa del curato”, normalmente non accessibile in quanto proprietà privata; di particolare pregio il portale d’accesso alla corte e l’affresco con gli stemmi gentilizi e la sala con tre importanti affreschi. L’itinerario di Berzo ne svelerà inoltre la seconda anima, quella legata alla tradizione della siderurgia camuna: la visita all’Officina Fabre consentirà infatti la scoperta di una fucina cinquecentesca rimasta intatta nei secoli, insieme allo storico Maglio di San Tomaso, al centro di una serie di opifici con maglio ad acqua alimentati dal canale artificiale “Vaso Re” che occupano l’intera Val Grigna. Il percorso proseguirà all’interno delle Ferriere Bellicini, ancora oggi dedite alla tradizione del ferro battuto, tipico esempio di architettura proto-industriale alpina, dove la matericità artigianale della vecchia fucina dialoga con le ampie campate in acciaio e calcestruzzo del sito moderno. Qui, adeguatamente equipaggiati, i visitatori potranno osservare la lavorazione dell’acciaio rovente lungo un moderno laminatoio automatizzato.
Aperto sabato dalle ore 14.30 alle 17.30 e domenica dalle 10.30 alle 17.30
Varese
PARCO E GIARDINI DI PALAZZO MOZZONI
Dimora gentilizia del XVIII secolo, organizzata attorno a una scenografica corte porticata, Villa Mozzoni si sviluppa lungo il declivio di Biumo Superiore, dove il giardino formale più prossimo alla villa lascia progressivamente spazio a un parco di carattere paesaggistico. Il complesso costituisce un'importante testimonianza del sistema di ville e giardini storici che caratterizza questa parte della città. Nel corso dell'Ottocento il parco venne rimaneggiato secondo il gusto paesaggistico dell'epoca, conservando la memoria dell'originario impianto formale. Alla famiglia Mozzoni apparteneva anche l'architetto Guglielmo Mozzoni, autore nel Novecento di numerosi progetti e studi, tra cui quello per la sua “Città Ideale”. Elemento caratterizzante dell’edificio è la corte d'onore porticata, animata dalla successione di colonne semplici e binate, archi e balaustre e dalla differenza di quota tra i cortili, collegati da uno scalone. Il parco presenta un impianto formale in prossimità della villa e assume più oltre il carattere del giardino all'inglese. Tra prati e macchie alberate conserva esemplari secolari di faggi, cedri, platani e tigli. In occasione delle Giornate d'Autunno, in compagnia degli Agronomi e del Corpo Forestale della Provincia di Varese saranno svelate le caratteristiche del giardino e delle sue alberature secolari. L'apertura offrirà inoltre l’opportunità di approfondire la figura dell'architetto Guglielmo Mozzoni, marito di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI.
Comerio (VA)
EX IGNIS
Comerio sorge sui rilievi collinari sopra il Lago di Varese, in una posizione panoramica tra la sponda lacustre e le pendici del Parco regionale del Campo dei Fiori. Lo storico stabilimento Ignis, integrato nel tessuto abitativo locale, domina il paesaggio con una visuale aperta verso il bacino d'acqua e le Prealpi. È un micro-ambiente unico, nato dall'incontro tra la natura prealpina, la macchia boschiva e l'archeologia industriale del secondo Novecento. La storia dell’azienda inizia nel 1943, quando Guido Borghi e i figli Gaetano, Giovanni e Giuseppe avviarono la produzione di fornelli elettrici. Acquisito il marchio Ignis, la “fabricheta” crebbe rapidamente sotto l'impulso di Giovanni Borghi. La svolta giunse però con la produzione dei frigoriferi, inaugurata nel 1954; negli anni del boom economico Ignis divenne uno dei maggiori marchi italiani ed europei di elettrodomestici. Il complesso di Comerio è il risultato dei successivi ampliamenti resi necessari dalla rapidissima crescita dell'azienda nel dopoguerra e conserva la memoria di uno dei principali poli industriali del territorio. Al suo interno è inoltre possibile ammirare “Composizione Ritmica” di Vittorio Tavernari, realizzata nel 1968 su commissione di Borghi utilizzando elementi degli elettrodomestici Ignis. Le Giornate FAI d’Autunno saranno un’occasione straordinaria per scoprire la storia di questo stabilimento, oggi in attesa di un progetto di riuso. Completerà il racconto una collezione storica di elettrodomestici, messa a disposizione dal Comune di Comerio, che permetterà di seguire l'evoluzione della produzione dai primi modelli fino ai nostri giorni.
