Il 16 giugno, il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vigevano ha dato esecuzione a una misura di prevenzione emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di un trentatreenne originario di Chivasso attenzionato dalle forze dell’ordine in particolare per la cosiddetta "truffa dello specchietto".
L'uomo, resosi responsabile di numerose condotte criminose volte a ottenere profitti illeciti in particolar modo ai danni di persona anziane, è stato considerato dal Tribunale soggetto socialmente pericoloso ed è stato, pertanto, sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con l'obbligo di soggiorno nel comune di Vigevano per la durata di un anno e sei mesi.
Le indagini avevano, infatti, permesso di collegare il soggetto a vari episodi delittuosi commessi con il medesimo modus operandi. Tra questi, un tentativo di truffa avvenuto a Buronzo, dove un automobilista ha finto un incidente stradale ai danni di una donna di 65 anni, chiedendole 600 euro di risarcimento e seguendola fino all'ufficio postale prima di dileguarsi a causa della chiamata della vittima alle forze dell’ordine. Un secondo episodio è stato accertato a Motta Visconti, dove una donna di 58 anni è stata raggirata dopo aver udito un forte rumore sulla propria carrozzeria; in quell'occasione l'autore del reato, simulando un danno immediato e avvalendosi della complicità telefonica di un finto carrozziere, ha convinto la vittima a prelevare del denaro contante presso uno sportello automatico di Besate, riuscendo a sottrarle la somma totale di 1.250 euro prima di far perdere le proprie tracce.
In forza del provvedimento, al soggetto è fatto divieto di lasciare il Comune di soggiorno senza l'autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria, di associarsi a pregiudicati, di detenere o portare armi e di rincasare entro le ore 22.00 e non uscire prima delle 07.00.
L'operazione della Polizia di Stato testimonia il costante e quotidiano impegno delle forze dell'ordine nel controllo del territorio e nella tutela delle fasce più vulnerabili della cittadinanza.