Cronaca - 01 febbraio 2019, 11:25

Pavia: arresati stranieri che con documenti falsi si spacciavano per cittadini comunitari

Due coniugi, di origini ucraine, attualmente si trovano agli arresti domiciliari e dovranno rispondere di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi ed ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato

Pavia: arresati stranieri che con documenti falsi si spacciavano per cittadini comunitari

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pavia, durante un servizio perlustrativo, lungo la Tangenziale Est, hanno notato una BMW 320D, con all’interno un conducente che, sottoposto a un regolare controllo, esibiva una patente di guida romena.

L’ equipaggio ha percepito sia a livello tattile che visivo determinate anomalie che hanno indotto i militari dell'Arma a dubitare dell’autenticità del documento mostrato. Gli operanti si sono dedicati a uno scrupoloso controllo del veicolo, a seguito del quale è stata rinvenuta un’ulteriore patente di guida riportante la medesima fotografia ma con generalità differenti.

Sono stati così effettuati accertamenti anche presso l’abitazione dell’uomo, dove si è potuto constatare che anche la moglie del fermato fosse munita di patente, passaporto e codice fiscale contraffatti. A seguito di dettagliate e poliedriche verifiche effettuate della Sezione Radiomobile di Pavia, si è giunti alla reale identità dei coniugi stranieri, di provenienza ucraina e non romena, i quali, pochi giorni prima, avevano tentato, mediante i documenti contraffatti, di ottenere una regolare carta d’identità italiana, avendo inoltrato una formale richiesta agli uffici competenti e revocata grazie all’accertamento svolto dai Carabinieri.

Marito e moglie sono stati arrestati per i reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi ed ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

I due si trovano attualmente agli arresti domiciliari e sono a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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