Somma Lombardo (VA)
SECONDO MONA
Fondato nel 1903 da Secondo Mona come officina per biciclette e motociclette, lo stabilimento di Somma Lombardo cominciò a occuparsi della riparazione di motori aeronautici dal 1913, grazie ai pionieri del volo a Malpensa, per estendersi dal 1923 alla progettazione di propri equipaggiamenti carburante. Giunta oggi alla quarta generazione familiare, è leader mondiale nei sistemi di alimentazione per velivoli ed elicotteri, civili e militari. Oltre 120 anni di storia radicata nel territorio per circa 28.000 mq di estensione, lo stabilimento coniuga la memoria delle originarie officine meccaniche con moderne strutture produttive ad alta tecnologia. Il layout del sito è strutturato per separare gli uffici direzionali dai reparti avanzati di lavorazione, montaggio e collaudo. I recenti interventi e progetti di ampliamento puntano all'integrazione sostenibile nel tessuto urbano della frazione di Mezzana, valorizzando l'area con spazi museali e percorsi ciclopedonali. In occasione delle Giornate FAI l’azienda aprirà eccezionalmente le porte al pubblico, offrendo l'occasione di scoprire da vicino una delle realtà industriali più significative del territorio varesino, insieme alla nuova area museale, di recente realizzazione. I visitatori potranno ammirare componenti ed equipaggiamenti progettati e realizzati da Secondo Mona nel corso di oltre un secolo di attività, insieme a documenti e testimonianze della ricca storia dell'aviazione italiana: dalle prime officine di inizio Novecento fino alle più avanzate tecnologie aeronautiche odierne.
Aperto sabato dalle ore 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00
VILLA DOLCI MELZI
Il contesto in cui sorge Villa Dolci è caratterizzato da un paesaggio fluviale con boschi planiziali, aree agricole e terrazzamenti morenici di origine glaciale. La vicinanza all'Aeroporto di Milano Malpensa incide sul quadro infrastrutturale, ma l'area conserva elementi di pregio storico-ambientale e visuali aperte verso il corridoio verde del Ticino. La residenza, edificata inizialmente nel XVII secolo come convento, è stata modificata tra XVIII e XIX secolo e riflette il modello della villa lombarda con funzioni residenziali e agricole connesse. Presenta un impianto sobrio ed elegante, con corte interna e spazi verdi pertinenziali. Nel tempo ha subito trasformazioni e adattamenti, mantenendo però i caratteri architettonici originari e il valore nel tessuto urbano storico. L'edificio ha un impianto a corte con facciata simmetrica, caratterizzata da aperture regolari e cornici in rilievo. Gli interni conservano volte e decorazioni neoclassiche. Il complesso comprende spazi verdi e rustici, tipici della villa lombarda a funzione residenziale e agricola. All'interno spiccano lo scalone monumentale legato al linguaggio di Luca Beltrami, il grande architetto milanese all’epoca molto attivo sul territorio, le ringhiere forse disegnate dal maestro del ferro battuto Alessandro Mazzucotelli, le vetrate decorate e i lampadari provenienti dal Teatro Regio di Torino.
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, Villa Dolci apre eccezionalmente le sue porte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare ambienti solitamente non accessibili. Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre alcuni figuranti in costume a passeggio nella villa e nel parco renderanno la visita maggiormente suggestiva. I turni di visita delle ore 11 e delle 17.30 di domenica 11 ottobre avranno l’accompagnamento speciale di un violinista e di letture recitate de “Il Gattopardo”. Evento su prenotazione, a contributo anticipato di 5 euro.
Fagnano Olona (VA)
COLONIA ELIOTERAPICA E CAPPELLA SAN MARTINO
Le Giornate FAI d’Autunno saranno un’opportunità unica per visitare questo luogo che apre per la prima volta al pubblico dopo il recente restauro. Inaugurata nel 1937, la Colonia Elioterapica è un esempio di architettura littoria nata per ospitare i bambini delle famiglie meno abbienti. Durante la guerra divenne un deposito, prima militare, poi partigiano e fu utilizzata, in alcune aree, sino ai giorni nostri, come palestra. Recentemente restaurata, conserva la piscina, ormai dismessa, la palestra, alcune aule adibite a nuovi usi per la comunità e la Torre dell'Acqua, sita nella parte nord del parco. Davanti alla Colonia si trova la Cappella di San Martino, gioiello tardobarocco riccamente affrescato del 1742, unica superstite dell'antico complesso religioso andato perduto. La visita ripercorre la storia dell'edificio e le trasformazioni del territorio, dal Ventennio fascista ai giorni nostri, anche attraverso documenti d'archivio esposti all'interno della stessa realtà.
