(Adnkronos) - In Italia vivono più di 55mila donne con un tumore del seno metastatico. Un numero in crescita dovuto dall’incremento generale dei casi l’anno di carcinoma mammario ma anche ad una maggiore sopravvivenza. La cronicizzazione della neoplasia è ora possibile e anche sempre più frequente grazie ad armi terapeutiche più efficienti. Emergono così nuovi bisogni delle donne come, ad esempio, una migliore comunicazione verso le partecipanti agli studi clinici per trattamenti innovativi. Oppure bisogna garantire un’adeguata nutrizione durante le cure anti-cancro. È quanto è emerso oggi durante un convegno nazionale organizzato dalla Fondazione IncontraDonna e che si tiene nella sede dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Rientra nel progetto Officina #Metastabile ed è organizzato in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione per il tumore al seno metastatico.
“Officina #Metastabile - afferma Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna - traduce in pratica uno dei principi fondamentali del Manifesto di Fondazione IncontraDonna: partire dall’ascolto delle persone per trasformarne i bisogni in priorità condivise e, quindi, in azioni concrete. Per le donne con tumore al seno metastatico è essenziale superare le differenze territoriali e arrivare a un Pdta nazionale uniforme, realmente applicato e capace di integrare tutte le dimensioni della cura. I focus group dedicati ai trial clinici e alla nutrizione clinica ci permettono di portare nei luoghi decisionali la voce diretta delle pazienti. La collaborazione tra associazioni, istituzioni e professionisti sanitari non è soltanto auspicabile: è la condizione necessaria per costruire percorsi di cura equi, multidisciplinari e autenticamente centrati sulla persona".
"I progressi della ricerca e dell'innovazione terapeutica nel trattamento del tumore al seno metastatico devono tradursi anche in una migliore organizzazione del percorso delle pazienti. L’obiettivo è garantire integrazione tra professionisti, continuità della presa in carico ed equità nell'accesso alle cure. Il ruolo di Agenas è accompagnare le Regioni nello sviluppo delle reti oncologiche e valutare gli esiti delle cure su tutto il territorio nazionale. La qualità di un sistema sanitario, infatti, si misura anche nella sua capacità di garantire a ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui vive, le migliori condizioni possibili di assistenza sanitaria e di vita", dichiara Angelo Tanese, direttore generale Agenas.
"L’impegno del ministero della Salute nella lotta ai tumori è massimo e in tema di neoplasie al seno siamo intervenuti in modo importante. Su impulso del ministro Schillaci abbiamo esteso lo screening mammografico gratuito che ora è previsto per tutte le donne fra i 45 ai 74 anni, a fronte della fascia d’età precedente, che andava dai 50 e ai 69 anni. Con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza pubblicati pochi giorni fa sono state poi aggiornate le prestazioni garantite alla collettività dal sistema pubblico prevedendo, sempre su preciso mandato del Ministro, nuovi percorsi di sorveglianza e prevenzione per le donne che risultino a rischio per fattori ereditari. Sono stati introdotti anche nuovi test per le donne con un carcinoma mammario allo stadio iniziale, per individuare la terapia più adatta alla singola neoplasia, in base alla sua caratterizzazione genetica”, sottolinea Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione ministero della Salute.
All’Officina #Metastabile sono presentati i risultati di due focus group tra clinici e pazienti promossi da Fondazione IncontraDonna e condotti dalle dottoresse Anna Costantini e Silvia Migliaccio. "Nel primo abbiamo evidenziato l’assoluta necessità di un migliore dialogo durante i trial -. conclude Andrea Botticelli, oncologo, membro del CdA di Fondazione IncontraDonna e responsabile scientifico dei focus group -. Sempre più donne, infatti, partecipano a studi clinici sul carcinoma mammario metastatico e sono diversi i fattori che influenzano il loro coinvolgimento e la permanenza alle sperimentazioni. La fiducia versi i medici risulta fondamentale e si basa anche sulla qualità della comunicazione ricevuta e sull’empatia che gli specialisti riescono ad assicurare. Più di una donna ha sottolineato come potrebbe essere utile coinvolgere anche il personale infermieristico in questo percorso. In Italia l’arruolamento delle pazienti risulta quanto mai disomogeneo sul territorio e Pdta dedicato faciliterebbe una partecipazione più uniforme ai trial. Per quanto riguarda la nutrizione invece emerge il bisogno di un riferimento professionale stabile, accessibile e integrato nella struttura di cura. Al tempo stesso va garantito un monitoraggio costante sul peso, lo stato nutrizionale e la massa muscolare durante e dopo la somministrazione delle terapie. E’ quindi auspicabile integrare la nutrizione nei percorsi assistenziali oncologici e nei Pdta".
Il progetto Officina #Metastabile è realizzato con il con contributo non condizionante di Daiichi Sankyo, AstraZeneca, Guardant, Menarini Stemline e Pfizer.