Economia - 16 gennaio 2020, 07:30

Le differenze tra il commercio elettronico tradizionale e il dropshipping

Molti conoscono il dropshipping ma non riescono a cogliere le differenze che intercorrono tra questa forma di business e gli e-commerce tradizionali

Le differenze tra il commercio elettronico tradizionale e il dropshipping

Molti conoscono il dropshipping ma non riescono a cogliere le differenze che intercorrono tra questa forma di business e gli e-commerce tradizionali. La differenza più rilevante sta nell'assenza di un magazzino e del relativo inventario, cosa che rende un sito di dropshipping molto più semplice da impostare e gestire, sia nel breve che nel lungo periodo. Naturalmente, a queste differenze macroscopiche se ne aggiungono altre, forse più difficili da cogliere ma altrettanto importanti.

Dropshipping Vs ecommerce: qual è il modello che conviene di più?

Entrambi le varianti di business sono impostate sulla vendita di prodotti online. Questi ultimi, dopo essere stati inseriti nel carrello e pagati, vengono spediti presso l'indirizzo fornito dal cliente. Ed ecco la prima grande differenza. Se nel caso degli ecommerce tradizionali è l'azienda stessa ad occuparsi dell'imballaggio della merce e della spedizione, nel dropshipping tali compiti vengono demandati al fornitore / produttore. Questo accade perché chi gestisce un sito di dropshipping non possiede fisicamente gli articoli che vende, ma si limita a selezionarli sulla piattaforma del fornitore con il quale ha sottoscritto l'accordo commerciale. Il dropshipper guadagna sulla differenza che intercorre tra il costo del prodotto all'ingrosso e il prezzo al quale deciderà di rivendere lo stesso articolo al pubblico. In questo modo, il dropshipping permette, a chiunque decida di avvicinarsi a questa forma di business, di dar vita ad uno shop online senza dover allestire un magazzino, possedere un inventario e occuparsi delle spedizioni.

Questo modello è stato creato appositamente per essere snello e scevro di obblighi: tutte le energie del dropshipper potranno essere dirottate su ciò che conta davvero per affermarsi in un universo così vasto e ricco di competitors, ovvero la pubblicità e il marketing. Ma come funziona il dropshipping nel dettaglio? È molto semplice. Quando un cliente ordina un articolo, il gestore della piattaforma acquista lo stesso presso il sito del fornitore; quest'ultimo si prende cura dell'imballaggio del prodotto e lo invia tramite corriere presso l'indirizzo indicato dal dropshipper. Semplice no? La parte più complessa dell'intero processo riguarda l'integrazione tra shop online e fornitore. Ma anche questo aspetto rientra nei compiti del fornitore, il quale è tenuto a mettere a disposizione un pannello costantemente aggiornato e in grado di inviare / ricevere notifiche ogni volta che un utente acquista un articolo.

Le altre differenze

Se un negozio di dropshipping è tenuto a focalizzarsi unicamente sulla propria nicchia di mercato e sul proprio target di pubblico, un ecommerce può garantire una gamma molto più ampia di prodotti, in grado di annoverare diverse categorie contemporaneamente. Certo, anche il dropshipper potrebbe scegliere di dedicarsi a più categorie di prodotti, ma sarà più semplice (e fruttuoso) fare branding collocando il proprio shop in una precisa nicchia di mercato. Il nome della propria azienda / negozio va sempre ancorato ad una politica ben precisa, ad un punto di vista coerente, ad una determinata categoria di prodotti, a contenuti che portino valore e che spieghino ai clienti potenziali i motivi per cui dovrebbero avvicinarsi a quella tipologia merceologica. Va sottolineato, inoltre, come inaugurare un'attività di questo tipo non richieda investimenti importanti. L'unico dovere del dropshipper è creare un sito ad hoc, affidandosi ad un professionista o utilizzando WordPress. Naturalmente, per attirare clienti nel proprio shop e fidelizzarli, sarà necessario anche:

  • ottimizzare il sito per i dispositivi mobili

  • offrire una buona user experience

  • curare il design delle pagine che costituiscono il sito

  • offrire descrizioni dei prodotti complete e veritiere

  • includere fotografie in alta definizione di tutti gli articoli in stock

  • snellire il più possibile il processo d'acquisto

  • offrire più metodi di pagamento (PayPal, carte di debito e di credito, etc.)

Conclusioni

Il dropshipping è una forma di business adatta agli imprenditori in erba che non vogliono rischiare capitali importanti, ma che desiderano scoprire un mondo sconosciuto come quello del commercio online. Tuttavia, il dropshipping presuppone una certa bravura nell'attirare i potenziali clienti, coinvolgerli e fornire loro valore. Per farlo, sarà necessario saper utilizzare i social come conviene, ricorrere all'advertising online, fare blogging, usare correttamente le tecniche SEO, fidelizzare i clienti tramite offerte, coupon e sconti esclusivi. Tra gli strumenti immancabili vanno annoverati Facebook, Instagram e Google AdWords. La regola d'oro è stimolare l'interazione sulle pagine social tramite video e post accattivanti, rispondere alle domande degli utenti il più rapidamente possibile, mostrarsi disponibili e risolvere eventuali inconvenienti. Infine, è molto importante frequentare forum di settore e partecipare a discussioni e dibattiti, allo scopo di scandagliare gli interessi e le esigenze del pubblico. In questo modo, sarà più semplice rinnovare la propria offerta e rimanere al passo con le novità.



Richy Garino

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