Aperto sabato dalle ore 12.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 18.00
Malgrate (LC)
PALAZZO AGUDIO
Oggi sede del Municipio di Malgrate, Palazzo Agudio si trova nel centro cittadino a due passi dal lungolago. Su progetto dell'architetto Giuseppe Bovara tra il 1770 e il 1780, la famiglia Agudio realizzò il palazzo unendo alcuni edifici di sua proprietà. La facciata è composta da tre corpi ben identificati grazie alle cornici delle finestre e ai tre balconi. L'ingresso è decorato da un portale in pietra scolpita che porta alla corte interna con pianta a U, dalla quale una grande scalinata permette di accedere al giardino sopraelevato. A fine Settecento il palazzo è stato oggetto di una ristrutturazione che ne ha impreziosito la facciata interna con la realizzazione di un balconcino, oltre a decori e pitture murali. All'interno è possibile ammirare eleganti caminetti e lo scalone d'onore sviluppato su due rampe, come voleva lo stile neoclassico dell'architetto Bovara. La Sala del Consiglio - in origine sala dei ricevimenti - e la sala del Sindaco - anticamente camera da letto - sono decorate con soffitti affrescati, realizzati in un secondo tempo.
Cremona
PALAZZO MANNA
Palazzo Manna sorge a poca distanza dal Teatro “A. Ponchielli” e dalla chiesa di S. Lucia, in un'area di insediamenti romani, dove sorgevano ville che dispiegavano i propri giardini sui terrazzamenti del Po. L'edificio è il risultato di interventi architettonici stratificatisi nel tempo, che hanno trasformato diversi fabbricati contigui di origine medievale e rinascimentale in un grande edificio nobiliare. I lavori effettuati tra XVIII e XIX secolo hanno completamente mutato l'assetto del piano nobile e la facciata mentre il volume massiccio e i laterizi a vista degli affacci sulle altre vie sono testimonianza delle modifiche seicentesche apportate per volontà dei Manna. L’esterno presenta una muratura di laterizio a vista in cui si riconoscono caratteri codificati nel XVII secolo dall'architetto cremonese Alessandro Capra. In un ambiente del cortile, i fregi parietali e il soffitto a tavolette policrome con animali e stemmi di pertinenza della famiglia Pescaroli sono testimonianza dell'antica abitazione rinascimentale inglobata nel XVI secolo. La visita durante le Giornate FAI comprende l'accesso ai prestigiosi locali del pianterreno, attualmente occupati dalla Società Filarmonica Ruggero Manna e in cui sono custoditi importanti strumenti antichi e, attraverso lo scalone monumentale, all'appartamento al piano nobile, dove i recenti restauri hanno riportato alla luce un brano pittorico assegnato a Giovan Angelo Borroni e restituito leggibilità alle decorazioni di Giuseppe Diotti e Giuseppe Manfredini.
EX TEATRO POLITEAMA VERDI
In occasione delle Giornate FAI i visitatori avranno l'opportunità unica di varcare la soglia dell'ex Teatro Politeama Verdi di Cremona, un luogo simbolo rimasto inaccessibile per quasi sessant'anni, scoprendolo in un momento cruciale di passaggio. Il Politeama si presenta oggi come una suggestiva "cattedrale sconsacrata", in attesa del cantiere di recupero curato dalla Fondazione Stauffer su progetto dell'architetto Angelo Micheli. L'itinerario intende illustrare la sfida del futuro intervento: una scelta progettuale che non intende cancellare le "rughe" della storia, ma trasformare le ferite dell'edificio in bellezza, restituendo il Politeama a Cremona come spazio per la cultura e la musica. L'ex Teatro Politeama Verdi nacque sulle ceneri del Teatro Ricci, distrutto da un incendio nel 1896, per essere inaugurato il 6 gennaio 1898 con la Bohème di Puccini. Progettato da Achille Sfondrini, ha rappresentato per decenni un vivace e poliedrico punto di riferimento per la lirica, la prosa, il circo e il cinema, ospitando artisti come Wanda Osiris e Ugo Tognazzi. La sua storia ufficiale termina nel 1969, anno in cui venne chiuso per ragioni di sicurezza e abbandonato a decenni di degrado e manomissioni. Ispirato alla tipologia del politeama — variante del teatro all'italiana pensata per accogliere un vasto pubblico popolare - l'edificio unisce l'elegante tradizione ottocentesca a strutture d'avanguardia. La sala principale mantiene la classica pianta a ferro di cavallo, cinta da una struttura in ghisa che sostiene due gallerie e un loggione. Il tratto architettonico e urbano più distintivo è la grande cupola metallica, con costoloni reticolari e manto in piombo, che si erge sull'edificio come segno iconico nella trama cittadina. Gli interni mostrano l'impronta decorativa dello scultore cremonese Vincenzo Guindani, attraverso quanto rimane di cariatidi, erme alate e articolate modanature in stucco. Accanto a questi elementi storici si scorgono tuttavia i segni brutali dei decenni di incuria: strutture in cemento inserite negli ultimi anni e stratificazioni impietose che ne hanno profondamente alterato l'aspetto visivo.
