Arriva da un post del presidente ligure Giovanni Toti un barlume di chiarezza nella confusione e nell'incertezza in cui sono stati lasciati i cittadini a proposito della partenza delle nuove zone rosse in cui dovrebbero essere inserite la nostra provincia e la Lombardia.
Dopo il durissimo attacco del governatore Fontana, Toti dice di aver parlato con il ministro della Salute Speranza e che soltanto domani ci si confronterà sul posizionamento della Liguria, e quindi anche di tutte le altre regioni nelle nuove tre fasce, rossa, arancione e gialla.
Da mezzanotte varranno quindi per tutta Italia le regole del nuovo Dpcm (leggi QUI e QUI) e non le ulteriori restrizioni previste per le regioni a seconda del loro inserimento nelle tre fasce di rischio.
«Ho appena parlato con il Ministro della Salute Roberto Speranza - scrive Toti - domani ci confronteremo sul posizionamento della Regione Liguria rispetto alle fasce di rischio del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, le misure aggiuntive di contenimento al Covid nel nostro territorio, entreranno in vigore nella giornata di venerdì. Entreranno invece in vigore da domani le normative riguardanti tutto il territorio nazionale, primo tra tutti il divieto di circolazione tra le ore 22 e le 5».
Domani dunque in Lombardia verranno rispettate solo le normative nazionali del Dpcm (oltre a quelle dell'ordinanza regionale) che entra in vigore. La conferma arriva dal Ministro Speranza: slitta quindi a venerdì l'istituzione delle zone "rosse", "arancioni" e "gialle" con misure diversificate in base al rischio contagi.
In pratica è previsto il ‘coprifuoco’ dalle 22 alle 5 ed è confermata l’apertura di bar e ristoranti con limite massimo di 4 persone per tavolo con la chiusura alle 18. La Lombardia, insieme a Piemonte e a Calabria, salvo sorprese finiranno nelle aree a maggior rischio.
Sono 21 gli indicatori che faranno prendere la decisione sul ‘colore’ da assegnare alle regioni, tra cui l'occupazione dei posti in terapia intensiva, la capacità di tracciamento, la rapidità nel fare i tamponi e ovviamente la diffusione del virus. Il cosiddetto ‘scenario’ che è basato sull’indice RT su livelli tra 1 e 4. Il più alto, ovviamente finisce nel ‘rosso’ mentre chi ha il 3 nell’arancione. Per quanto riguarda la Liguria, sembra che la ‘Cabine di regia’ abbia chiesto dati più completi, in modo da fare una valutazione più precisa.
Le misure nazionali saranno sicuramente le seguenti:
- dalle 22 alle 5 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi;
- delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico;
- Confermata la chiusura alle 18 per tutti i bar e ristoranti con limite massimo di 4 persone per tavolo.
Per le zone ‘arancioni’ sono invece queste le disposizioni:
- È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati e comprovate esigenze: motivi di lavoro, di salute e di urgenza, da giustificare sempre con il modulo di autocertificazione. Sono consentiti spostamenti per partecipare alla didattica in presenza. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. E’ vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze sempre da giustificare con il modulo di autocertificazione;
- sono chiusi i bar, i pub, i ristoranti, le gelaterie, le pasticcerie ad esclusione delle mense e del catering. E’ consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze.
Per le zone ‘rosse’ sono invece queste le disposizioni:
- è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori e all’interno di essi, salvo che per spostamenti motivati e comprovate esigenze: motivi di lavoro, di salute, di urgenza, sempre da giustificare con il modulo di autocertificazione. È sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione, residenza;
- sono chiusi i negozi a eccezione di alcune categorie: tra gli altri, alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi per bambini e neonati, fiorai, negozi di biancheria, negozi di giocattoli, librerie, cartolerie, negozi di prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ottici, negozi di ferramenta, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri. Sono chiusi i mercati non alimentari;
- sono chiusi i bar, i pub, i ristoranti, le gelaterie, le pasticcerie ad esclusione delle mense e del catering. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio o, fino alle 22, con asporto e con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;
- a eccezione della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche, si svolgono esclusivamente a distanza. Con l’eccezione delle attività di laboratorio. E’ sospesa l’attività in presenza di università e istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica;
- Sono sospese le attività sportive anche nei centri all’aperto. Sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva. È consentito svolgere attività motoria individuale in prossimità della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro, con obbligo di indossare la mascherina. È consentito svolgere attività sportiva all’aperto in forma individuale.