Cronaca - 13 febbraio 2023, 18:42

Quattro persone ai domicilari per truffe sulla compravendita di camper

I soggetti interessati dal provvedimento acquistavano camper con assegni circolari falsi e facevano sparire i mezzi all'estero

Quattro persone ai domicilari per truffe sulla compravendita di camper

L’indagine che ha portato all’emissione di quattro ordinanze restrittive ha preso il via poco più di un anno fa, per la precisione nel gennaio 2022, quando un cittadino si è presentato presso la Questura di Asti per denunciare di essere stato truffato vendendo online il suo camper.

Dopo aver concordato il prezzo con un acquirente apparentemente affidabile, l’uomo si è reso conto di essere stato pagato con un assegno circolare falso, ma nel frattempo del suo camper non vi era più traccia poiché, come appurato dagli investigatori della Polizia in corso di indagine, era stato portato all’estero.

OPERAZIONE "CAMPER DELIVERY 2022"

Da questo spunto investigativo, gli agenti della 3ᵃ Sezione della Squadra Mobile di Asti hanno sviluppato – prima con il coordinamento della Procura della Repubblica di Asti e successivamente di quella di Pavia – una complessa attività d’indagine, denominata “Camper Delivery 2022”, che ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale e porre agli arresti domiciliari quattro cittadini italiani, tre dei qual riconducibili alla comunità sinti, per i reati di truffa aggravata e riciclaggio.

IL MODUS OPERANDI DELLA BANDA

Il modus operandi della banda era sempre il medesimo: contattavano le vittime che avevano messo in vendita i loro camper su note piattaforme online e, dopo una breve trattativa, li traevano in inganno acquistando i mezzi con assegni circolari falsi. Tali assegni riportavano segni distintivi di inesistenti filiali di rinomati istituti di credito e una semplice ricerca sul web portava a un’utenza telefonica che fungeva, tramite falso operatore di banca, a dare riscontro all’attendibilità dei truffatori.

Questi ultimi chiudevano le trattative rigorosamente in orario di chiusura degli sportelli bancari, per guadagnare tempo prima che la vittima si accorgesse che l’assegno ricevuto, di importi medi compresi tra i 30.000 e i 45.000 euro, era falso.

I RUOLI DEI MEMBRI DELLA BANDA

Una spasmodica attenzione per i dettagli che ha trovato riscontro anche nella specificità dei “ruoli” di ciascun membro della banda. Alla coppia composta da B.E. (unica donna del gruppo) e F.S., spettava il compito di avvicinare le vittime, intestandosi poi i veicoli e procedendo alla radiazione per l’estero. Mentre N.S. era l’intestatario delle utenze telefoniche con cui venivano agganciate le vittime e assegnatario dell’utenza VoIP utilizzata come riferimenti della finta banca, infine G.D. era l’intermediario per la vendita dei mezzi indebitamente rilevati.

REATI COMMESSI AD ASTI, VERONA E AOSTA

La Procura e gli investigatori contestano ai 4 soggetti fatti commessi ad Asti e Verona, oltre a un tentativo attuato ad Aosta, per un valore totale di circa 110.000 euro. Vista l’irreperibilità dei quattro soggetti, per rendere effettivi i provvedimenti cautelari emessi a loro carico si è reso necessario ricorrere a attività di osservazione e pedinamento che, unitamente ad intercettazioni, hanno infine consentito di rintracciarli.

I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile di Asti, in collaborazione con i colleghi di Varese, Monza e della Brianza, Bergamo e Pavia.

da La Voce di Asti.it

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