Un'importante attività di Polizia Giudiziaria è stata avviata dalla Polizia Locale di Vigevano concentrando l'attenzione su un fenomeno tanto particolare quanto significativo sotto il profilo della sicurezza documentale: la rimozione del microchip dalle Carte d'Identità Elettroniche (CIE).
L'attività investigativa ha già consentito di deferire in Procura dieci persone, individuate in possesso di documenti elettronici ai quali era stato asportato il microchip. Tra i casi accertati figura anche quello relativo a un permesso di soggiorno.
Gli accertamenti condotti dagli operatori hanno permesso di individuare un elemento ricorrente: il microchip risultava rimosso con una lavorazione estremamente precisa, quasi chirurgica, mentre il resto del documento si presentava in ottime condizioni di conservazione. Una circostanza che, unitamente agli ulteriori elementi raccolti, ha fatto emergere il sospetto di una manomissione volontaria e ha consentito di avviare approfondite attività investigative.
Un risultato reso possibile anche grazie a un'importante sinergia tra il personale dell'Ufficio Anagrafe e gli operatori della Polizia Locale. La collaborazione tra i diversi uffici, unita all'attenzione e alla preparazione degli agenti durante i normali controlli documentali su strada, ha consentito di individuare anomalie che, a un primo esame, potrebbero facilmente passare inosservate.
Proprio da un controllo attento del documento esibito e dalla capacità degli operatori di riconoscere particolari irregolarità è stato possibile sviluppare gli approfondimenti investigativi che hanno portato ai risultati raggiunti.
L'attività rappresenta un esempio concreto di quanto sia importante un controllo attento e qualificato anche nell'ambito della verifica documentale. Non si tratta soltanto di accertare la regolarità di un documento esibito, ma di saper riconoscere anomalie apparentemente minime, ricostruirne le circostanze e sviluppare un'attività investigativa strutturata.