Attualità - 16 gennaio 2020, 12:57

Vigevano candidata a capitale della cultura? “Una presa in giro”

Forti polemiche in consiglio comunale nel dibattito sulla candidatura avanzata dalla giunta per Vigevano capitale italiana della cultura 2021. L’idea era stata avanzata nel 2016 dalle opposizioni, ma la maggioranza la bocciò: “Ora è tornata di moda solo perché ci sono le elezioni”, dicono le minoranze

Vigevano candidata a capitale della cultura? “Una presa in giro”

Le avvisaglie perché la proposta di candidatura di Vigevano a capitale italiana della cultura 2021 non passasse con voto unanime in consiglio comunale c’erano tutte, e così è stato. Dall’opposizione, infatti, le reazioni alla decisione della giunta variavano fra il naso storto e l’indignazione. Nocciolo della questione era che la candidatura era stata proposta nel 2016 dal Pd, con l’appoggio di altre forze di minoranza, ma era stata bocciata. Da allora, secondo l’opposizione, l’unica cosa che è cambiata è l’approssimarsi delle elezioni.

Il sindaco Andrea Sala, nel suo discorso introduttivo, ha spiegato che Vigevano ha le carte in regola per concorrere: “C’è un tessuto associativo a livello culturale molto sviluppato, e poi ci sono le esperienze. La Rassegna Letteraria e l’anno dedicato a Leonardo ne sono degli esempi. Coinvolgeremo gli altri comuni della Lomellina per una candidatura di rete, e il 29 gennaio andremo a Milano per ottenere l’appoggio della Regione. La città ci deve credere”.

Lo scetticismo mostrato dalle opposizioni verte innanzitutto sui tempi: le prime relazioni vanno presentate entro il 2 marzo, e Vigevano non ha ancora preparato nulla. In molti hanno fatto notare come le altre città abbiano iniziato un percorso da anni. La consigliera di Progetto Vigevano Monica Cotta Ramusino ha avvertito che “si rischia di fare una figuraccia”.

Durissimi gli interventi delle forze che maggiormente si erano spese per la proposta di candidatura del 2016. Dal Pd, Emanuele Corsico Piccolini parla apertamente di presa in giro: “Allora la proposta era stata bocciata perché, si era detto, le priorità erano la strada per Milano e l’ingresso in città metropolitana. Tutti obiettivi falliti. L’amministrazione in questi cinque anni ha fatto segnare solo sconfitte nel campo culturale, come il fallimento di Ast, la questione Leonardiana e i tanti eventi rivelatisi un flop. Adesso siamo al teatrino”.

Rincara la dose Valerio Bonecchi di Per Vigevano, che legge un documento a nome della coalizione di centrosinistra che si proporrà alle prossime comunali: “Abbiamo contenitori per i quali non si è riuscito a fare nulla, come il Colombarone, l’ex macello e le ex carceri. Essere capitale della cultura significa anche essere modello di integrazione, e invece Vigevano è conosciuta in tutta Italia per il caso mense. Questa è una trappola elettorale per gonzi acculturati, noi non ci caschiamo”.

Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle, con Silvia Baldina: “È una promessa elettorale per cercare di far dimenticare ai cittadini cinque anni di insuccessi. L’unico motivo per cui varrebbe la pena di votare a favore della candidatura sarebbe un impegno serio a portarla avanti anche della prossima amministrazione che verrà dopo il voto”.

Unica voce a favore da parte dell’opposizione è quella del Gruppo Civico, con Daniela Parini che si è detta soddisfatta di aver sentito “per la prima volta in cinque anni un progetto inclusivo per le varie realtà cittadine in cui nessuno si deve sentire escluso”.

Scontato il parere favorevole di Lega e Strada Verso Milano. Sì convinto anche di Forza Italia, che con Stefano Bellati esprime il presidente della commissione cultura del consiglio comunale: “È una grande occasione, e credo che le basi siano state messe da tempo”. Sarà proprio la commissione cultura a svolgere una funzione di controllo politico sul dossier di presentazione della candidatura.

La proposta di candidatura, alla fine, ottiene una maggioranza semplice. Votano a favore Lega, Strada Verso Milano, Forza Italia e Gruppo Civico. Astensione per Pd, Progetto Vigevano e Movimento 5 Stelle. Per Vigevano ha deciso di non partecipare al voto.

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