Cronaca - 23 maggio 2026, 17:33

La Polizia di Stato rintraccia e arresta un latitante 52enne, condannato per associazione a delinquere internazionale

L’Ufficio immigrazione della Questura, con il supporto dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nell'ambito delle quotidiane attività di controllo e gestione delle procedure di soggiorno sul territorio nazionale, ha tratto in arresto un cittadino russo di cinquantadue anni colpito da un provvedimento restrittivo definitivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Firenze nel 2020. L'operazione è scaturita nel corso del pomeriggio del 22 maggio, quando l'uomo si è presentato presso gli sportelli dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia per dare seguito alla propria pratica.

Il personale dell’Ufficio immigrazione, procedendo come da prassi alla verifica dell'identità del richiedente e incrociando i dati biometrici attraverso i rilievi fotodattiloscopici eseguiti sul posto, ha fatto emergere una corrispondenza esatta e inequivocabile con un soggetto inserito nel sistema di ricerca per un cumulo di pene pendenti. L'uomo deve espiare una pena definitiva pari a cinque anni e undici mesi di reclusione a seguito di condanne irrevocabili per reati di eccezionale gravità commessi nei primi anni duemila. I fatti per i quali il soggetto è stato definitivamente condannato e associato alla struttura carceraria riguardano il reato di associazione a delinquere: lo stesso è risultato essere un membro attivo e organico di una strutturata e pericolosa organizzazione criminale di origine russa.

Il sodalizio criminoso era dedito in maniera sistematica a una vasta gamma di attività illecite ad alto impatto violento su tutto il territorio, tra cui estorsioni, sequestri di persona a scopo di riscatto, rapine a mano armata e lesioni personali aggravate. Gli operatori hanno proceduto all'immediato arresto dell'uomo, traducendolo presso la casa circondariale di Torre del Gallo a Pavia, mettendolo a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'espiazione della lunga pena detentiva residua e interrompendo così la sua permanenza in stato di latitanza sul territorio pavese.