La Corte d’Assise di Pavia ha condannato ieri a 15 anni di carcere Massimo Sgroi, 54 anni, accusato di aver ucciso il fratello Giuseppe nell’agosto del 2024 a Cilavegna, in Lomellina.
I giudici togati e popolari hanno riconosciuto colpevole l’imputato di omicidio preterintenzionale. Nella sua requisitoria il pubblico ministero Valentina Terrile aveva chiesto la condanna a 25 anni per omicidio volontario aggravato.
E’ stata, di fatto, riconosciuta la tesi della difesa di Sgroi: secondo l’avvocato Mirko Danieli, “nessuno quella notte voleva uccidere nessuno”. Nella casa di via dei Mille a Cilavegna, in una sera di fine agosto di due anni fa, una violenta lite coinvolse i fratelli Sgroi e l’ospite che era a cena con loro, Giuseppe Di Stefano.
Giuseppe Sgroi (54 anni, operatore ecologico) riportò gravissime ferite al volto e alla testa. Sul posto arrivarono gli operatori del 118, ma non ci fu nulla da fare. Secondo Massimo Sgroi a uccidere il fratello fu Di Stefano, che però è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto.