Viadana (MN)
PALAZZO MARCHESI GARDANI
Considerato il palazzo più importante di Viadana, la storia di Palazzo Marchesi Gardani è legata a ospiti illustri: nel 1575 vi soggiornò San Carlo Borromeo, mentre nel 1655 accolse con fasto la Regina Cristina di Svezia, appena convertita al cattolicesimo. Recentemente, il palazzo è stato oggetto di un attento restauro filologico voluto dal Notaio Chizzini, che ha permesso di salvaguardare le strutture storiche adattandole a nuove esigenze abitative e di servizio, preservando un patrimonio di rara importanza per la comunità. All’interno spiccano i soffitti quattrocenteschi decorati con tavolette raffiguranti soggetti araldici e un bestiario tardomedievale. Le pareti presentano affreschi del XV secolo con gli stemmi delle famiglie imparentate coi Gardani. Di eccezionale valore sono i cicli pittorici cinquecenteschi che narrano "Le Fatiche di Ercole" e "Le Piaghe d'Egitto", arricchiti da decorazioni con putti e mostri marini. L'andito d'ingresso ospita inoltre una lapide dedicata al celebre musicista Luigi Petrali, nato a Viadana nel 1813. L'architettura riflette il gusto delle corti padane, mescolando rigore strutturale e ricchezza decorativa. La distribuzione degli spazi, nonostante i restauri, conserva l'aura di splendore che un tempo stupì sovrani e prelati. Ogni sala testimonia l'incontro tra l'arte cremonese, mantovana e parmigiana, rendendo l'edificio un esempio magistrale di residenza nobiliare di provincia, dove l'araldica e la mitologia si intrecciano per celebrare il prestigio dei proprietari originali. La struttura merlata e le terrecotte dei portici completano un quadro di altissimo pregio. L'apertura in Giornata FAI rappresenta un'occasione unica per accedere a una dimora privata solitamente chiusa al pubblico.
Aperto sabato dalle ore 14.30 alle 18.30 e domenica dalle 10 alle 18.30
Castiglione delle Stiviere (MN)
CONVENTO DI SANTA MARIA
A circa un chilometro dal centro di Castiglione delle Stiviere, immerso nel paesaggio delle Colline Moreniche, in una piccola conca naturalmente ricca d'acqua, sorge il Convento di Santa Maria. La storia del luogo affonda le radici in epoca romana, come testimoniano i resti di un'antica villa e le strutture legate alla presenza di una sorgente. Alla fine del Quattrocento, intorno al 1496, Padre Girolamo Redini vi fondò un convento dedicato alla Vergine, che nel 1534 passò ai Frati Minori Osservanti, conosciuti come Zoccolanti. Nel corso del Cinquecento Santa Maria intrecciò la propria storia con quella dei Gonzaga, che scelsero questo luogo appartato e immerso nella natura come dimora di villeggiatura. Il complesso è legato in particolare alla memoria di San Luigi Gonzaga, al quale è dedicata una cappella. Il Convento presenta una struttura semplice ed elegante, organizzata attorno all'antico chiostro, con un caratteristico loggiato a due colonne. Gli ambienti conservano tracce della loro originaria funzione conventuale, insieme agli spazi destinati alla villeggiatura della famiglia Gonzaga. Di particolare interesse sono la fonte ipogea e i resti della villa romana, con pavimenti a mosaico geometrici e figurati. La cappella dedicata a San Luigi Gonzaga e gli elementi superstiti testimoniano le trasformazioni artistiche e architettoniche subite dal complesso nel corso dei secoli.
Lodi
FONDAZIONE COSWAY
Il complesso della Fondazione Maria Cosway sorge nel nucleo antico della città, perfettamente integrato nel fitto tessuto urbano storico, caratterizzato da vie medievali e palazzi signorili; la sua storia intreccia vicende religiose locali, grandi sconvolgimenti geo-politici europei e una visione pedagogica illuminata. La chiesa e il convento vennero costruiti nelle forme attuali tra il 1669 e il 1743; la struttura, a navata unica, è da ricondursi a Michele e Pier Giacomo Sartori. La facciata fu però completata solo nel 1954, su modello di quella di San Filippo, durante l'episcopato di Tarcisio Benedetti, vescovo di Lodi. L’evoluzione dell’edificio si articola attraverso quattro macro-fasi storiche, strettamente connesse alle dominazioni che hanno governato la Lombardia, dalla fondazione per opera dei Padri di San Francesco di Paola in pieno dominio spagnolo, al periodo Asburgico che ne mantenne la funzione monastica, fino alla soppressione degli ordini religiosi durante il periodo napoleonico e alla riconversione, nel 1812, in collegio per fanciulle, sotto la direzione della carismatica figura di Maria Cosway, eclettica artista, pittrice e musicista anglo-fiorentina: le sue convinzioni pedagogiche, allineate alle teorie di Rousseau e Pestalozzi, escludevano imposizioni e metodi troppo autoritari; delle allieve – dai 6 ai 12 anni - si studiavano i caratteri e le disposizioni naturali e si cercava di esaltarne al massimo i talenti, incoraggiandole con premi o sconti sulla retta scolastica. Le celle divennero quindi camere, gli spazi comuni aule e i cortili entrarono nella vita quotidiana delle allieve. Venne costruita, all'interno della chiesa, una tribuna per permettere alle alunne di assistere alle celebrazioni. Oggi la Fondazione organizza manifestazioni culturali e prosegue la sua missione educativa rivolta ai giovani in Lombardia.
Inoltre, lungo il percorso si potrà ammirare il panorama sulle colline dalla balconata del bel giardino che domina il paesaggio circostante e il borgo.
Tovo di Sant’Agata (SO)
CASTELLO DI BELLAGUARDA
La visita al Castello di Bellaguarda permette di riscoprire uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti del patrimonio fortificato della Valtellina. Il percorso conduce dal centro di Tovo lungo l’antico sentiero che sale nel bosco fino ai ruderi del castello, offrendo progressivamente scorci sul paese, sul fondovalle e sulle montagne circostanti. Durante la visita sarà possibile leggere le diverse parti della fortificazione – dalla torre sommitale alle cortine murarie, fino al corpo di guardia – e comprenderne la funzione strategica e difensiva. L’eccezionalità dell’apertura risiede nella possibilità di entrare in contatto diretto con un complesso medievale che, pur conservando oggi soprattutto strutture murarie e ruderi, restituisce con immediatezza la complessità dell’antico sistema fortificato. Il racconto dei volontari FAI permetterà inoltre di conoscere la storia del castello, la sua distruzione nel 1487 e il successivo abbandono, fino al recente recupero e alla valorizzazione delle strutture superstiti.
Aperto sabato dalle ore 14.00 alle 17.30 e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30
E inoltre in Lombardia:
Altri beni, apriranno le porte in Lombardia e sarà possibile visitarli grazie ai Volontari FAI. Sarà possibile ammirare il Ponte San Michele a Paderno d’Adda (LC) con la sua architettura metallica. Ci saranno borghi, come Ome (BS), con il suo Maglio, nucleo di edifici rurali, dove sarà possibile ammirare la lavorazione del ferro. Saranno visitabili municipi come il Municipio di Castiglione delle Stiviere (MN) e non mancheranno le ville come Villa Ida a Cocquio Trevisago (VA), bene che racconta oltre quattro secoli di storia del paese, ma anche significative testimonianze di archeologia industriale come l'ex Acciaieria Ferriera a Crema (CR) (apertura solo domenica 11 ottobre).
Inoltre, a Brescia, venerdì 9 ottobre ore 18:30, al Monastero di Santa Croce (via Moretto 16) sarà possibile seguire una conferenza dedicata all’Orologio Astrario, tenuta dai soci esperti M. Margotti e C. Bulgarini dell’ARASS-Brera, associazione milanese specializzata nel restauro e nella manutenzione di strumenti scientifici storici (per partecipare è necessario prenotarsi su www.faiprenotazioni.it).
Molto altro sarà accessibile in queste due giornate,
per maggiori informazioni www.giornatefai.it